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Porsche si ripensa come consulente per «smart building»

Il gruppo automobilistico guarda oltre l’auto e cerca opportunità per trasformare gli smart building nel tassello fondamentale delle future smart cities

di Paola Pierotti


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Il quartier generale di Porsche, a Stoccarda (Afp)

3' di lettura

La smart city come banco di prova per l’integrazione di competenze e opportunità. Focus per operatori del settore della distribuzione e vendita di gas naturale, attivi anche nella vendita di energia elettrica com’è Estra spa. Ma anche per società di consulenza del settore dell’auto, in primis Porsche Consulting, struttura dell’omonimo gruppo.

In occasione dello “Smart Building Expo” (Milano, 13-15 novembre) il gruppo ha evidenziato i passi da seguire per ripensare il proprio ruolo al di fuori di una visione settoriale e cogliere l’opportunità per trasformare gli smart building nel tassello fondamentale delle future smart cities, offrendo servizi anche molto lontani da quelli che oggi propone il settore. In campo il mondo della progettazione, come testimoniato dal neonato progetto Open Twin (promosso dalla società Open Project) per traghettare le aziende del real estate nel mondo della digitalizzazione del patrimonio.

Prato smart city
Costruire città intelligenti è necessario per gestire le risorse in modo sostenibile ed efficiente. In campo ci sono anche le Utilities e le aziende impegnate nell’economia circolare, e le ricadute sono dirette sulla qualità della vita dei cittadini e sulla riqualificazione degli spazi urbani sottoutilizzati o in disuso.

Nell’ambito dell’Assemblea Anci di Arezzo, il team di Estra ha raccontato insieme al sindaco di Prato, Matteo Biffoni, il lavoro in corso per dare vita ad un modello nazionale di smart city per fibra ottica, tecnologia 5G, sistemi di videosorveglianza e di e-government. «Le smart city rappresentano la nuova frontiera di sviluppo delle comunità - ha commentato Francesco Macrì, Presidente di Estra - risulta pertanto fondamentale oggi attivare una cabina di regia nella governance pubblico-privato che fornisca linee di indirizzo chiare e coerenti tese alla realizzazione delle città intelligenti». Prato, parole del suo sindaco, «è già una smart city, grazie al sistema di videosorveglianza integrata con telecamere che, oltre ad essere ad altissima definizione, sono condivise da tutti i presidi dello Stato oltre che da Protezione civile e Comune. Non solo, stiamo lavorando alla realizzazione della Situation room per condividere le migliaia di informazioni e dati di Comune, società di servizi, partecipate per migliorare la comunicazione verso i cittadini e ottimizzare gli interventi sul territorio».

N uovi modelli di business sotto la lente di Porsche Consulting
Con l’avvento dell’Internet of Things (IoT), gli edifici sono sempre più intelligenti, e incorporando nuove generazioni di hardware e software, possono entrare a far parte di nuovi ecosistemi, spostando l’attenzione dagli asset materiali ai servizi incentrati sull’esperienza di utilizzo degli spazi e sulla trasformazione degli edifici stessi in centri di profitto. L’integrazione degli edifici in reti più ampie, come il cloud computing e l’artificial intelligence, abilitano innovativi modelli di business. Secondo l’esperienza di Porsche Consulting «questo trend, oltre a cambiare offerta e modello di pricing, sta modificando radicalmente l’arena competitiva del settore. L’utente passa dal possesso degli impianti, ad esempio il sistema di illuminazione, al puro pay-per-use attraverso investimenti tecnologici fatti dal service provider. La creazione di smart grid per edifici o gruppi di edifici, consente sia forti risparmi energetici, in particolare a seguito del bilanciamento della rete, sia la vendita dell’energia stessa, trasformando quindi un centro di costo in un centro di profitto».

L’arena competitiva si sta trasformando: mentre gli attuali operatori migrano la propria proposta di valore verso i servizi per attrarre nuovi clienti, il potenziale di crescita del settore della building automation spinge sia giganti tecnologici che start-up ad invadere i mercati con innovative soluzioni. «Il mercato globale degli smart building si colloca al terzo posto per numero di applicazioni IoT – ricordano da Porsche Consulting - e si stima che tra il 2018 e il 2025 registrerà una crescita annuale pari al 32,3%. Il potenziale è enorme, in quanto in futuro gli edifici saranno in grado di comunicare e scambiare dati con sistemi di traffico, reti elettriche e infrastrutture di smaltimento dei rifiuti, diventando elementi fondamentali delle smart cities».
Partnership per inglobare mobilità, servizi e tecnologie, tenendo al centro il progetto. Con un focus sulla persona e sul suo benessere, interpolando dati e comportamenti, è il mondo della progettazione che può dare un forte contributo nell’individuazione delle corrette strategie digitali. In questo contesto, in un dialogo aperto con operatori del calibro di The student hotel, Generali Real Estate, Bonfiglioli Riduttori e Immobiliare Unipol Sai, lo studio bolognese Open Project ha lanciato sul mercato la piattaforma Open Twin, per ottimizzare i processi di Facility & Property Management attraverso l’elaborazione di Digital Twin, integrando quindi sistemi informativi con tecnologie e persone all’insegna dell’Open Innovation.

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