INFRASTRUTTURE

Porto di Trieste: Hhla di Amburgo primo azionista del nuovo hub di logistica marittima

Grazie all’accordo con la società tedesca lo scalo giuliano diventerà uno snodo centrale di scambio mare-ferro tra Europa e Far East

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(Westend61-RF / AGF)

Grazie all’accordo con la società tedesca lo scalo giuliano diventerà uno snodo centrale di scambio mare-ferro tra Europa e Far East


3' di lettura

Trieste diventa snodo fondamentale per l'integrazione delle reti logistiche e portuali tra porti del Nord e Sud Europa: Hamburger Hafen und Logistik Ag (Hhla), operatore del porto di Amburgo, d'accordo con i soci Icop e Francesco Parisi, diventerà a fine anno primo azionista della Piattaforma logistica di Trieste, una delle più grandi opere marittime costruite in Italia negli ultimi 10 anni la cui realizzazione è appena terminata. Una cerimonia si svolgerà il 30 settembre alla presenza del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e del ceo di Hhla Angela Titzrath.

Si delinea la creazione di un gruppo leader in Europa, che svilupperà a Trieste un terminal a servizio del sistema mare-ferro dei paesi dell'Europa centro orientale. Per Zeno D'Agostino, presidente dell'Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, l'intesa dimostra che “la più compiuta attuazione della Via della Seta non si esaurisce nella Belt And Road Initiative di impronta cinese. Mancava finora una visione forte da parte europea, capace di integrare e bilanciare punto di vista e interessi provenienti dall'Asia”. Con questo investimento sulla Piattaforma, “Trieste ritrova il bacino naturale di sbocco Centro-Nord europeo che già in passato ha fatto grande il porto franco”.

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La tedesca Hhla è quotata in Borsa, occupa 6.300 dipendenti e movimenta 7,5 milioni teu di container sviluppando un fatturato di 1,350 milioni di euro. La Hhla ha in corso investimenti in quattro terminal del porto di Amburgo, in un terminal a Odessa (Ucraina) e in uno a Tallinn (Estonia).

150 milioni di investimento per il polo logistico

La Piattaforma logistica, realizzata con un investimento di oltre 150 milioni di euro, reso possibile dall'apporto finanziario dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale per 99 milioni di euro, è nato per rispondere al trend di crescita del traffico merci dello scalo giuliano. Sviluppato dalla società PLT, costituita dalla casa di spedizioni Francesco Parisi, dall'impresa di costruzioni ICOP e dall'interporto di Bologna, il progetto si sviluppa su 12 ettari, in un'area collocata a sud del porto, e recupera all'utilizzo portuale e logistico un'ampia superficie, parte della quale ricavata da aree precedentemente occupate dal mare. L'acquisto successivo dell'adiacente terminal dello Scalo Legnami, ha raddoppiato la superficie originaria del progetto iniziato nel febbraio 2016, realizzando un terminal che ha così raggiunto un'estensione di 24 ettari, dotato di un doppio attracco e raccordo ferroviario e una concessione di durata trentennale. L'integrazione della Piattaforma Logistica con le aree circostanti è stata ulteriormente rafforzata con la recente firma dell'Accordo di Programma del Ministero dello Sviluppo Economico, per l'attuazione del progetto di riconversione industriale e sviluppo produttivo nell'area della Ferriera di Servola. L'accordo mira a rilanciare il comprensorio industriale dove sorgeva l'altoforno, spento nei mesi scorsi, dopo 123 anni di attività. Nell'area nascerà un polo logistico sostenibile a servizio del porto e dell'economia del territorio. In base all'accordo, gli anni previsti per la riconversione sono 5, suddivise in 3 fasi, e un valore di 98 milioni. Sull'ex area a caldo si svilupperà il raccordo ferroviario della stazione di Servola, che potrà accogliere treni completi da 750 metri, e uno snodo autostradale diretto sulla Grande viabilità. Vale a dire che saranno poste le basi per il successivo avvio dei lavori del Molo VIII, previsto dal Piano regolatore portuale approvato nel 2016. Si tratta di un ulteriore investimento di oltre 400 milioni di euro, che rappresenterà uno degli sbocchi di lavoro più importanti per il territorio del Friuli Venezia Giulia, dando lavoro a circa 500 addetti.

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