riqualificazioni urbane

Porta Romana, vicina la vendita dell’ex Scalo

Il processo parte a fine gennaio per arrivare a giugno all’aggiudicazione. Intanto procedono gli iter per le altre sei aree ferroviarie dismesse del Comune di Milano

di Paola Pierotti


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(Ansa)

4' di lettura

Milano, e poi Roma - con le aree di Tuscolana (oggetto del bando Reinveinting Cities) e Tiburtina -, Venezia, Torino, Firenze, Bologna e Verona, dove si inizia a lavorare a un accordo di programma. Lunga la lista delle città italiane nelle quali FS Sistemi Urbani è impegnata con processi di urbanistica negoziata, per dare vita a piani di rigenerazione urbana, con mix funzionali studiati in risposta alla domanda del mercato e della community.

Attenzione alla qualità del progetto e controllo dei tempi, per dare concretezza alle idee.

Ma i riflettori sono puntati, a tre anni dal lancio del progetto per la riqualificazione dei sette ex scali ferroviari di Milano, sullo scalo Porta Romana. In questi giorni sono stati presentati i primi esiti concreti, dopo la firma dell’Accordo di programma del 2017 da parte del Comune di Milano, Regione Lombardia, FS Italiane, con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr.

«Siamo una società pubblica e rimarremo tali, pertanto – commenta Umberto Lebruto, Amministratore Delegato FS Sistemi Urbani – il valore che recupereremo dalla vendita delle aree sarà reinvestito in opere ferroviarie e se riusciremo a generarne di integrativo, vorrà dire che i cittadini pagheranno meno tasse. È nel core del gruppo occuparsi della mobilità ferroviaria – aggiunge - e nel dialogo aperto con la pubblica amministrazione integreremo nel piano dell'infrastruttura la gestione della trasformazione urbanistica». Il processo è complesso e FS Sistemi Urbani si farà affiancare da tre consulenti per la parte finanziaria, industriale e legale. Mediobanca in particolare è l’advisor finanziario di FS per la gestione del processo di valorizzazione degli scali di Porta Romana e Farini. In particolare, il primo processo (Porta Romana) partirà entro la fine di gennaio per arrivare alle offerte non vincolanti nel mese di marzo e aggiudicare la gara entro la fine di giugno 2020. Duff & Phelps Reag agirà invece in qualità di advisor industriale e lo studio Pavia e Ansaldo è in campo come advisor legale. «Ci facciamo supportare per rendere possibile la vendita delle aree – spiega Lebruto – si inizierà da Porta Romana per poter raggiungere l’obiettivo di insediare qui il villaggio olimpico, poi ci concentreremo su Farini e in questo caso servirà un partner di mercato solido per creare una società veicolo».

Nel capoluogo lombardo gli ex scali ferroviari occupano una superficie libera di circa un milione di metri quadrati, il 65% dei quali saranno destinati ad aree verdi: il più grande piano di rigenerazione che riguarderà Milano nei prossimi 10 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e riqualificazione cittadina in Italia e in Europa che catalizza l’interesse di professionisti e investitori.

Scalo Farini e San Cristoforo

Ad aprile 2019 è stato aggiudicato al team guidato da OMA e Laboratorio Permanente il Concorso Farini (lanciato ad ottobre 2018) per identificare il masterplan per rigenerare gli ex scali ferroviari Farini e San Cristoforo. Il verde e la sostenibilità ambientale rappresentano il cuore della proposta; si prevede infatti di realizzare un parco unitario e lineare di oltre 25 ettari. In base all’Accordo di programma, allo scalo Farini si calcola arriveranno 1.000 appartamenti di edilizia residenziale sociale, che diventeranno 1.500 con l’edilizia convenzionata ordinaria.

Ex Scalo Porta Romana
Sono in corso di redazione le linee guida per il masterplan e per il bando di gara con l’obiettivo di arrivare alla vendita dell’area entro il primo semestre di quest’anno. Lo scalo Porta Romana ospiterà il villaggio olimpico di Milano-Cortina 2026; finiti i Giochi, le residenze degli atleti saranno riconvertite in alloggi di housing sociale e per studenti universitari.

Scalo Greco-Breda
«Un vero e proprio nuovo quartiere di housing sociale a Milano, il primo in Italia a zero emissioni, con case prevalentemente in affitto e con molto verde, che si svilupperà sulla superficie dell’ex scalo (circa 73.500 mq). Di questi – spiegano da Ferrovie - al netto delle aree previste per l’esercizio ferroviario (circa 11mila metri quadrati), il 72% (circa 45mila mq) saranno destinati a verde, spazi, percorsi pedonali e attrezzati a uso pubblico, ben più della quota del 60% fissata dall’Accordo di programma per la riqualificazione dello scalo ferroviario». In totale si prevede che il nuovo quartiere ospiterà 400 nuovi alloggi di housing sociale (60% in locazione e 40% in vendita convenzionata agevolata) e circa 300 posti letto per studenti, per un totale di circa 1.500 nuovi residenti, prevalentemente di età compresa fra i 24 e i 44 anni. Per la riqualificazione dell’ex scalo Greco-Breda si è scelta la via del bando “Reinventing Cities” promosso dalla rete C40 che prevede l’alienazione di siti dismessi da destinare a progetti di rigenerazione ambientale e urbana. Qui il progetto vincitore è stato quello del team guidato da Fondo Immobiliare Lombardia (FIL) e gestito da Investire Sgr con Fondazione Housing Sociale (FHS) come partner strategico, Barreca & La Varra per il progetto architettonico e del paesaggio e Arup Italia per il progetto urbanistico e ambientale.

Scalo Lambrate, Rogoredo e Porta Genova
Stesso strumento per lo scalo Lambrate che rappresenta una delle sette aree con cui Milano partecipa alla seconda edizione del bando internazionale “Reinventing Cities”. L’iniziativa è aperta e si concluderà nei primi mesi del 2021.
Per lo sviluppo dello scalo Rogoredo, campo libero per giovani con il concorso di idee (ancora aperto fino al 2 marzo) “AAA architetticercasi” promosso da Confcooperative Habitat. A Porta Genova si svilupperanno procedure concorsuali per la stesura del masterplan e procedure partecipative per raccogliere le istanze della cittadinanza, come previsto dall’Accordo di programma.

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