trimestrali

Generali migliora l’utile operativo, per A2A nei 9 mesi Mol in calo (-7%)

Per la compagnia assicurativa l'utile netto di gruppo invece cala a 1,297 miliardi (-40%) con svalutazioni e altri oneri. Il gruppo energetico vede in crescita del 5% gli investimenti, pari a 413 milioni di euro, rispetto ai 394 milioni del 2019

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(dpa Picture-Alliance/AFP)

Per la compagnia assicurativa l'utile netto di gruppo invece cala a 1,297 miliardi (-40%) con svalutazioni e altri oneri. Il gruppo energetico vede in crescita del 5% gli investimenti, pari a 413 milioni di euro, rispetto ai 394 milioni del 2019


11' di lettura

Generali nei 9 mesi utile operativo +2,3%, confermato il dividendo

Il cda di Generali ha approvato i conti dei nove mesi che vedono un risultato operativo in aumento a 4 miliardi (+2,3% e nella parte alta della forchetta del consensus), «per effetto dello sviluppo dei segmenti Danni e Asset Management» nonostante un impatto legato al Covid stimato in 125 milioni. L'utile netto di gruppo invece cala a 1,297 miliardi (-40%), «risentendo di 310 milioni di svalutazioni nette su investimenti derivanti dall'andamento dei mercati finanziari, di 183 milioni per Bsi» e per altri oneri di 173 milioni (fondo internazionale Covid e liability management). Al netto di quest'ultimi si attesterebbe a 1,629 miliardi (-13%). Migliora il Combined Ratio a 89,7% (-2,8 punti percentuale) mentre i premi lordi complessivi si attestano a 52 miliardi (+0,3%), con una raccolta Danni “resiliente” e un positivo andamento del segmento Vita (+0,4%). La Solvency si rafforza al 203% (in aumento di nove punti sul 2020). Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile della gestione Generali prevede che il risultato operativo continui a essere «resiliente nel 2020 sebbene in probabile flessione rispetto al 2019». Atteso in calo anche il risultato netto ma il gruppo resta focalizzato sull'esecuzione della strategia al 2021. Per quanto riguarda il capitolo dividendo, di cui restava da pagare nel 2020 una seconda tranche da 0,46 euro per azione, Generali in sostanza lo ha confermato («intende sottoporre all'assemblea degli azionisti anche la distribuzione della seconda tranche nel 2021») ma lo pagherà l'anno prossimo dopo la richiesta fatta da Ivass, che ha recepito a sua volta le raccomandazioni dell'Esrb sulle cedole a livello Ue.

A2A, margine operativo lordo dei 9 mesi (-7%)

A2A chiude i primi nove mesi dell'anno con un utile netto di pertinenza del gruppo pari a 219 milioni di euro, in diminuzione del 12,4% rispetto a quello registrato nel corrispondente periodo del 2019. I ricavi si sono attestati a 4,8 miliardi di euro, in diminuzione del 10,7% rispetto ai primi nove mesi dell'anno precedente. Sui risultati pesano gli effetti del lockdown provocato dalla pandemia da Covid e l'andamento del mercato energetico all'ingrosso a seguito sia dei minori prezzi dell'energia elettrica e del gas. In calo anche il margine operativo lordo che si attesta a 822 milioni di euro, in diminuzione di 64 milioni di euro rispetto ai primi nove mesi del 2019 (-7,2%). In crescita del 5% gli investimenti pari a 413 milioni di euro, rispetto ai 394 milioni del 2019. Per il 2020 il gruppo prevede «risultati allineati a quelli già riportati in sede di presentazione dei risultati al 30 Giugno 2020. Risulta molto complesso effettuare stime riferite ad un orizzonte temporale più esteso dei prossimi mesi». I risultati economico-finanziari «conseguiti in un contesto senza precedenti - ha commentato l’ad di A2A Renato Mazzoncini - confermano la solidità del gruppo e la sua resilienza. La contrazione è di fatto imputabile prevalentemente alla generazione fortemente penalizzata da uno scenario energetico molto debole il cui impatto è stato contenuto, oltre che dalla strutturale pluralità delle fonti di produzione, da una accorta attività di copertura realizzata nei mesi precedenti».

