Finanza alternativa

Portali stranieri all’assalto del crowdfunding italiano

di Daniela Russo


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3' di lettura

Nuove opportunità all’orizzonte per le piccole im prese italiane. In particolare, quella di poter emettere obbligazioni e altri strumenti di debito tramite i portali online. È l’obiettivo principale con cui la Consob ha avviato la consultazione delle proposte di modifica al Regolamento dedicato all’equity crowdfunding, per recepire le novità normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2019.

Il contesto normativo

La consultazione parte dalla normativa primaria per recepire altre due importanti novità. «La prima riconosce la possibilità per le società di diritto straniero Ue di fare campagne sui portali italiani - spiega Giovanni Cucchiarato, partner dello studio legale internazionale Dwf -; la seconda punta a realizzare una sorta di mercato secondario, finalizzato a incrementare la liquidità degli strumenti». Queste due strade hanno il merito di fare chiarezza in un contesto che, su tali aspetti, è a tratti ancora confuso ma che potranno avere effetti concreti solo con ulteriori interventi: «Primo tra tutti – aggiunge Cucchiarato – l’armonizzazione delle normative a livello europeo. L’equity crowdfunding, soprattutto dal punto di vista degli offerenti, ha grandi potenzialità, in particolare per le Pmi e per il settore del real estate».

Il settore e gli operatori

Il crowdfunding è un settore in crescita anche in Italia e si caratterizza per le continue novità che interessano sia le piattaforme, sempre più specializzate, sia le campagne, che fanno dell’innovazione e della sostenibilità alcuni dei principali punti di forza. Tra le novità delle piattaforme c’è ad esempio il gruppo Intesa Sanpaolo che ha scelto di investire nel capitale di BacktoWork24, operatore di equity crowdfunding e gestore dell’omonimo portale online per la raccolta di capitali di rischio. Un’operazione, gestita attraverso il Corporate Venture Capital Neva Finventures, che consentirà a BacktoWork24 di sostenere lo sviluppo del piano industriale, aumentando i volumi di raccolta a favore delle imprese grazie a una piattaforma capace di attrarre un network sempre più vasto di investitori.

In Borsa

Dallo scorso marzo, l'equity crowdfunding è sbarcato a Piazza Affari con CrowdFundMe, società nata nel 2013 che attraverso la propria piattaforma offre la possibilità di investire in startup o Pmi non quotate, selezionate tra quelle che presentano il maggiore potenziale di crescita. All’attivo ha 52 campagne chiuse con successo e circa 16 milioni di euro raccolti. «Abbiamo scelto la quotazione – spiega Tommaso Baldissera Pacchetti, amministratore delegato di CrowdFundMe – per favorire la crescita e valorizzare ancor di più le scelte dei nostri investitori. L’equity crowdfunding ha grandi potenzialità: il tessuto produttivo italiano è composto per la maggior parte da Pmi, che iniziano a guardare con interesse a forme alternative di finanziamento» .

Ad ogni piattaforma il suo business

I portali di crowdfunding, nelle diverse declinazioni, si caratterizzano per la crescente specializzazione. È il caso di Vimove, piattaforma di royalty crowdfunding per la produzione e monetizzazione di progetti video, online da inizio giugno. «Vimove – commenta Simone La Rosa, co-fondatore della piattaforma – punta sull’idea di trasformare in investitore chi crede nei progetti selezionati». Il supporto alla realizzazione del video trasforma l’utente in un co-produttore, dandogli la possibilità di ottenere una percentuale dei ricavi al momento della commercializzazione del video da parte della piattaforma, che già può contare su una rete di partner internazionali.

Sempre più campagne innovative e sostenibili

Cambiano anche le campagne e non mancano le Pmi pronte a innovare gli strumenti finanziari. Prosilas, attiva nella manifattura additiva, ha promosso una campagna di equity crowdfunding con obiettivo di raccolta che va da 1 a 3 milioni di euro (quest'ultimo è un target da record per il mercato italiano). «Abbiamo previsto implementazioni diverse a seconda degli obiettivi raggiunti – spiega Vanna Menco, amministratore unico Prosalis -, dal rafforzamento delle attuali strumentazioni alla possibilità di adottare nuove tecnologie per la produzione di parti finite». Il progetto più ambizioso riguarda il potenziamento delle attività di ricerca in ambito biomedicale, con la sperimentazione di plastiche innovative, bio-assorbibili, per la rigenerazione, attraverso le cellule staminali, di organi e tessuti muscolari. Guarda alla sostenibilità ambientale, invece, la campagna di GoGoBus, startup che offre un servizio di social bus sharing con destinazioni che spaziano dagli eventi speciali, ai parchi divertimento, fino alle stazioni sciistiche e alle spiagge. Un’alternativa all’auto privata, con spostamenti economici, sicuri e a basso impatto ambientale. In quattro anni GoGoBus ha superato i 25.000 passeggeri trasportati con più di 500 autobus partiti. «L'obiettivo della campagna di equity crowdfunding – racconta Alessandro Zocca, co-fondatore e amministratore delegato di GoGoBus – è compreso tra i 100 e i 400 mila euro. La raccolta è finalizzata alla crescita sui mercati europei, dove puntiamo a replicare i servizi offerti dalla piattaforma italiana».

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