Il ritratto

Portolano, nome in codice Spartacus: il bersagliere di corsa al vertice degli armamenti Difesa

Il Consiglio dei ministri nomina l’attuale comandante del vertice operativo interforze segretario generale della Difesa al posto di Nicolò Falsaperna

di Marco Ludovico

(ANSA)

4' di lettura

Il generale Luciano Portolano è il nuovo segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti. Lo ha nominato oggi il Consiglio dei ministri, presieduto da Mario Draghi, su proposta del titolare della Difesa Lorenzo Guerini. Prende il posto di Nicolò Falsaperna giunto a termine incarico, il cambio della guardia è previsto il 6 ottobre. Portolano lascia la guida del Covi, comando operativo di vertice interforze, da poco elevato al rango di «quattro stelle». Ora affronta la sfida dello sviluppo e rilancio dei programmi militari industriali, forte della sua esperienza in campo internazionale. L’Afghanistan è solo l’ultimo esempio.

I compiti del segretario generale della Difesa

Sconosciuta ai più ma ben nota agli addetti ai lavori, la funzione di segretario generale della Difesa «emana disposizioni attuative degli indirizzi politico-amministrativi e di alta amministrazione riguardanti l’area tecnico-industriale e tecnico-amministrativa della Difesa, impartiti dal ministro della Difesa» come si legge sul sito del ministero www.difesa.it. Insieme al capo di Smd (stato maggiore Difesa) è un’alta carica strategica con la guida, l’indirizzo e il monitoraggio dei programmi di pianificazione e sviluppo degli armanenti delle forze armate. Incarico nel cuore del ministro Lorenzo Guerini: per la prima volta nella storia del dicastero militare Guerini lo scorso 30 luglio ha emanato una direttiva https://www.ilsole24ore.com/art/difesa-da-costo-valore-sfida-guerini-rilancio-industria-militare-AE6tdKa sulla politica industriale.

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Le nuove sfide dell’industria e degli armamenti

Guerini nella direttiva sottolinea come oggi «la dimensione industriale della difesa assuma una primaria rilevanza geopolitica». Ma «le grandi imprese italiane e, in particolare, quelle che hanno lo Stato come azionista di riferimento, hanno la necessità di concentrare e rafforzare le loro aree di eccellenza tecnologica e industriale». Sono in ballo Leonardo, Fincantieri e Iveco, solo per citare le maggiori. Portolano deve rinnovare e consolidare in rapporti e i risultati di un sistema ancora non ben integrato. Spesso in competizione ossessiva. Ricco di gioielli di piccole e medie imprese a rischio, tuttavia, di minaccia se non di conquista straniera, dalla Francia alla Cina. Così come diventa necessario rendere coerenti i programmi di armamento di Esercito, Marina, Aeronautica e Arma dei Carabinieri in una prospettiva nuova, tutta ancora da costruire ma fondamentale per il ministro Guerini: un sistema di Difesa europeo.

Un bersagliere riconosciuto e apprezzato tra gli alleati

Agrigentino, 61 anni, sempre primo in graduatoria fin dal 161° corso all’Accademia di Modena, Portolano da trent’anni è nei teatri delle missioni all’estero con esperienze operative, diplomatiche e di alto comando nazionale e Nato. Un bersagliere indomito, inglese fluente, grandi rapporti internazionali, quelli atlantici in particolare come con Tod D. Walters, comandante supremo della Nato in Europa. Così nell’Alleanza Atlantica il suo nome in codice è Spartacus, il leggendario condottiero trace; tra gli italiani invece è Highlander, l’immortale: più volte in missione è rimasto ferito e ha rischiato la vita. Grazie alle sue relazioni con inglesi e americani, quando a Kabul la situazione è precipitata il comandante del Covi è riuscito a ottenere un corridoio in aeroporto per esfiltrare dal gate Usa nella massima protezione i nostri connazionali e il maggior numero possibile di afghani in lista. Bilancio finale: «5011 persone, di cui 4890 afgani dei quali 2145 uomini, 1345 donne, 1400 bambini» come ha spiegato in Parlamento.

Militare operativo e strategico

Refrattario ai salotti romani, passione per il lavoro come pochi, Portolano è un cultore dell’azione militare: strumento di potere di uno Stato, ricorda, ma va integrato con quello «politico, diplomatico ed economico» come ha sottolineato alle commissioni riunite Difesa ed Esteri. Un esempio recente è l’invio in Libano alcuni giorni fa alle popolazioni locali di dieci tonnellate di aiuti alimentari, forniti da una multinazionale italiana del settore, operazione voluta da Guerini e su disposizione di Smd organizzata dal Covi. Portolano ripete sempre come un comando interforze si fonda su nove direttrici: personale, intelligence, operazioni correnti, logistica, pianificazione, comunicazione, addestramento, cooperazione civile/militare e profilil finanziari. Riconvertire questa visione a programmi e industria militare può dare respiro e prospettive a una dimensione ricca di innovazioni e forza specifica ma anche di fragilità. A partire, lo ha detto Guerini nella direttiva, da quelle «finanziarie».

Sportivo, schietto, siciliano nel sangue

Liceo classico, da giovane campione di atletica e organista in chiesa, originario di Agrigento dove torna tutte le volte che può e molto attaccato alla sua famiglia, il neo segretario generale della Difesa è un lavoratore indefesso. Alle 7:30 in ufficio - ma ogni mattina va prima a correre - nell’emergenza non molla mai, fino all’ultimo. Durante la crisi afghana non staccava un attimo: per giorni e giorni lui e i suoi più stretti collaboratori hanno dormito in ufficio tre-quattro ore a notte per garantire la massima sicurezza e il successo delle evacuazioni da Kabul. Tanto rigoroso sul lavoro quanto a casa: attento nell’alimentazione, scrupoloso e affettuoso, amante degli animali come Giotto, il carlino ultimo arrivato tra le mura domestiche, che porta a spasso la sera. Un bersagliere autentico, come ha ricordato il presidente dell’Anb (associazione nazionale bersaglieri) Ottavio Renzi il 26 settembre al 68° Raduno nazionale a Roma, che ha voluto citare «con orgoglio il nostro decano in servizio, generale Luciano Portolano». Dopo il Covid, ha detto il presidente dell’associazione, «i bersaglieri sono pronti a riprendere la corsa». Uscito dal comando di vertice interforze Portolano riprende la sua corsa tra i programmi militari e l’industria della Difesa.

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