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Poste, ricavi e utili in flessione. Nel primo trimestre 2mila assunzioni

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Tengono i risultati di Poste Italianenel primo trimestre di quest'anno nonostante il Pil in quel periodo avesse segnato un tassi di crescita negativo. La società guidata dall’amministratore delegato Matteo Del Fante ha approvato i conti al 31 marzo che evidenziano ricavi e utile in flessione, ma per il venir meno delle partite straordinarie che invece avevano caratterizzato lo stesso periodo del 2017. I ricavi sono stati pari a 2,842 miliardi (-1,5% rispetto al primo trimestre 2018); il dato depurato mostra invece un aumento del 3,5%, a 2,569 miliardi con «un miglioramento - spiega la nota di Poste - della qualità dei ricavi e una ridotta dipendenza dalle plusvalenze».

Le plusvalenza sono relative alla cessione dei titoli di Stato, i cui proventi hanno contribuito negli anni passati a sostenere i conti del Bancoposta. L'utile netto risulta in flessione del 9,5%, a quota 439 milioni; il risultato netto normalizzato è pari a 231 milioni, con aumento del 5,3 per cento rispetto al primo trimestre del 2107. La Borsa sembra, però, non aver apprezzato i risultati: il titolo in apertura ha ceduto oltre il 3 per cento, il peggiore del listino, per chiudere con una flessione del 3,16 per cento. Anche le altre voci del conto economico evidenziano lo stesso trend: il risultato operativo si erode del 12,2%, a quota 617 milioni, mentre il numero normalizzato segna un aumento del 6 per cento, passando da 331 a 351 milioni.

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La raccolta complessiva ammonta a 525 miliardi di euro (+11 miliardi rispetto a dicembre 2018) grazie all'andamento positivo della performance del mercato e all'incremento della raccolta netta su tutti i prodotti; i depositi sono in aumento di 6,6 miliardi, anche per l'effetto stagionale dei depositi su conti della Pubblica Amministrazione; il settore assicurativo segna un rialzo di 1,5 miliardi grazie mentre i fondi di investimento registrano un aumento di 0,2 miliardi.

Il costo del lavoro e le assunzioni
I costi operativi registrano un aumento del 2 per cento, a 2,22 miliardi, con un aumento del costo del lavoro che è mitigato dalla riduzione del numero dei dipendenti. Nel primo trimestre Poste Italiane ha realizzato 2.000 assunzioni. Ma si tratta di numeri in linea col piano quinquennale da 10mila assunzioni annunciato dal gruppo in occasione della presentazione del piano strategico “Deliver 2022”. In realtà i duemila nuovi assunti annunciati oggi con la trimestrale non fotografano esattamente le assunzioni avvenute nei primi tre mesi del 2019 visto che sono conteggiate come se fossero una media in modo da spalmarle nel periodo. In tutto il 2019 il piano prevede 5.600 assunzioni, a fronte di 3.650 esodi volontari.

Le assunzioni, come ha sottolineato Del Fante, riguardano «le aree strategiche, come il recapito nell'ultimo miglio e il customer relationship management» e «specialisti digitali per realizzare il piano Deliver 2022».

Resta fermo dunque il target di 10mila nuovi innesti entro il 2022. Circa il 50% è previsto venga inserito in ambito finanziario ed assicurativo in azienda. La restante parte delle assunzioni riguarderà professionisti qualificati in vari ambiti.


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