LOTTA ALL’EVASIONE

Pos obbligatorio, sanzioni fino a 30 euro

di Marco Mobili


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(Fotolia)

3' di lettura

Sanzione fino a 30 euro per chi non accetta i pagamenti con carte. Il meccanismo sanzionatorio utile a incentivare l'uso della “moneta di plastica” esiste già ed è previsto dal Codice penale in vigore. Si tratta dell’articolo 693 secondo cui «chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro». E per renderlo operativo anche nei casi di transazioni commerciali effettuate con la moneta elettronica si starebbe ragionando sull’ipotesi di calare la norma del codice penale (già depenalizzata a sanzione amministrativa) nel decreto legislativo esaminato la scorsa settimana da Palazzo Chigi e inviato in Parlamento per i pareri che attua la nuova direttiva sui servizi di pagamento nell’Unione europea e commissioni interbancarie sulle operazioni con carta di pagamento nota come Psd2 (payment services directive) e che nella sostanza riduce le commissioni interbancarie allo 0,3% sulle carte di credito e 0,2% su quelle di debito (ad esempio il bancomat) e ancora di più sui micropagamenti fino a 5 euro.

L’idea di recuperare con alcuni aggiustamenti l’articolo del Codice penale e di non ricorrere a un nuovo decreto interministeriale dell’Economia e dello Sviluppo economico si concretizzerà nelle prossime settimane. A portarla avanti sarà Sergio Boccadutri (Pd), relatore al nuovo decreto legislativo sulla Psd2 e soprattutto autore dell’emendamento sui micropagamenti e sull’introduzione di un sistema sanzionatorio per chi rifiuta l'utilizzo del Pos: «È inaccettabile e è un inganno vero e proprio - sottolinea Boccadutri - pensare che un esercente, nell’indicare sulla vetrina la possibilità di pagare la transazione con bancomat o carta di credito, alla fine si rifiuti di utilizzare il Pos».

La vera novità nel “rimandare” all’articolo 693 del Codice penale sta nel fatto che verrà sanzionata la mancata accettazione della moneta elettronica e non la presenza o meno del Pos. Non è un dettaglio, dato che oggi vi era un obbligo di avere il Pos ma nulla si diceva sul suo effettivo utilizzo.

Inoltre per alcune categorie merceologiche che oltre all’Iva sono tenute a “trattenere” e poi riversare all’Erario ulteriori imposte, potrebbero essere previsti periodi di esclusione dall’applicazione delle sanzioni per un tempo limitato, tempo utile a trovare soluzioni a problemi effettivamente peculiari di alcune attività. Si tratta, ad esempio, dei tabaccai che gestiscono le marche da bollo o dei benzinai che operano di fatto da sostituti nell’incassare le accise per conto dello Stato.

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Il viceministro all’Economia, Luigi Casero, aveva posto già questa estate il problema dei pagamenti tra professionisti, ad esempio quando un avvocato paga un collega che lavora nel suo studio. È il caso soprattutto dei professionisti associati. Il problema non si porrebbe perché la norma come congegnata andrebbe a sanzionare la mancata accettazione e solitamente gli accordi tra professionisti sono regolati da accordi che prevedono la modalità di pagamento. Ma non è escluso che con la norma si vada a precisare ulteriormente questi casi. Mentre nel rapporto col professionista continuerebbe a valere la regola generale, ossia la sanzione in caso di mancata accettazione. In sostanza il professionista che svolge attività retail a contatto diretto con l’utenza dovrà dotarsi di Pos, mentre chi lavora solo con professionisti non avrà nessun obbligo.

Di fatto, con l’inclusione nel decreto sulla direttiva pagamenti le norme sulle sanzioni e sulle esclusioni vedrebbero finalmente la luce. Va ricordato che le penalità per la mancata dotazione del Pos erano state previste dalla legge di Stabilità 2016 e avrebbero dovuto essere attuate entro il 1° febbraio dello scorso anno. Con l’arrivo del “bastone” rappresentato dalle penalità non è detto, però, che il Governo non trovi la via per incentivare l’accettazione della moneta di plastica. Risorse e legge di bilancio permettendo, la “carota” potrebbe prendere la forma di un credito d’imposta per le spese sostenute per dotarsi e mantenere il terminale per i pagamenti senza contante. Mentre sul fronte dei consumatori un incentivo potrebbe arrivare dall’applicazione ad hoc su determinati acquisti, un po’ sulla falsariga di quanto avviene per il bonus mobili ed elettrodomestici.

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