LA PRIMA

Porsche Taycan avvia la rivoluzione elettrica delle auto sportive

Costruita a Zuffenhausen offre un’autonomia massima di 450 chilometri

di Simonluca Pini


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La nuova Taycan su strada

3' di lettura

Il 2019 verrà ricordato nella storia di Porsche come l’anno della rivoluzione a zero emissioni. Se la mobilità elettrica non è una novità per un numero sempre maggiori di costruttori, lo diventa quando un produttore di supercar decide di abbandonare pistoni e bielle per lasciare spazio alle batterie a ioni di litio. Per riuscirci in casa Porsche ci hanno messo quattro anni, partendo dalla concept Mission E presentata al Salone di Francoforte nel 2015. Da quella data il marchio di Stoccarda si è messo al lavoro per realizzare una vettura dal cuore elettrico ma dal temperamento in perfetto stile Porsche. Per riuscirci sono stati messi sul tavolo oltre 6 miliardi di euro da spendere nell’elettro-mobilità entro il 2022 ed il primo risultato si chiama Taycan.

Realizzata nelle versioni Turbo e Turbo S, con potenze di 680 e 761 cavalli, dichiara un’autonomia rispettivamente di 450 e 412 chilometri con omologazione Wltp e accelerazioni da 0 a 100Km/h in 3.2 e 2.8 secondi. Altra novità arriva dal sistema di alimentazione, per la prima volta su una vettura di serie a 800 volt, mentre la capacità complessiva del sistema Performance Battery Plus è di 93,4 kWh. Salendo a bordo della nuova Porsche Taycan si viene accolti dal cruscotto completamente digitale da 16.8 pollici curvo con il grande strumento circolare al centro. Gli interni della elettrica della casa di Zuffenhausen aggiungono anche l’assistente vocale attivabile tramite “Hey Porsche” e Apple Music con un catalogo di 50 milioni di brani.

Gli interni mostrano il tipico dna Porsche in una lunga serie di dettagli, a partire dal pulsante di accensione alla sinistra del volante, fino al manettino in grado di cambiare il carattere della quattro porte a zero emissioni scegliendo tra Normal, Range, Sport, Sport Plus e Individual. Personalizzabile anche la visuale della strumentazione, grazie alle modalità Classic, Full Map, Map e Pure.

La nascita della Taycan ha comportato un profondo investimento anche sul piano della produzione, con la realizzazione di una “fabbrica nella fabbrica”, visto che sono stati costruiti nuovi padiglioni accanto a quelli storici dove nascono le 911 e 718 e in più sono stati ampliati altri per permettere di realizzare fino a 20 mila vetture a batteria all’anno. La decisione di produrre la Taycan a Zuffenhausen e non nell’impianto di Lipsia, dove lo spazio non sarebbe mancato, è stata presa grazie anche alla disponibilità degli addetti che hanno rinunciato allo 0,25% degli aumenti fino al 2025 e in questo modo il numero di dipendenti è arrivato a 1500. Complessivamente l’investimento è stato di 700 milioni di euro e la fabbrica segue le tecniche produttive di ultima generazione, facendola diventare un impianto 4.0 a partire dalla flessibilità.

Anche i due motori elettrici della Taycan, sviluppati dalla Magneti Marelli, vengono prodotti internamente. Infine, la fabbricazione della nuova vettura a batteria è a impatto zero sulle emissioni di anidride carbonica, e quelle dell’intero stabilimento sono stare ridotte del 75% rispetto al 2014. Oltre al modello presentata a settembre al Salone di Francoforte, la gamma Porsche a zero emissioni vedrà nel 2020 il debutto della Taycan Cross Turismo. Versione a “coda alta”, scelta che riprende la filosofia proposta su Panamera, sarà preferita da chi cerca la motricità a zero emissioni in abbinamento ad un maggiore spazio interno e ad una possibile vocazione off-road visto la maggiore altezza da terra.

L’elettrificazione arriverà anche sulla futura generazione di Porsche Macan, annunciata in versione solo elettrica in abbinamento alla terza generazione e prodotta sull’inedita piattaforma Ppe. Sviluppata in collaborazione con Audi, la Premium Platform Electric darà vita ad una gamma di modelli elettrici tra i due marchi tedeschi. Nuove versioni ibride non sono da escludere anche sulle future 718 e Cayman, andando così a ridurre il livello di emissioni prodotte senza rinunciare al tipico piacere di guida delle due sportive a motore centrale.

Per vedere invece una Porsche 911 hybrid si dovrà attendere almeno il 2021, in occasione del restyling dell’attuale serie 992. Nonostante la notizia farà storcere il naso ai puristi, i risultati ottenuti sulla Taycan dimostrano come l’elettrificazione possa sposarsi alla perfezione con la sportività. Il lungo elenco di novità in arrivo, e i risultati commerciali attesi con oltre 6.000 vetture vendute in Italia entro la fine del 2019, sottolineano come l’addio al diesel e la “nuova era” elettrica siano la strada giusta per i prossimi anni.

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