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Porsche Taycan, l’abbiamo provata: ecco come va l’elettrica tedesca con il sound di un’astronave

Al volante della prima elettrica della casa tedesca: grande autonomia, prezzi alti e prestazioni da supercar

di Mario Cianflone


Porsche Taycan: ecco come va l'elettrica tedesca con il sound di un'astronave

5' di lettura

OLSO – GÖTEBORG - Le auto elettriche, si sa, sono silenziose. Forse è questo il loro limite emozionale: È vero vanno come fulmini, soprattutto se parliamo di modelli come Jaguar i-Pace, Audi e-tron e ovviamente Tesla Model S, ma il sound è quello di una lavatrice in centrifuga. E siccome l'orecchio vuole la sua parte ecco che Porsche per la nuovissima Taycan, la prima 100% elettrica della casa di Zuffenhausen che siamo andati in Norvegia e in Svezia a provare in anteprima, ha previsto un opzione: l'Electric Sport Sound.

Tramite il sistema audio genera un rumore che ha qualche affinità come un motore termico ma a tratti ricorda il rumore della nave stellare Enterprise di Star Trek quando entra a velocità di curvatore o, se si è fan di Star Wars, quello Milennium Falcon mentre insegue un caccia imperiale.

Battute a parte l'opzione è divertente, bisogna aggiungere 500 euro e forse visto quello che costa Taycan (tra quasi 160 e oltre 190mila) poteva essere di serie, ma Porsche ha fame di profitti visto quello che sta spendendo sull'elettrico (non meno di 6 miliardi come prima tranche). Ovviamente l'electric sound è un gioco, mente la Taycan è un oggetto serissimo: progettata e costruita per abbinare feeling di guida da vera Porsche con la propulsione elettrica, i suoi vantaggi e le criticità.

LA MACCHINA
Taycan è offerta, al momento in due versioni dal nome nostalgicamente termico: Turbo e Turbo S. Quest'ultima è la più potente il motore elettrico eroga 560 kW (761 cv) di picco in abbinamento alla funzione Launch Control, mentre la Taycan Turbo vanta 500 kW (680 cv). La coppia, e si sente immediatamente, è enorme: 1.050 e 850 Nm. E, infatti, la grossa Porsche elettrica va davvero come un treno e al volante lo si avverte subito. Del resto la casa dichiara prestazioni top: La Taycan Turbo S accelera da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi, che diventano 3,2 per la Taycan Turbo. La velocità massima è per entrambe di 260 km/h. Dati da supercar nonostante una mole non indifferente: la tedesca a zero emissioni è lunga cinque metri e larga 2 e la massa si aggira sui 2.300 kg. Sul fronte dell'autonomia si va da 388-412 della Turbo S ai 381-450 della Turbo (con omologazione Wltp).

Porsche Taycan, le foto in strada della sportiva elettrica

Porsche Taycan, le foto in strada della sportiva elettrica

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LA RICARICA
E per vedere quanto è l'autonomia reale della batteria a ioni di litio da 93,4 kWh siamo partiti da Oslo con la Turbo in direzione di Göteborg, un viaggio di circa 300 km e ci siamo fermati a ricaricare a metà tragitto per sfruttare le colonnine Ionity da 270 kW a 800 Volt. I tempi di ricarica sono stati coerenti con i dati dichiarati che parlano di 22.5 minuti per arrivare all'80% partendo da una batteria al 5%. Taycan è la prima vettura di produzione dotata di un sistema di alimentazione a 800 Volt, invece di quello a 400 Volt e questo permette in circa cinque minuti di avere 100 km di autonomia con una rete di ricarica ad alta potenza a corrente continua.

Porsche Taycan, la coloninna di ricarica Ionity

Questo però è avvenuto nell'eden delle macchine elettriche (la Norvegia è terra d'elezione per via del regime fiscale favorevole) con una rete di ricarica ad alta potenza che in Italia possiamo solo sognarci. Di stazioni Ionity ad alta potenza in Italia ce ne sono solo due: a Carpi con sei colonnine e a Valdichiana con quattro.