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Poste italiane, utile netto +10,3%

Poste Italiane chiude i risultati del terzo trimestre con «solidi risultati», sottolinea l'azienda: l'utile netto è pari a 353 milioni, +10,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. +0,8% i ricavi a 2,589 miliardi. L'impatto dell'emergenza Covid si evidenzia invece nei primi nove mesi dell'esercizio che registrano un utile netto in calo del 17,1% a 898 milioni con ricavi in calo del 5,2% a 7,67 miliardi. Il cda che ha anche deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo pari a 0,162 euro per azione in pagamento dal 25 novembre per un ammontare complessivo pari a circa 211 milioni. «Questo trimestre ha mostrato chiari segnali di ripresa, confermando la solidità del nostro business model in tutti i settori», commenta l'a.d. di Poste Italiane, Matteo Del Fante. «Il risultato operativo del terzo trimestre è cresciuto del 4,2%, al netto dei costi straordinari sostenuti per far fronte a questa emergenza imprevista, in aumento di un impressionante 10% anno su anno. Questo risultato è ancora più impressionante - sottolinea - se si tiene presente che il 2019 è stato un anno da record». «La nostra strategia -indica Del Fante - si è rivelata corretta e ci ha aiutato a superare con successo questo sfidante momento».

Gruppo Sol, il 2020 chiuderà in crescita

Il Gruppo Sol ha chiuso i primi 9 mesi del 2020 con ricavi in crescita del 5% a 708,3 milioni di euro. Tale risultato è da ascriversi sia all'andamento delle vendite in Italia, pari a 305,2 milioni di euro (+4,3%), sia a quelle realizzate all'estero, pari a 403,1 milioni di euro (+5,6%). Nel dettaglio, la Divisione Gas Tecnici ha realizzato un fatturato di 312,3 milioni di euro (+0,9%) e la Divisione dell'Assistenza Medicale a Domicilio, ove il Gruppo opera attraverso Vivisol, ha avuto vendite per 396 milioni di euro (+8,5%). «Valutiamo molto positivamente i risultati delle vendite realizzate al 30 settembre 2020 che confermano la capacità del Gruppo Sol di individuare nuove opportunità anche in una situazione economica molto difficile», ha affermato Marco Annoni, vice presidente di Sol Spa. «Per il 2020, compatibilmente con l'evoluzione della pandemia da Covid-19 e le relative restrizioni imposte, ci poniamo l'obbiettivo di realizzare una crescita delle vendite e della redditività, nonché di continuare nei programmi di investimento volti a sostenere lo sviluppo, la diversificazione e l'innovazione del Gruppo Sol», ha aggiunto Aldo Fumagalli Romario, presidente di Sol spa.

Cembre, in nove mesi utile netto -28,5%

Cembre, produttore di connettori elettrici e utensili per la loro installazione, nei primi nove mesi del 2020 ha messo a segno un risultato netto di 11,89 milioni di euro (in calo del 28,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso) e ricavi consolidati progressivi per 98,65 milioni (-10,6%), per effetto della pandemia di Covid-19. Come emerge dal resoconto intermedio di gestione approvato dal Cda, nei nove mesi l'Ebitda si è attestato a 24,11 milioni (-15,9%) e l'Ebit a 15,95 milioni (-25,4%), corrispondente a un margine del 16,2% sui ricavi delle vendite. Nel periodo sono stati effettuati investimenti in immobilizzazioni per 5,3 milioni. Per quanto riguarda il terzo trimestre, il risultato netto è stato di 4,29 milioni (+0,9%), i ricavi pari a 33,99 milioni (+1,7%), l'Ebitda di 8,53 milioni (+10,1%) e l'Ebitd di 5,75 milioni (+10,4%). La società ha inoltre segnalato che, al 31 ottobre, il fatturato consolidato dei primi 10 mesi diminuisce del 9,2% e la posizione finanziaria si conferma positiva per 6,1 milioni. I risultati dei primi nove mesi «sono stati fortemente penalizzati dagli effetti dell'epidemia Covid-19, tuttavia nel solo terzo trimestre abbiamo assistito a un lieve recupero», ha detto l'Ad di Cembre, Giovanni Rosani, sottolineando che in ottobre si è »visto un andamento migliore di quello di ottobre 2019, portando la riduzione dei ricavi progressivi del gruppo al 9,2%». In ogni caso, nonostante il recupero del terzo trimestre e di ottobre, «si stima che il gruppo Cembre nell'esercizio 2020 subirà una contrazione dei ricavi, con conseguente contrazione dei margini reddituali», ha detto Rosani.

