ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùManovra

Pos, dalla soglia alle commissioni: cosa può cambiare

Dopo la bocciatura da parte della Commissione Ue del limite di 60 euro sotto il quale non ci sarebbero sanzioni, il governo deve correggere la norma. Sul tavolo possibile credito d’imposta per le spese sostenute dai commsercianti per le commissioni.allo studio facilitazioni prelievo contanti in esercizi commerciali

di Mariolina Sesto

Manovra, Fazzolari: "Su limite pos non facciamo barricate ma no passo indietro su contante"

3' di lettura

Si stava ragionando sulla possibilità di portare da 60 a 40 euro la soglia per i pagamenti che si possono effettuare senza pos, senza che i commercianti incorrano in sanzioni se si rifiutano di accettare il pagamento con carta di credito o bancomat. Ma la sonora bocciatura da parte della commissione Ue che ha messo nel mirino proprio quella norma della manovra, potrebbe indurre il governo a rivedere ancora una volta la sua posizione sulle misure riguardanti il Pos.

La trattativa sulla soglia per il Pos

Il governo ha infatti inserito nella manovra la soglia di 60 euro, sotto la quale non scatterebbero sanzioni in caso di rifiuto di pagamento elettronico da parte del commerciante. La soglia è stata innalzata da 30 a 60 euro. Ma, come è noto, la Commissione Ue non condivide la misura perché teme che questa norma possa compromettere la spinta alle transazioni digitali, uno degli obiettivi del Pnrr in chiave anti-evasione. Dalla maggioranza era filtrata la possibilità di abbassare la soglia di 60 euro a 40 euro, ma adesso bisognerà capire se questo limite è sufficiente per la Ue o no.

Loading...

Giorgetti: allo studio facilitazioni prelievo contanti in esercizi commerciali

«Per preservare la possibilità dei clienti più vulnerabili di accedere al contante e altri servizi bancari e finanziari essenziali sono allo studio interventi che prevedono facilitazioni al prelievo di contante tramite il convenzionamento con esercizi commerciali diffusi sul territorio» ha annunciato ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Le facilitazioni nascono dal fatto che molte banche hanno chiuso filiali sul territori e quindi una parte della popolazione potrebbe avere un accesso limitato a contante, carte di credito, bancomat e prelievi.

Ipotesi credito di imposta sulle commissioni per il Pos

Vista la posizione rigida della Commissione Ue che sembra indicare la strada più intransigente del mantenimento delle sanzioni in caso di rifiuto del Pos anche per piccoli pagamenti, il governo potrebbe fare retromarcia e prevedere (come compensazione per i commercianti) un credito di imposta per commissioni e affitto del Pos. A questo riguardo la stessa premier Giorgia Meloni ha ricordato che il governo non può imporre lo stop alle commissioni: sarebbe incostituzionale.

Pd, emendamenti credito d’imposta per zero commissioni Pos

E proprio sui pagamenti Pos il Pd ha presentato un emendamento alla legge di bilancio che ripristina il credito d'imposta 100% per azzerare il costo delle commissioni per i piccoli esercenti. «Il governo lo accolga. È uno strumento efficace, mentre la soglia 60 euro è solo propaganda» ha scritto su Twitter il responsabile economia del Pd Antonio Misiani.

Codacons: commissioni Pos siano proporzionali a pagamenti

Sul tema poi scendono in campo le associazioni dei consumatori. Se lo stop alle commissioni sul Pos è incostituzionale, sostiene il Codacons, di certo non lo è introdurre criteri che agevolino esercenti e consumatori rispettando al tempo stesso la normativa in materia. «Per superare lo stallo in tema di Pos crediamo che la soluzione migliore sia azzerare del tutto le commissioni a carico degli esercenti per i piccoli pagamenti, ridurre quelle per i pagamenti entro una certa forbice, e aumentare le stesse commissioni quando le transazioni con carte e bancomat superano l’importo di 500 euro - afferma il presidente Codacons Carlo Rienzi -. In tal modo sarà possibile permettere ai cittadini di fare acquisti quotidiani senza essere costretti a prelevare e girare con denaro contante e si ridurranno i costi a carico dei commercianti, senza danneggiare gli istituti bancari che beneficerebbero delle medesime entrate e soprattutto senza violare la Costituzione, così come paventato dalla Meloni», conclude Rienzi.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti