COMMISSIONE UE, BCE, FMI

Possibile en plein «rosa» ai vertici delle grandi istituzioni internazionali

Potrebbe restare nelle mani di una donna la guida del Fondo monetario internazionale, che a ottobre ha già affidato a Gita Gopinath la carica di capoeconomista

di Gianluca Di Donfrancesco


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Da sinistra: Kristalina Georgieva, Christine Lagarde, Ursula von der Leyen

2' di lettura

Da Christine Lagarde a Kristalina Georgieva: potrebbe restare nelle mani di una donna la guida del Fondo monetario internazionale, che a ottobre ha già affidato a Gita Gopinath la carica di capoeconomista. Il Vecchio continente ha fatto la sua scelta ed è una scelta pesante, visto che il direttore generale dell’Fmi è sempre stato un europeo, fin dalla sua istituzione. Se la tradizione sarà rispettata, Georgieva andrà a comporre un trittico formato dalla stessa Lagarde, che guiderà la Bce del dopo-Draghi, e da Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue.

Nata a Sofia il 13 agosto del 1953, Georgieva compirà tra pochi giorni 66 anni. Un’età che non le consentirebbe di assumere la carica di direttore generale dell’Fmi: per statuto, non si devono avere più di 65 anni al momento della nomina e non si può restare in carica oltre i 70 (il mandato dura 5 anni). La Francia, che voleva fortemente Mario Draghi, ha già proposto di eliminare il paletto.

La Georgieva ha una lunga esperienza ai vertici delle istituzioni internazionali. Dal 2017 è direttore generale della Banca mondiale a Washington e tra il 1° febbraio del 2019 e l’8 aprile ne è stata presidente ad interim. Ai vertici dell’istituzione, ha avuto la possibilità di negoziare con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: c’era da convincere la Casa Bianca ad accettare l’aumento di capitale da 13 miliardi di dollari. E dal 2004 al 2007 è stata la rappresentante permanente della Banca mondiale nella Russia di Putin.

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La prescelta dei Ventotto conosce molto bene anche i meccanismi dell’Unione europea: tra il 2014 e il 2016, è stata vicepresidente della Commissione Juncker. E in precedenza era stata commissario per la Cooperazione internazionale e gli aiuti umanitari.

La Georgieva è soprattutto un economista dell’ambiente, per formazione e carriera. La sua nomina alla guida del Fondo arriva proprio quando le istituzioni internazionali moltiplicano gli appelli contro il surriscaldamento globale. Dottorato in economia e master in economia politica e sociologia all’Università di economia nazionale e mondiale a Sofia (con tesi in “Tutela ambientale e crescita economica negli Usa”), Georgieva ha completato il suo percorso di studi alla London School of Economics e al Massachusetts Institute of Technology, istituti dove ha poi insegnato. Un curriculum accademico di massimo livello, completato dai corsi a Yale e Harvard.

Georgieva è entrata alla Banca mondiale nel 1993 come economista ambientale per l’Europa e l’Asia centrale. Ha ricoperto vari incarichi, fino a diventare direttrice del dipartimento per l’ambiente.

Per i sostenitori del suo avversario, Jeroen Dijsselbloem, Gerogieva non offre garanzie sufficienti sotto l’aspetto della conoscenza dei mercati finanziari e delle politiche di stabilità macroeconomica, il pane quotidiano del Fondo monetario.

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