LE PREVISIONI

Post-coronavirus: Kearney stima flessione del food italiano tra 1,5 e 3%. Il futuro? Essenziale, salutista e a Km zero

Scenario e strategie per le aziende che operano nel campo alimentare: focus sui beni essenziali, ristrutturazione dei processi logistici (a partire dal delivery) e social distancing nei punti vendita

di Giambattista Marchetto

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Reuters

Scenario e strategie per le aziende che operano nel campo alimentare: focus sui beni essenziali, ristrutturazione dei processi logistici (a partire dal delivery) e social distancing nei punti vendita


3' di lettura

Una crescita stimata nel grocery del 5,5% per i canali fisici e del 96% per l'online tra febbraio e maggio 2020. E un netto peggioramento dopo maggio (presunto mese di riapertura almeno parziale) per il canale fisico, in flessione tra 1,5 e 3% (con un deciso spostamento su prodotti più basici e minore marginalità), mentre il canale online cresce tra il 75 e il 90% (raddoppiando la quota dal 2,3 al 4%). Sono queste le proiezioni frutto di un'analisi della società di consulenza strategica Kearney rispetto all'impatto Covid-19 sul settore alimentare italiano nel breve-medio termine.

Le strategie
In sintesi, gli snodi cruciali saranno una domanda focalizzata sui beni “essenziali”, con meno spazio a breve per l'innovazione e il lancio di nuovi prodotti; una supply chain più resiliente, meno “cinese” e più locale; strategie diversificate per la promozionalità (con spostamento sul digitale) e accelerazione sull'e-commerce, soprattutto su un paniere di prodotti basici a bassa marginalità; ristrutturazione dei processi logistici (a partire dal delivery) e social distancing nei punti vendita.
Lo studio - basato su un modello di predizione degli impatti della pandemia sui diversi settori merceologici – si propone di far leva sull'esperienza di crisi precedenti, ma soprattutto di identificare e tracciare gli indicatori giusti «per anticipare l'evoluzione e prendere rapidamente le decisioni più corrette». Qualche esempio? Frenare il lancio di nuovi prodotti ad alto valore aggiunto, perché il cliente sarà più sensibile al prezzo, e concentrare l'attenzione su healthy food e Km0, perché la salute è diventata una priorità anche per i consumatori più influenzabili.

Cambiano sentiment e potere d'acquisto
«Tralasciando le previsioni più ottimistiche, al momento poco probabili, abbiamo cercato di costruire alcuni scenari possibili con ricadute più lunghe rispetto a quelle epidemiologiche – spiega Emanuele Savona, principal Kearney –. In ogni caso, la costante sarà un mutamento nel sentiment dei consumatori e una riduzione del potere d'acquisto.
Come in Cina le vendite al dettaglio sono scese del 20% nel primo trimestre 2020, con crescita solo in gdo, anche in Italia si è registrato un +20% delle vendite grocery, ma molto concentrato sui beni primari (pasta, conserve, prodotto in scatola, igiene) a minore marginalità. Nel frattempo, l'e-commerce food è esploso (+52% le transazioni dei supermercati tra 8-15 marzo), con una crescita del fresco (tradizionalmente bassissimo) e un nuovo segmento di consumatori che ha rotto la barriera all'ingresso. Non è però tutto dorato: «le vendite online degli alimentari gourmet, dopo un aumento delle transazioni (+20%) a inizio marzo, hanno avuto un calo analogo – osservano gli analisti Kearney - segno che gli italiani stanno diventando più cauti e si iniziano a capire le ricadute economiche».

Focus su domanda, offerta e approvvigionamento
È plausibile che la crisi Covid-19 trasformi profondamente le abitudini dei consumatori e alcuni meccanismi nella distribuzione organizzata e nella produzione di beni di largo consumo alimentare.
Se la domanda si concentrerà sui beni “essenziali”, «ne beneficeranno le marche e le insegne con un posizionamento di convenienza – prevedono da Kearney -. Prodotti con un contenuto legato al benessere potranno beneficiare dall'attenzione a stili di consumo più sani», dato che malattie legate al regime alimentari sono una concausa per i decessi da Covid19. Banditi i volantini promozionali – che nel modello high/low dominante in Italia valevano circa il 5% delle vendite - «i retailer dovranno ripensare le strategie di pricing (Every day low price?) e le marche devono capire quali investimenti fare per rimanere rilevanti per i consumatori».
L'e-commerce guadagnerà terreno, ma «con un basket di prodotti basici a bassa marginalità». E serviranno investimenti per garantire servizi di distribuzione adeguati. Intanto il numero dei negozi fisici andrà rivisto, ripensandoli secondo le regole di social distancing. Infine, servirà un ripensamento delle catene di approvvigionamento: «Per il mondo alimentare va costruito un portafoglio di fornitori più ampio per minimizzare rischi», concludono gli analisti prevedendo un aumento dei costi. In questo contesto, la vicinanza fisica può fare la differenza: «Non solo per i negozi di vicinato – aggiunge Savona – ma anche per le catene o i grossi gruppi. Il marketing diventa locale, concentrato sulla comunità».

L’iniziativa Carrefour: il box a domicilio con i prodotti essenziali
E a proposito di prodotti di prima necessità che non possono mancare in casa Carrefour Italia lancia il 6 aprile un nuovo servizio online che si chiama appunto “Gli Essenziali”: si tratta di box alimentari preconfezionati contenenti generi di prima necessità e di kit tematici dedicati alla cura dei neonati e a prodotti per la pulizia della casa e per la cura del corpo. Gli essenziali verranno consegnati a domicilio in tutta Italia entro 4 giorni dall'ordine e per ogni box venduto l’insegna donerà 1 euro alla Protezione Civile.

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