il modello bundesliga

Porte chiuse e 20mila test: così il calcio tedesco si prepara a ripartire

La Bundesliga tedesca potrebbe ripartire già il 9 maggio. Con il coronavirus sotto controllo, i club in sofferenza finanziaria spingono in questo senso

di Michele Pignatelli

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Tribune ai tempi del coronavirus: sagome di cartione al Borussia Park football stadium di Moenchengladbach

La Bundesliga tedesca potrebbe ripartire già il 9 maggio. Con il coronavirus sotto controllo, i club in sofferenza finanziaria spingono in questo senso


3' di lettura

La Germania, modello di gestione e contenimento del coronavirus, potrebbe fare da punto di riferimento anche per uno dei tanti settori paralizzati dall’emergenza, quello dei campionati maggiori di calcio. Le partite della Bundesliga, massima serie professionistica, potrebbero infatti riprendere già il 9 maggio, seppure - inevitabilmente - a porte chiuse. Una decisione definitiva spetta ora alal politica. Se arriverà il via libera, quello tedesco sarà il primo dei maggiori tornei europei a ripartire.

Epidemia sotto controllo, club a rischio
La stagione è ferma da metà marzo, quando l’epidemia ha iniziato ad accelerare anche in Germania, dove ad oggi si registrano quasi 145mila casi ma un numero relativamente contenuto di vittime, 4500. E governo e autorità, pur mantenendosi prudenti, parlano ormai di situazione sotto controllo e hanno di fatto avviato la fase due.

In Germania l'epidemia di coronavirus "sotto controllo"

Oltre al miglioramento generale della situazione, pesa però anche la sofferenza dei club: la Lega calcio tedesca (Dfl) ha avvertito che molte società di prima e seconda divisione devono far fronte a gravi incertezze finanziarie e alcune rischiano «la sopravvivenza» se le partite non riprenderanno entro giugno. Secondo la rivista specializzata Kicker, 13 sui 36 club di prima e seconda divisione tedesca potrebbero andare in bancarotta senza l’”ossigeno” quantomeno dei diritti televisivi delle partite.

La politica rompe gli indugi
A rompere gli indugi è stato dunque domenica 19 aprile il ministro della Sanità, Jens Spahn , in un’intervista apparsa sul quotidiano Bild: «È cruciale - ha sottolineato - che il rischio di infezione sia ridotto al minimo». Ma, una volta ottenute queste garanzie, ha aggiunto di vedere con favore un ritorno alla normalità «per milioni di appassionati di calcio dal 9 maggio, seppure con stadi vuoti».

Il 20 aprile anche Markus Söder e Armin Laschet, i leader di Baviera e Nord-Reno Westfalia - i due länder più popolosi e più colpiti - hanno dato il loro via libera, pur sottolineando la necessità di consultare attentamente per definire le misure di igiene e sicurezza il Robert Koch Institut, l’ente di riferimento in Germania per il Covid-19. È quindi stata formalizzata la proposta di ripartire il 9 maggio, avallata nella riunione tra rappresentanti della Lega calcio tedesca e dei club convocata il 23 aprile per decidere, appunto, sull’eventuale estensione dell’attuale stop alle attività, in vigore fino al 30 aprile. «Stando alla seduta di oggi, non ci sarebbero riserve per
riprendere a maggio - ha detto dopo la riunione il numero 1 della Dfl, Christian Seifert -. La data di una ripresa va decisa dalla politica».

Niente tackle in allenamento...
In vista della ripresa molte squadre tedesche hanno ripreso gli allenamenti già da due-tre settimane, alcune già da un mese. Osservando, naturalmente, particolari accorgimenti: sedute di allenamento a piccoli gruppi, al massimo di sette giocatori, distanziati di 1,5-2 metri, tackle e contatti diretti inevitabilmente esclusi, da parte di alcuni club anche la raccomandazione ai calciatori di cambiarsi e farsi la doccia a casa.

...e non più di 240 persone allo stadio
Ma come funzioneranno le partite a porte chiuse, Geisterspiele in tedesco? In un’intervista al New York Times, Christian Seifert, ad della Lega calcio tedesca, ha parlato di non più di 240 persone all’interno degli stadi tra calciatori e arbitri, staff medici e sanitari, raccattapalle, giornalisti e operatori televisivi. Una stima in linea con il documento “segreto” della Dfl anticipato dalla Bild qualche giorno fa. Più impegnativo organizzare il monitoraggio sulle condizioni di salute degli atleti e dello staff tecnico-sanitario coinvolto prima di ripartire. Secondo gli esperti, servirebbero fino a 20mila test di positività al coronavirus sulle persone coinvolte: uno sforzo notevole anche per un sistema sanitario come quello tedesco che finora ha retto il colpo.

Per approfondire
Come faranno i club a fare i bilanci senza plusvalenze?

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