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Porsche, utile operativo +40% dopo la quotazione. Delude Volkswagen

La società di Stoccarda ha riportato un ritorno sulle vendite del 18,9%. Vw: Ebit più basso delle attese, riduce le stime sulle consegne di veicoli

di Alberto Annicchiarico

(Reuters)

4' di lettura

Porsche ha registrato nei primi nove mesi un balzo del 40,6% dell’utile operativo a oltre 5 miliardi di euro su ricavi in ​​aumento del 15,7% nei primi risultati della casa automobilistica di lusso dalla sua quotazione in borsa a fine settembre. La società ha riportato un ritorno sulle vendite del 18,9% e ha confermato la sua previsione per l’intero anno per un rendimento del 17-18%, con un obiettivo a medio termine del 17-19% e un obiettivo a lungo termine del 20%. Le consegne sono aumentate solo del 2% a poco più di 221.500 veicoli, con pricing ed effetti di cambio che hanno contribuito ad aumentare la redditività per auto. Questi dati, e il fatto che i target per il 2022 non sono stati alzati, inizialmente non hanno convinto del tutto gli investitori, preoccupati dall’andamento dell’economia negli ultimi mesi dell’anno.

Le azioni si erano attestate a 99 euro alla chiusura di giovedì, rispetto al prezzo della quotazione pari a 82,50 euro. Questa mattina sono partite in territorio negativo e l’andamento è peggiorato fino a toccare un -3%, in una giornata in cui le Borse sono pesanti in particolare per la trimestrale in crescita ma sotto le attese per Apple e dopo la delusione per i conti di Amazon, che sembrano anticipare una stagione difficile per gli acquisti e quindi per l’economia. Il titolo ha poi recuperato e chiuso a +0,50% e 99 dopo avere toccato anche i 101 euro.

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Superata Volkswagen in Borsa

«Il terzo trimestre del 2022 è stato piuttosto instabile e impegnativo dal punto di vista politico, economico e sociale. Tuttavia, siamo stati in grado di quotare con successo Porsche e iniziare alla grande», ha affermato il direttore finanziario Lutz Meschke. «In questo contesto di mercato volatile e difficile, stiamo dimostrando la nostra capacità di operare in modo redditizio, in particolare attraverso la disciplina dei costi e un mix di prodotti attraente», ha aggiunto Meschke. Il cfo di Porsche, inoltre, prevede che la crisi dei semiconduttori possa proseguire nei prossimi anni e non finire entro il 2024, ma crede che il 2023 sarà un anno molto positivo per la casa di Zuffenhausen. Meschke ha anche lanciato un allarme circa la necessità di proteggere meglio le infrastrutture, in particolare quelle dedicate ai dati in Europa, data la critica situazione geopolitica. Questo allo scopo di tutelare le catene di approvvigionamento.

Dopo la quotazione in borsa, Porsche, gallina dalle uova d’oro per il gruppo Volkswagen, ha superato la casa madre come brand automobilistico con maggiore capitalizzazione in Europa (91 miliardi di euro contro 76). Oliver Blume, ceo sia di Porsche Ag che del gruppo Volkswagen, ha affermato che la quotazione aumenterà la libertà di Porsche fornendo al contempo alla Volkswagen risorse vitali per la sua corsa all’elettrificazione.

Vw, utile netto in calo

Trimestre controverso per il gruppo Volkswagen, che mostra resilienza ma paga i costi per la sospensione delle attività in Russia, per la chiusura della jv con Ford sulla guida autonoma (Argo AI) costata quasi 2 miliardi di euro e per la quotazione di Porsche (1,6 miliardi). In più la casa di Wolfsburg continua a scontare le conseguenze del rallentamento della produzione dovuto ai colli di bottiglia sulle catene di approvvigionamento. Nel trimestre sono stati consegnati 2,1 milioni di veicoli, +10,6% sul 2021. Ma nei primi nove mesi i milioni sono soltanto 6, -13%. Tutto questo ha portato a non rispettare le aspettative sui profitti. L’utile operativo ha toccato i 4,3 miliardi di euro da 2,6 (+52,6%), rispetto ad attese per 4,6 miliardi. Le stime sulle consegne di veicoli, prima valutate attorno a una crescita del 5-10% , adesso sono viste in linea con il 2021. I ricavi sono balzati comunque a 70,7 miliardi di euro, in crescita del 24,2% rispetto al 2021. L’utile netto è sceso del 26,5% a 2,13 miliardi. In Cina, mercato in sofferenza, le consegne sono cresciute del 26%. Sul versante delle auto a batteria, la quota nel trimestre è stata del 6,8%; +25% a 366mila le consegne nei 9 mesi.

Le incognite: domanda e semiconduttori

«Nel terzo trimestre - ha dichiarato Blume - abbiamo compiuto notevoli passi avanti verso la generazione di un maggiore valore sostenibile per gli azionisti. Il successo dell’Ipo Porsche ha dimostrato la forza continua dei nostri marchi e l’opportunità di realizzare il loro pieno potenziale».

«Questo trimestre ha dimostrato ancora una volta - ha commentato il cfo Arno Antlitz - che la resilienza finanziaria di Volkswagen in un ambiente difficile è stato un altro passo verso il raggiungimento dei nostri obiettivi per l’intero anno. I risultati sono stati guidati dalle prestazioni particolarmente forti dei nostri marchi premium (Audi) e sport & luxury (Porsche), nonché dei servizi finanziari».

Le case automobilistiche stanno emergendo da un periodo di seri rallentamenti nella produzione (causata dai ritardi nelle consegne di componenti) a fronte di una domanda elevata. Questo ha permesso di alzare l’asticella dei prezzi e quindi dei margini, con un picco a fine 2021. Ora però si trovano ad affrontare un periodo di indebolimento dell’economia. Per ora, il quadro rimane incerto, con ordini ancora robusti ma con la spada di Damocle del quadro geopolitico e della persistente mancanza di semiconduttori. In più, con l’aumento dei timori di recessione, la domanda dei consumatori ha inevitabilmente iniziato a rallentare. Lo hanno evidenziato anche i conti di Tesla qualche giorno fa.

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