Azimut, l’utile cala a 230 milioni. Terzo trimestre in crescita

Azimut Holding ha riportato un utile netto di 230,2 milioni di euro nei primi 9 mesi del 2020 (da 246,5mln del 2019) su ricavi consolidati per 728,5 milioni (da 724,3). E' quanto si legge in una nota della società di gestione del risparmio. Il risultato operativo del periodo è positivo per 291,5 milioni, in crescita da 279,5 milioni. Numeri tutti in crescita nel terzo trimestre chiuso con un utile netto di 87,1 milioni di euro (da 75,5). La posizione finanziaria netta consolidata a fine settembre 2020 risultava negativa per circa 76 milioni, in miglioramento rispetto ai -84 milioni di fine giugno 2020. «Il contesto complesso e incerto non ha frenato la crescita del nostro gruppo che ha saputo conseguire nei 9 mesi solidi risultati, proiettandoci verso il raggiungimento dell'obiettivo di 300 milioni di euro di utile netto per il 2020, in linea con le previsioni fatte ad inizio anno e confermate anche durante la pandemia», ha commentato il presidente Pietro Giuliani.

Reply resiliente, in crescita ricavi e utile nei 9 mesi

Reply ha chiuso i primi 9 mesi del 2020 con un fatturato consolidato in crescita del 4,9% a 908,3 milioni di euro. L'Ebitda è stato di 141,1 milioni di euro (+3,6%), e l'ebit di 114,4 milioni (+5,3%). L'utile ante imposte del periodo è stato di 113,8 milioni di euro (+5,6% rispetto ai 107,7 milioni dello stesso periodo del 2019). Positivo anche l'andamento del terzo trimestre dell'anno, con un fatturato consolidato pari a 293,1 milioni di euro (+0,2%), Ebitda di 50,9 milioni, ebit di 40,2 milioni e utile ante imposte di 38,6 milioni. La posizione finanziaria netta del Gruppo al 30 settembre 2020 è positiva per 135,6 milioni di euro, contro i 122,6 milioni al 30 giugno 2020. «Reply nei primi nove mesi del 2020, malgrado le difficoltà legate agli effetti dei vari lockdown è stata in grado di raggiungere risultati positivi, sia in termini di fatturato che di marginalità; anche il terzo trimestre è stato caratterizzato da un andamento in crescita», ha dichiarato Mario Rizzante, presidente di Reply. «Questo ci ha consentito di proseguire nel nostro percorso di sviluppo, sia ampliando l'offerta Reply in Nord America e in Europa, sia investendo in nuove competenze, in particolare negli ambiti del cloud, delle applicazioni di intelligenza artificiale, dei veicoli connessi e delle soluzioni a supporto della digitalizzazione e automazione dei principali processi aziendali», ha aggiunto Rizzante.

