CREATO PER BIP

Post-covid e climate change, come sarà l'ufficio del futuro

Il futuro del lavoro è sempre più una forma ibrida tra remoto e presenza: building ripensati, coworking e spazi di lavoro innovativi

Post-covid e climate change, come sarà l'ufficio del futuro

4' di lettura

Negli ultimi tre decenni una serie di rivoluzioni silenziose nel design ha cambiato il modo in cui vengono vissuti gli uffici, cancellando le vecchie gerarchie di muri e cubicoli e incorporando metodologie di lavoro dell’industria tecnologica in layout team-based e open-plan.

L'irruzione della pandemia ha fatto collassare queste tendenze divergenti in una domanda esistenziale articolata da John Seabrook in un celebre servizio del New Yorker: «A cosa serve un ufficio? È un posto dove i neoassunti possono imparare dai colleghi esperti? Un modo per i capi di sorvegliare gli scansafatiche? Un luogo per la collaborazione? Una fonte di amici e di vita sociale? Una tregua dalla famiglia? Una ragione per uscire di casa?». Perché, in apparenza, il pianeta ha scoperto con il lockdown che il lavoro, la mission per cui sono progettati gli uffici, si può fare da un’altra parte.

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La realtà è più complessa. Se la crisi del 2008 aveva dato impulso alla contrazione degli spazi per i singoli dipendenti (nel 2010 i datori di lavoro Usa destinavano una media di 18mq a ciascun impiegato, sette anni dopo era solo 12), l'emergenza Covid ha enfatizzato il lavoro a distanza. Tuttavia, gli addetti ai lavori sono concordi nel riconoscere che gli incontri, anche informali, tra collaboratori sono capaci di generare energia. Le idee vengono nei posti inaspettati. Il futuro del lavoro è sempre più una forma ibrida tra remoto e presenza: building ripensati, coworking e spazi di lavoro all'aperto. Ripensare la cultura dello spazio dell'ufficio non è utile solo a garantire i protocolli di sicurezza ma risponde ai temi di sostenibilità ambientale e di economia circolare.

Gli stakeholder possono avere esigenze molto diverse - flessibilità, sicurezza, costi e sostenibilità – per cui serve qualcosa di più rispetto al semplice “re-shuffling” delle scrivanie e del distanziamento sociale. Per vincere questa sfida, BIP propone alle proprie persone e ai propri clienti un approccio innovativo utilizzando un approccio data-driven e tecnologie AI-based di ultima generazione. Fondata in Italia nel 2003, BIP è oggi una delle principali società multinazionali di consulenza con oltre 4mila professionisti a livello globale per servizi di consulenza direzionale e di business integration, che seguono le aziende nei processi di ricerca e adozione di soluzioni tecnologiche disruptive.

L'idea innovativa di BIP consiste in una soluzione che mira ad ottimizzare l'allocazione, riducendo al minimo la dispersione delle unità di business appartenenti allo stesso reparto tenendo in considerazione le planimetrie dei piani, ossia gli spazi aperti e le pareti. Inoltre, BIP ha già implementato un addon che permette di ridurre al minimo gli spostamenti e massimizzando la collaborazione nei team. Con l'utilizzo della tecnologia, la multinazionale di consulenza ha registrato un sostanziale miglioramento dell'equilibrio tra lavoro e vita privata delle persone e delle loro prestazioni.Ma le aziende avranno sempre bisogno della carica simbolica fornita dalla forma architettonica della propria sede.

Così BIP ha appena inaugurato la nuova sede del gruppo in Piazza Liberty a Milano, all'interno dell'iconica Liberty Tower, 3mila mq, distribuiti su sette piani per un progetto strategico che ripensa radicalmente l'ambiente di lavoro. Il nuovo Building diventa il punto di riferimento per tutte le competenze digitali, tra cui CyberSec, xTech, OpenKnowledge, Sketchin, Transformation 4.0., rafforzando l'identità di BIP, che ha introdotto in questi ultimi anni la libertà per le proprie persone di scegliere ogni giorno dove e come lavorare. Prima ancora che la portata del cambiamento degli ultimi due anni lo rendesse una necessità, Bip ha lavorato a quello che il suo Presidente, Nino Lo Bianco, ha definito il new way of working: una nuova libertà di lavoro per le persone, che ha indotto il Gruppo a ripensare gli spazi lavorativi.

La presentazione ufficiale dei nuovi spazi è avvenuta alla presenza di Beppe Sala, Sindaco di Milano e Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro. La scelta di realizzare un hub dell'innovazione nella città dove BIP è nata è stata richiamata da Carlo Capè, Amministratore Delegato del Gruppo, che ha rappresentato la volontà di continuare a investire competenze e professionalità del Gruppo nella digitalizzazione del sistema delle imprese italiane.Condivisione, scambio, interazione, azione e creazione sono le parole chiave di un'esperienza studiata per stimolare al meglio la quotidianità e l’approccio al lavoro negli spazi che ospitano centinaia di professionisti e strumenti all'avanguardia, mezzi di comunicazione innovativi, ambienti creativi, spazi informali, una Workshop Area e un Experience Center dove immergersi nelle nuove tecnologie e spazi di condivisione e networking in un ambiente sostenibile.

I nuovi spazi in Piazza Liberty hanno inoltre ospitato il progetto sperimentale UP150 – nato dalla collaborazione di OpenKnowledge e Vidiemme, società del Gruppo BIP, con Progetto Design & Build e il Dipartimento di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Milano - con l'obiettivo di reinterpretare lo spazio ufficio come spazio per il benessere a 360° delle persone che lo vivono.Il design del nuovo building offre l'opportunità di un'esperienza capace di stimolare, consapevolmente e non, comportamenti salutari grazie all'introduzione di attrezzature specifiche e di un'app “Digital Trainer” per favorire l'attività motoria a supporto del benessere psico-fisico.

La strumentazione è stata creata allo scopo di personalizzare l'attività fisica in funzione della necessità di ciascuno, tenendo conto di diversi parametri come l'età, la condizione fisica e il livello di percezione dello sforzo.

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