Porsche Taycan, il tragitto della prova su strada

Taycan dunque non pone problemi di range anxiety a patto che la vettura sia usata in un ecosistema energetico adeguato. Detto questo la vettura si apprezza per la dinamica di marcia: stabilissima, segue i comandi del pilota con precisione telepatica (i sistemi di guida assistita sono per scelta di Porsche ridotti al minimo), l'handling nonostante la mole è sorprendente e sul misto veloce ci si può togliere, limiti permettendo qualche soddisfazione. Il launch control poi è veramente pazzesco, pur nella sua inutilità, ma un'auto sportiva per quanto elettrica non sempre deve essere “politicamente corretta” al 100. Taycan è una vera Porsche: un'auto altamente emozionale, non è un elettrodomestico su ruote per fare il tragitto casa lavoro a emissioni zero.

LA VITA A BORDO
La vettura è spaziosa (viste le dimensioni ci mancherrebe altro). Posizione di guida e confort per i passeggeri sono ineccepibili. E salendo a bordo il colpo d'occhio è notevole: la pancia è dominata dalla tecnologia digitale, , iniziando dal cruscotto completamente virtuali da 16.8 pollici curvo con il grande strumento circolare al centro. A centro plancia c'è lo schermo da 10.9 pollici a cui è possibile aggiungere un monitor aggiuntivo posizionato davanti al passeggero. Si tratta di un optional divertente, ma non ci strappa i capelli per averlo. Inoltre si può aggiungere il display da 8.4” sul tunnel da cui gestire climatizzazione e tutte le principali funzioni dell'auto tra cui le regolazioni dell'impianto audio opzionale Burmester High-End Surround Sound System. Non manca l'assistente vocale attivabile tramite “Hey Porsche”, ma tutto il sistema di infotainment soffre di un difetto incomprensibile: manca Android Auto per scelta di Porsche. C'è ovviamente Apple Car Play (con tanto di integrazione con Apple Music) ma a Zuffenhausen ancora non hanno capito che Android è dominante nel mercato degli smartphone a qualsiasi livello di prezzo.

ERGONOMIA
Sul fronte dell'ergonomia Taycan sconta un eccesso digitalizzazione (lo avevamo già visto su Panamera). Un esempio le bocchette di ventilazione sono fisse: per regolare i flussi bisogna entrare in un sottomenu del già non troppo comodo sistema touch per la climatizzazione e con un dito spostare un “pallino cursore” nella direzione voluta del getto d'aria. Roba da spiaccicarsi contro un platano. Aveva iniziato tesla a puntare sui comandi solo digitali, eliminando i comandi fisici, ma questo trend tecnologico rischia di avere controindicazioni pratiche. Due pulsanti fisici in più e si risolve il problema.

Taycan, le foto della prima elettrica firmata Porsche

Taycan, le foto della prima elettrica firmata Porsche

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La vettura si avvia premendo un pulsante (posto, come tradizione Porsche vuole alla sinistra del volante), dall'aspetto un po' cheap (sembra il power on di una lavatrice E magari uno switch elettromeccanico non ci stava male). A destra invece troviamo la levetta dei driving mode che permette di cambiare il carattere della quattro porte a zero emissioni. Quattro le impostazioni: Normal, Range (utilissima), Sport, Sport Plus e Individual.

Passando ai rivestimenti, ora completamente leather-free, arrivano materiali di derivazione naturale, come il Club Leather Olea ottenuto dalla lavorazione di foglie d'olivo o in microfibra Race-Tex con poliestere riciclato. I due vani bagagli - uno anteriore e uno posteriore dichiarano rispettivamente una capacità di 81 da 366 litri: valori sufficienti ma non eccelsi viste le dimensioni.

CONCLUSIONI
Taycan passa l'esame a pieni voti e fissa nuovi parametri nel segmento delle sportive elettriche, confermandosi come la vera anti Tesla Model S modello che inizia ad accusare i 7 anni di commercializzazione. Confermando la sfida lanciata dalla concept Mission E presentata nel 2015 al Salone di Francoforte dalla quale l'elettrica di Stoccarda deriva grandemente. Il design è da Effetto Wow: esprime il caratteristico tipico Dna Porsche unendolo alla trazione elettrica e non passa inosservata partendo dal frontale dal profilo largo e piatto mentre la carrozzeria è caratterizzata da una linea del tetto sportiva che s'inclina nettamente verso il basso sul posteriore.

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