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Portovesme, la Conferenza dei servizi dà l’ok al piano di Sider Alloys

Ulteriore passo avanti per fare ripartire la fabbrica di alluminio primario. Ora si attende il parere della Giunta regionale sarda

di Davide Madeddu

(Agf)

2' di lettura

Un altro passo avanti per far ripartire la fabbrica di alluminio primario. Dopo in iter di sette mesi è arrivato il parere positivo della Conferenza dei servizi al progetto della Sider Alloys, l’azienda italo svizzera che ha rilevato gli impianti di alluminio primario dall’Alcoa a Portovesme.

L'ok della conferenza dei servizi

La riunione si è conclusa con il deposito dell’Aia, l’autorizzazione ambientale rilasciata dalla Provincia, e il Paur, provvedimento autorizzatorio unico regionale è terminato con esito positivo. Ora manca l’ultimo passaggio, ossia la delibera della Giunta regionale che dovrà prendere atto delle risultanze della conferenza con le relative prescrizioni e dare il via libera al progetto.

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Il piano degli interventi

Una volta definito questo passaggio, previsto entro la metà di novembre, potrà partire il piano di interventi che vale circa 150 milioni di euro (risorse pubbliche e private) per rimettere in marcia l'impianto che, sino alla sua fermata nel 2012, produceva in media all’anno ,150 mila tonnellate di alluminio primario per pani e billette. All’interno dell’area industriale sono già al lavoro circa 150 persone, ma a regime sono state stimate circa 400 unità lavorative. Già da marzo 2022 potrebbe esserci la riaccensione delle celle e il primo processo di fonderia. La prima colata di alluminio è ipotizzata tra la fine del 2022 e i primi del 2023.

Manca la delibera della Giunta regionale

Ora l’attenzione è per la delibera della Giunta regionale che le organizzazioni sindacali auspicano «avvenga in tempi brevi». «L’aspettativa è tanta soprattutto per il territorio e per i 150 operai degli appalti e i 350 lavoratori diretti – dice Rino Barca, della Fsm Cisl – l’assessora al lavoro ci ha confermato gli impegni anche sul versante della formazione: i corsi partiranno non appena si esauriranno i tempi previsti per i bandi».

Il piano produttivo

All’orizzonte c’è il riavvio di un processo produttivo che punta a una produzione di 145 mila tonnellate di alluminio primario e vergelle all’anno, in grado di soddisfare il 30 per cento de mercato nazionale. A portare avanti gli interventi di revamping la Chinalco.

L'Ad ringrazia con una lettera

Per l’amministratore delegato Giuseppe Mannina, che in una lettera ringrazia «chi nel 2018 ha avuto fiducia nella mia persona e nell’azienda che rappresento», inizia «un'altra sfida, quella dell’accelerazione sul processo di revamping fondamentale per la ripresa della produzione».

Le spine del primo anello della filiera

Intanto, benché si tratti di una vertenza differente, giacché pratiche e aziende sono differenti e distinte, emerge il caso di Eurallumina, l’azienda controllata dalla russa Rusal che nel polo industriale di Portovesme ha presentato un progetto (che vale 300 milioni) per il riavvio della raffineria in cui si trasforma la bauxite in allumina (materia prima da cui si ricava alluminio primario). A sollevarlo sono le organizzazioni sindacali che dopo l’incontro in Confindustria con i rappresentanti dell’azienda manifestano preoccupazione per i ritardi. «Deve essere approvato il Dpcm Sardegna – fa sapere Francesco Garau segretario Filctem Sardegna – e inoltre la procedura Paur è in corso. Senza dimenticare il dragaggio del porto». Da qui un appello al governatore Christian Solinas e alla viceministra Alessandra Todde.

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