il rilancio dello scalo

Porto di Taranto, arriva il via libera dell’agenzia delle Dogane sulla zona franca

Ora si attendono solo i provvedimenti esecutivi. I vantaggi della Zona franca sono vari, a partire dalla sospensione del pagamento dei dazi doganali e dell’Iva

di Domenico Palmiotti

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(Gaetano Lo Porto / AGF)

Ora si attendono solo i provvedimenti esecutivi. I vantaggi della Zona franca sono vari, a partire dalla sospensione del pagamento dei dazi doganali e dell’Iva


2' di lettura

Via libera dell’agenzia delle Dogane alla Zona franca nel porto di Taranto. Approvata la perimetrazione delle aree proposta dall’Autorità portuale pari a 162 ettari divisi in 11 lotti. Inserita nella legge di Bilancio 2020, la Zona franca apre ora una fase 2 per il porto e l’economia di Taranto che sul rilancio dello scalo, tra nuove infrastrutture e riavvio del traffico container col gruppo turco Yilport, puntano le chance di futuro.

Zona franca doganale

«Incentivare il recupero delle potenzialità nell’area portuale e sostenere l’occupazione»: così l’agenzia delle Dogane spiega il via libera. La Zona franca è la prima in Puglia e tra le poche in Italia. «Per avere la definitiva operatività della Zona franca doganale - dichiara il presidente dell'Autorità portuale del Mar Ionio, Sergio Prete - attendiamo il disciplinare relativo a cosa si può fare e come. Dopodiché, l’Authority emetterà un regolamento di funzionamento e andranno costruite le opere di interclusione, cioè i varchi di ingresso ed uscita dall’area» Per Prete, «i vantaggi della Zona franca sono vari, a partire dalla sospensione del pagamento dei dazi doganali e dell’Iva. In quest’area, le merci possono sostare a tempo indeterminato con il regime di sospensione». Inoltre, aggiunge Prete, «possono essere effettuate attività di manipolazione usuale delle merci, confezionamento leggero, pulitura, e, con delle autorizzazioni, si possono anche svolgere attività di trasformazione e manipolazione ai fini dell'import-export».

Il chiarimento
Prete chiarisce che la Zona franca doganale non va confusa con la Zona economica speciale di cui il porto di Taranto è riferimento per un’area che comprende Ionio e Basilicata. «Sono due cose diverse - spiega il presidente dell’Authority -. La Zona franca riguarda solo il regime doganale, e quindi le dogane, i dazi, la tassazione doganale, mentre la Zona economica speciale è un regime di benefici fiscali. Ovvero - aggiunge Prete - riconoscimento del credito di imposta per chi si insedia in quel territorio, a cui si aggiungono semplificazioni amministrative e burocratiche. Ma c’è da dire che molte aree della Zona franca doganale sono anche Zona economica speciale».

Distripark
«Il lotto 11 della Zona franca, per esempio, - precisa Prete - è il Distripark, per il quale dobbiamo perfezionare il trasferimento dalla società tra Camera di Commercio, Comune di Taranto e Autorità portuale alla sola Authority che sarà soggetto unico attuatore. Questo a valle del nulla osta del Cipe. Per il Distripark, c’era una dotazione iniziale di circa 11 milioni che ora si sono ridotti a circa 2 per via dell'acquisizione dei suoli espropriati. Abbiamo la proprietà delle aree che ammonta a circa 750mila metri quadrati».

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