Interventi

Post lockdown per aziende agili

di Fabio Benasso

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(magele-picture - stock.adobe.com)


2' di lettura

La disruption imposta dalla pandemia di Covid-19 ha portato alla chiusura temporanea di diverse imprese e al blocco forzato di molte attività, proiettandoci da un mondo caratterizzato dalla fisicità di luoghi, processi e rapporti a un mondo virtuale basato su connessioni e interazioni a distanza. Il lockdown ha creato una situazione di forte discontinuità, rendendo improvvisamente necessari strumenti come lo smart working o le virtual classroom e dematerializzando per la prima volta, e su larga scala, una serie di abitudini della nostra sfera privata e lavorativa.

Il mondo del lavoro ha reagito assestandosi su un modello riconducibile alla “digital elastic workforce”, che Accenture pratica in Italia già dal 2009 avvalendosi di tecnologie e infrastrutture di collaborazione utilizzate a livello mondiale da oltre 500 mila persone. Un assetto che ci ha permesso, al definirsi delle misure restrittive decise dal governo, di convertire l’azienda istantaneamente, affidandoci a un modello di replica virtuale del fisico che crediamo possa diventare un nuovo standard per le imprese di tutti i settori.

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Nella situazione di stress causata dalla pandemia, il Sistema Paese, nel suo complesso, ha retto e ha garantito la continuità di numerose attività vitali, sviluppando capacità aggiuntive per rispondere ad alcuni bisogni emergenti, a picchi di richiesta non convenzionali e a nuove forme di domanda. Per contro sono emerse con evidente chiarezza fragilità già note e fortemente correlate alla parziale digitalizzazione del nostro ecosistema, debolezze che vanno necessariamente superate nel post crisi. Dobbiamo inoltre accettare il fatto che difficilmente torneremo allo scenario pre-lockdown: il “new normal” che ci attende sarà certamente diverso da quello attuale, configurandosi come un’opportunità forse unica - per il mondo delle aziende sia pubbliche che private - di ridisegnare i propri modelli operativi e attivarli in tempi rapidi, indirizzando le criticità riscontrate e capitalizzando le esperienze affrontate per generare nuovo valore.

La prossima fase di “restart” sarà graduale e le organizzazioni devono velocizzare la definizione delle proprie priorità, accelerando il processo di trasformazione in realtà ancora più collaborative, agili e flessibili, capaci di prevedere gli eventi e di essere più sicure. Nell’azienda post-lockdown l’agilità diventerà una capability critica per affrontare le dinamiche di mercati sempre più volatili; la capacità di anticipare le discontinuità e di rimodulare rapidamente le operations sarà l’imperativo da seguire per vincere le prossime sfide. I confini tradizionali delle imprese si estenderanno ulteriormente, e di conseguenza servirà sviluppare maggiore collaborazione ecosistemica per fornire risposte tempestive all’evolvere dei mercati. Centrale sarà la formazione e lo sviluppo di nuove competenze per garantire la capacità di adattamento delle persone. Il concetto di business continuity dovrà a sua volta evolvere per garantire sicurezza a tutti gli stakeholder e di questo scenario la tecnologia sarà il fattore abilitante. Nel “new normal” sarà infatti ancora più strategico disporre di strumenti innovativi, scalabili e con costi sostenibili per competere in mercati sempre più liquidi.

Sebbene ci troviamo in una situazione che non ha precedenti, siamo certi che l’accelerazione del cambiamento, finalmente gestita in chiave strategica, potrà costituire la nuova spina dorsale di diversi settori chiave e contribuire a rendere il nostro Sistema Paese più sostenibile e resiliente.

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