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Poste scivola in Borsa tra pressioni sui BTp e le novità del tax credit

A pesare sul titolo le recenti modifiche al Superbonus e il rialzo dei rendimenti sui Titoli di Stato dopo il cambio di rotta della Bce

di Enrico Miele

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta da dimenticare a Piazza Affari per Poste Italiane con le azioni scambiate sotto 11,3 euro l'una. Alto anche il numero gli scambi sul titolo: verso metà seduta sono già passati di mano oltre 2,3 milioni di pezzi contro una media a seduta di 1,9 nell’ultimo mese. Le vendite arrivano mentre salgono le pressioni sui rendimenti del Btp in seguito al cambio di rotta della Bce e della sua presidente Christine Lagarde che, per la prima volta, non ha escluso un ritocco dei tassi entro il 2022. Questo mentre Francoforte si avvia a ridurre il suo programma di acquisto titoli, con conseguente risalita degli spread.

Titolo stretto tra BTp e novità su crediti fiscali

Ma a pesare sul titolo sono anche le indiscrezioni di stampa, riportate dal Il Messaggero, secondo le quali Poste e Cdp avrebbero deciso di interrompere le operazioni legate al Superbonus, sospendendo l’acquisto dei crediti fiscali legati agli incentivi edilizi a causa delle inchieste sulle presunte frodi (e l’ambito in cui si sarebbero verificate più truffe è quello delle "cessioni multiple" dei crediti). Da qui la decisione degli analisti di Equita sul titolo Poste, dove mantengono “buy” con target price a 14 euro: «Riduciamo – scrive il broker – il peso in portafoglio di 50 punti base in quanto il recente aumento del BTp swap spread riduce la visibilità sul valore netto attualizzato dei capital gains e, inoltre, la nuova normativa introdotta dal governo riduce la visibilità sullo sviluppo del business tax credit». Il riferimento è al decreto legge Sostegni-ter che sul fronte dei bonus edilizi ha bloccato le cessioni dei crediti d’imposta successive alla prima, comportando un rallentamento delle procedure.

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Mediobanca: «Non preoccupati da rallentamento»

Gli analisti di Mediobanca Securities, che sul titolo hanno un giudizio “outperform”, si dicono «non particolarmente preoccupati per un rallentamento del gettito» sul fronte dei crediti d'imposta. «Prima di tutto - scrivono - crediamo che Poste abbia chiuso il 2021 ben al di sopra della guidance di 6 miliardi di euro. Allo stesso modo, crediamo che la società deciderà finalmente di porre fine all'acquisto di crediti derivanti da cessioni multiple ma continuerà ad acquistare crediti da clienti retail. Pertanto, ci aspettiamo che la società raggiunga comunque abbastanza rapidamente il suo tetto di 10 miliardi di euro».

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