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Poste soffre in Borsa, spedizioni sotto pressione dopo l'allarme utili di Fedex

Il profit warning del colosso americano, accompagnato da un programma di riduzione dei costi e di chiusura di sedi, ha innescato forti vendite sul settore nel Vecchio Continente. Ko anche Deutsche Post e Royal Mail

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il profit warning del colosso americano delle spedizioni Fedex, accompagnato da un programma di riduzione dei costi e di chiusura di sedi, ha innescato forti vendite in Borsa sul settore anche nel Vecchio Continente contribuendo al ko di Deutsche Post a Francoforte, a quello di Royal Mail a Londra e di Poste Italiane a Milano. Sui titoli pesano anche altri fattori: se in generale è una giornata negativa per i listini, su Deutsche Post c'è da registrare anche il taglio di target price da parte degli analisti di JpMorgan (52,5 da 58 euro ma con giudizio "overweight"), mentre il gruppo inglese paga da giorni il braccio di ferro con i dipendenti che hanno in programma due giorni di sciopero (30 settembre-1 ottobre) per chiedere aumenti salariali.

Il caso Fedex piega il comparto, previsto trim deludente

Ma è il caso Fedex a contribuire al malumore del comparto. Le azioni del gruppo Usa hanno perso quasi il 17% in Atfer-Hours a Wall Street dopo la previsione di risultati trimestrali deludenti e la decisione di chiudere diversi uffici operativi (90) e 5 sedi aziendali lasciando a terra anche alcuni aerei cargo. Per il trimestre chiuso ad agosto Fedex si aspetta ora 23,2 miliardi di dollari di ricavi e utili per azione a 3,44 dollari a fronte delle previsioni degli analisti di 23,6 miliardi di ricavi e 5,14 dollari per azione di profitti. Anche le previsioni per il trimestre in corso sono inferiori alle attese con ricavi tra 23,5 e 24 miliardi e utili per azione almeno di 2,75 dollari. La società ha chiamato in causa l'indebolimento dei volumi di consegna nelle ultime settimane sottolineando sia la forte contrazione dell'Asia sia il contesto più sfidante in Europa e ha annullato la guidance per l'intero esercizio corrente diffusa in estate.

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