Attività marittima

Porto di Genova, aggiudicate opere infrastrutturali per 2,3 miliardi

I fondi attivati dopo il crollo del ponte Morandi stanno trasformando lo scalo della Lanterna e la logistica della città

di Raoul de Forcade

Così cambia il porto di Genova

3' di lettura

Un programma di interventi in ambito portuale partito da un miliardo e arrivato, «con le ultime note di variazione al bilancio previsionale del 2022, a 2,27 miliardi di euro. Questo ne fa una delle più grandi stazioni appaltanti del Paese: i numeri, infatti, non sono molto distanti da stazioni appaltanti come Anas o Ferrovie dello Stato».

Paolo Emilio Signorini, presidente dell’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona, ha descritto così l’insieme delle opere avviate per lo scalo di Genova grazie ai fondi attivati, dopo il crollo del ponte Morandi, col cosiddetto decreto Genova (poi legge 130/2018).

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Opere per porto e città

Opere che riguardano direttamente il porto ma anche, in larga misura, la viabilità e la parte di città che lo circonda e per questo sono state orchestrate da Signorini in collaborazione col sindaco di Genova, e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci.

Il 15 gennaio arrivano a scadenza i 36 mesi previsti nell’articolo 9 bis della legge 130 che imponeva quel lasso di tempo per l’assegnazione degli appalti delle opere in programma. Per questo Bucci e Signorini, con il governatore ligure Giovanni Toti, hanno voluto fare il punto sullo stato di avanzamento del programma.

«Abbiamo pianificato - ha detto Signorini - 27 interventi all’interno del bacino di Genova. Di questi, 20 sono stati avviati e sette sono in corso di attivazione. La macchina amministrativa ha aggiudicato 49 delle 62 gare previste».

Ricadute occupazionali

Prometeia, ha aggiunto il presidente dell’Adsp, «ha calcolato che, nei prossimi quattro anni, in virtù di questi cantieri, il territorio avrà un incremento di occupazione, tra diretta, indiretta e indotta, di 38mila unità, per un valore aggiunto complessivo di oltre 2 miliardi di euro».

Per quanto riguarda le dimensioni finanziarie del programma straordinario 2019-2022, Signorini e Bucci hanno sottolineato che è partito, nella prima emissione, con una dotazione di 1,06 miliardi per arrivare, con le note di variazione 2021 e le previsioni di bilancio 2022 a 2,74 miliardi.

Nel 2019 sono state aggiudicate opere per 156,71 milioni (99% del target di aggiudicazione previsto); nel 2020 per 164,56 milioni (80% del target, percentuale più bassa, dovuta anche all'effetto Covid); nel 2021 per 910,91 milioni (97% del target); e le previsioni per il 2022 indicano aggiudicazioni per 1,042 miliardi (di questi 950 milioni sono per la nuova diga foranea del porto, la cui assegnazione è prevista in aprile).

Dal waterfront ai depositi chimici

Tra le principali opere aggiudicate ci sono il riassetto del waterfront di Levante; l’ampliamento dell’aeroporto Cristoforo Colombo; l’allargamento verso mare dell’area Fincantieri di Sestri Ponente; la nuova torre piloti; la riqualificazione dell’ex silo granario Hennebique, il cold ironing (cioè l’alimentazione con corrente elettrica da terra) per crociere e traghetti; interventi stradali e ferroviari.

Previsto anche lo spostamento dei depositi chimici di Carmagani e Superba da Multedo a ponte Somalia in porto. Per questo progetto Bucci ha aperto un tavolo con l’armatore Emanuele Grimaldi che dovrebbe, a causa del trasferimento, spostare le sue attività con i traghetti e non ha preso bene questa decisione dell’amministrazione.

Spinta economica

«Con questo programma - ha detto Bucci - stiamo disegnando l’infrastruttura porto-città, in modo che ci sia una prospettiva di futuro per le prossime generazioni, grazie allo sforzo delle amministrazioni, dei terminalisti ma soprattutto dei cittadini che devono sopportare i disagi dovuti dai cantieri. Oltre alla ricaduta occupazione c’è la possibilità di avere una ricaduta economica, sotto il profilo del business, grazie ai progetti sostenibili e digitali».

Il piano di investimenti e di lavori, ha aggiunto Toti, «cambierà la faccia del porto di Genova. Ma soprattutto per la prima volta assisteremo ad un’integrazione con la città che speriamo possa essere presto arricchita dal Terzo valico. Una sinergia che avrà certamente una ripercussione positiva su tutta la città. E i soldi spesi sulla logistica della Liguria non sono spesi solo per questa regione ma per la competitività del sistema».

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