Per d’Amico utile netto di 15,4 milioni nei primi nove mesi

Nei primi nove mesi del 2020, d'Amico International Shipping ha generato un utile netto di 15,4 milioni di dollari, rispetto ad una perdita netta di 32,5 milioni di dollari registrata nello stesso periodo dello scorso anno. Esclusi alcuni effetti non ricorrenti da entrambi i periodi, il risultato netto rettificato è stato di 26,1 milioni di dollari per i primi nove mesi del 2020 -15,1 milioni nello stesso periodo dello scorso anno, pari ad un incremento di 41,4 milioni anno su anno. Sono i principali risultati conseguiti da d'Amico International Shipping nei primi nove mesi del 2020. Nel terzo trimestre del 2020, invece, DIS ha registrato un Risultato netto negativo per di US$ 1,7 milioni di dollari, che si confronta con una perdita netta di 8,2 milioni nel terzo trimestre 2019 ed un risultato netto rettificato di -0,4 milioni, rispetto ai -5,9 milioninello stesso trimestre dell'anno scorso. Per Paolo d'Amico, presidente e amministratore delegato di d'Amico International Shipping «il rilevante miglioramento registrato rispetto allo scorso anno è dovuto principalmente ad un mercato dei noli molto più forte, soprattutto nel corso della prima metà del 2020». Carlo Balestra di Mottola, cfo della DIS ha spiegato che nel terzo trimestre del 2020, d'Amico ha «dovuto affrontare un mercato delle product tanker molto più debole rispetto alla prima parte dell'anno. Tuttavia, grazie al bassobreakeven di DIS e alla nostra prudente strategia commerciale, siamo stati in grado chiudere il Q3 2020con un risultato netto rettificato sostanzialmente in pareggio», mentre l'Ebitda è stato pari a 103,4 milioni di dollari nei primi 9 mesi dell'anno, che si confronta con i 69,3 milioni registrati nello stesso periodo del 2019.

Equita, +56% l’utile netto nei primi nove mesi

Equita Group ha chiuso i primi nove mesi del 2020 con ricavi netti consolidati in crescita rispetto allo stesso periodo dell‘anno precedente (+25%) a 47,7 milioni di euro. I ricavi netti da attività rivolte ai clienti sono cresciuti del 36% a 48,5 milioni. Il Global Markets, che include le linee di business Sales & Trading, le attività Client Driven Trading & Market Making e il Trading Direzionale, ha visto i propri ricavi crescere 24,8 milioni (+1%). I ricavi del Sales & Trading, al netto delle commissioni passive e degli interessi, sono saliti del 5% a 16,9 milioni nel 2020. L'utile netto consolidato di pertinenza del gruppo, pari 8,8 milioni è cresciuto del 56% rispetto all'anno precedente, guidato dalla crescita dell'area Investment Banking e dal contributo di Equita K Finance (consolidata dal 14 luglio 2020). «Il cda, in considerazione del risultato già conseguito nei primi nove mesi, di quello atteso per il quarto trimestre e degli utili non distribuiti negli ultimi tre anni (pari a circa 3,9 milioni), conferma dunque, in assenza di eventi particolarmente negativi per il mercato, la propria intenzione di proporre all'assemblea la distribuzione di un dividendo compreso tra 0,18 e 0,20 euro per azione, in linea con quanto annunciato a settembre 2020», è scritto nella nota. Tale dividendo rappresenta, ad oggi, un dividend yield superiore all'8%.L'ad di Equita, Andrea Vismara, ha commentato: «In questi primi nove mesi il gruppo è cresciuto significativamente, sia in termini di ricavi (+25%) che di utile netto (+56%), grazie anche al contributo dell'acquisizione di Equita K Finance. Tale risultato, raggiunto in un contesto di mercato sfidante, ci rende particolarmente soddisfatti del lavoro di diversificazione fatto fino ad oggi e ci spinge a prepararci al meglio per il futuro, continuando ad investire in iniziative ad alto valore aggiunto».

