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Porti in ripresa ma si impennano i costi

di Raoul de Forcade

3' di lettura

I porti turistici della Liguria stanno vivendo un momento di crescita con un aumento del giro di affari che ha una media del +5%, in linea con quella nazionale, con punte del 10-15% per alcuni scali. Alla crescita del fatturato, peraltro, non corrisponde un analogo aumento dei margini di guadagno, colpiti dalla crescita del costo di materiali, carburanti ed energia e dalla spinta inflattiva. A fare il punto sulla situazione sono Roberto Perocchio, presidente di Assomarinas, e alcuni operatori sul territorio.

La Liguria, secondo le ultime tabelle elaborate dall’ufficio studi di Confindustria nautica e riferite al 2020, conta 70 infrastrutture per il diporto (tra scali turistici, polifunzionali e punti di ormeggio) in grado di offrire complessivamente 21.577 posti barca. «E altri se ne devono aggiungere o arriveranno a breve - dice Perocchio - con i 178 della marina di Cala del Forte a Ventimiglia (inaugurata a luglio 2021, ndr), con il rimodellamento del Molo Pagliari alla Spezia e i suoi circa 500 ormeggi e con il Blue Print di Renzo Piano, dietro l’area del Salone nautico di Genova, attualmente in fase di scavo, che offrirà 400 attracchi». La Liguria, spiega Perocchio, «è al primo posto in Italia quanto a numero di ormeggi. E deve la crescita, prevista ed effettivamente registrata, del 5% del giro d’affari nel 2022 al turismo nautico di prossimità, sia per quanto riguarda l’occupazione stanziale dei porti sia per quanto attiene al transito a breve raggio sulla costa italiana. La Liguria, del resto, ha un bacino di utenza ampio, che va dal milanese, al piemontese, allo svizzero». Persone che, anche in ragione della pandemia di Covid, prosegue Perocchio, «non azzardano percorrenze di lungo raggio ma tornano, come facevano un tempo, a concentrarsi sulla costa ligure, ritrovando destinazioni classiche, vicine ai luoghi di residenza, e diminuendo decisamente la delocalizzazione su porti esteri che dovrebbero essere raggiunti con l’aereo, anziché in auto come quelli liguri. Bisogna anche tenere presente che l’utente nautico ha, in genere, anche un’età piuttosto avanzata».

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Tutto questo, afferma Perocchio, «sta sviluppando effetti benefici sulla Liguria. Dove le preoccupazioni per il turismo dei russi, che acquistano l’8% dei nuovi yacht costruiti in Italia, per ora non si sentono molto, anche se potrebbe registrarsi qualche problema nel charter, settore in cui i clienti provenienti dalla Russia rappresentano il 30% del noleggio. E bisogna vedere se quella percentuale sarà rimpiazzata da statunitensi e sauditi, che sono la clientela prevalente. Invece è un boomerang, anche per i porti liguri, l’aumento, fino al raddoppio, dei costi energetici, che pesano sia sul cliente, sia su chi gestisce gli impianti, gravati da costi fissi, ad esempio di illuminazione».

Su questo concorda Andrea Barbagelata, alla guida della Marina porto antico di Genova, che dispone di 270 ormeggi, per ospitare barche prevalentemente dai 12 ai 35 metri (il porto offre anche di un posto da 75 metri e due per unità da 40 metri).

«Il nostro - sottolinea - è un porto di armamento, quindi principalmente stanziale frequentato per un terzo da genovesi, per un po’ più di un altro terzo da clienti del Nord Italia e per il resto da stranieri. Sicuramente stiamo vivendo un momento di ripresa: i numeri delle strutture portuali sono in crescita ma non è tutt’oro quello che luccica. Ci chiediamo, innanzitutto, se questa crescita sarà duratura o è solo congiunturale e legata alla pandemia che ha spinto molte persone verso il turismo nautico. Inoltre bisogna riflettere sul fatto che per noi aumenta il fatturato ma non i margini, che sono ridotti dall’inflazione dall’aumento dei carburanti, dai costi di manutenzione e dell’energia. Nel 2021 il nostro fatturato è cresciuto tra il 10 e il 15% ma per avere la crescita effettiva vanno tolti almeno 5 punti percentuali».

Anche secondo Gian Battista Borea d’Olmo, ad di Cala del Forte (con società di gestione di proprietà dei porti di Monaco e 178 posti per barche da 6,5 a oltre 70 metri) «la situazione del porto è positiva, ma siamo tutti col fiato sospeso. Il settore stava ripartendo alla grande ma adesso, con la guerra, tutto è scombussolato. Per ora abbiamo perso qualche cliente russo ma ci sono tanti altri che arrivano, in particolare gli statunitensi. È da vedere però come si svilupperanno gli eventi».

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