Banca Finnat, utile netto in crescita del 17% sul 2019

Utile netto di 4,2 milioni per il gruppo Banca Finnat nei nove mesi dell'esercizio, con un incremento del 16,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il margine d'intermediazione cala a 48,8 milioni dai 52,1 milioni a fine settembre 2019. Un decremento che viene attribuito dal gruppo ad un calo delle commissioni nette da 38,7 a 34,9 milioni anche a seguito del conferimento di un ramo d'azienda da parte di InvestiRe a Redo Sgr (housing sociale). Le masse totali del gruppo che fa capo alla famiglia Nattino si attestano a 14,8 miliardi, in diminuzione di quasi il 13% rispetto alla fine del 2019 per effetto della «significativa correzione subita dai mercati», a livello globale, nel corso del primo semestre dell'anno per effetto della pandemia da Covid-19. I costi operativi calano a 37,3 milioni (38,7). A livello patrimoniale il gruppo Banca Finnat mostra un Cet1 consolidato del 33% in crescita dal 31,6% a fine 2019. Il gruppo stima per quest'anno «un risultato consolidato comunque positivo e superiore» a quello del 2019 (pari a 434mila euro, ndr). Gli impatti derivanti dal Covid-19 sul risultato atteso per il 2020 «potrebbero riscontrarsi, come già rilevato nel risultato dei primi nove mesi, relativamente ai maggiori accantonamenti previsti a fronte dell'incremento del rischio di credito delle attività finanziarie».

Monrif, in nove mesi ricavi a 106,5 milioni (-17%)

Via libera del cda di Monrif ai conti dei primi nove mesi del 2020 chiusi con una perdita di 8 milioni di euro, che si confronta con il rosso di 3,8 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso. Lo comunica il gruppo in una nota in cui si precisa che il risultato netto delle sole attività in funzionamento evidenzia una perdita di 7,8 milioni (rispetto la perdita di 5,2 milioni conseguita nell'analogo periodo 2019). I ricavi consolidati calano a 106,5 milioni da 128,4 milioni (-17%). Tra questi, i ricavi pubblicitari totali, pari a 30,2 milioni, sono in calo del 14,9%. Nel dettaglio, la raccolta nazionale sui quotidiani del gruppo evidenzia un decremento del 6,5% mentre la raccolta locale diminuisce del 19,8%. I ricavi per servizi alberghieri sono stati pari a 3,5 milioni con una riduzione di oltre il 75%, visto che “in corrispondenza del diffondersi del virus Covid-19, il settore alberghiero è stato particolarmente colpito dagli effetti provocati dallo stesso, che ha reso impossibile il normale svolgimento dell'attività”. Il costo del lavoro, pari a 42,8 milioni, diminuisce di 7,5 milioni (-14,9%) sia per l'effetto strutturale derivante dal prepensionamento di 85 dipendenti, sia per le misure temporanee (solidarietà, cassa Covid, Fis) «attuate per fare fronte alla riduzione delle attività derivanti dalla emergenza sanitaria». Il margine operativo lordo consolidato scende a 3,9 milioni (contro 5,9 milioni). La posizione finanziaria netta del gruppo Monrif, infine, è pari a 92,4 milioni (47,9 milioni escludendo gli effetti dell'Ifrs 16) contro 93,6 milioni di fine 2019.

Cairo Communication, ricavi in calo del 23,5% a 911 milioni

Via libera del cda di Cairo Communication ai conti dei primi nove mesi dell'anno chiusi con un risultato in rosso per 11,4 milioni di euro, che si confronta con l'utile di 23,5 milioni nello stesso periodo del 2019. Lo comunica il gruppo editoriale in una nota. I ricavi calano a 697,1 milioni da 911,2 milioni (-23,5%) mentre l'ebtida scende a 36,2 milioni (da 119,0 milioni). Nel solo terzo trimestre il gruppo ha invece conseguito un calo dei ricavi consolidati a 238,5 milioni rispetto ai 265,1 milioni dello stesso trimestre 2019. Nel periodo luglio-settembre 2020 il gruppo Cairo è tornato in utile per 1,3 milioni (rispetto alla perdita di 0,7 milioni registrata nel terzo trimestre dell'anno prima). L'indebitamento finanziario netto consolidato al 30 settembre risulta pari a circa 99,9 milioni (contro 134,6 milioni a fine dicembre 2019) ed è riferibile a Rcs per 106 milioni (contro 131,8 milioni). Quanto al futuro, «in assenza di un inasprimento delle misure per il contenimento del contagio, prolungamento della loro durata, o significativo ampliamento delle regioni classificate nelle più alte fasce di rischio, il gruppo ritiene che sia possibile confermare l'obiettivo di conseguire nel secondo semestre 2020 livelli di margini (ebitda) in linea con quelli realizzati nel pari periodo 2019».

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