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Potenza e il dominio di Adorni nel Giro del 1965


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2' di lettura

Corse nell’epoca di Felice Gimondi ed Eddy Merckx, due dei più grandi campioni del ciclismo moderno, ma si tolse comunque le sue belle soddisfazioni, tra cui il Giro d’Italia nel 1965. Vittorio Adorni vinse con distacchi da orologio a cucù: oltre 11 minuti su Italo Zilioli e 13 minuti sullo stesso Gimondi. E iniziò a costruire il proprio trionfo già dalle prime tappe, in particolare dalla sesta, 161 km con varie salite dell’Appenino Meridionale tra Avellino e Potenza, in cui il corridore originario di San Lazzaro Parmense vinse per distacco davanti a Franco Bitossi “Cuore Matto”, conquistando anche la maglia rosa.

Adorni si sarebbe ripetuto il giorno dopo vincendo a Maratea per poi perdere la maglia rosa a Catanzaro: se la sarebbe ripresa alcuni giorni dopo dominando la cronometro di 50 km tra Catania e Taormina per non mollarla più fino alla fine e impreziosendola con la vittoria nella frazione alpina di Madesimo.

L’altra grande vittoria di Adorni, ciclista molto intelligente (oltre che forte) tanto che è rimasto nell’ambiente come dirigente e come commentatore televisivo prima con Sergio Zavoli e poi con Adriano De Zan, arrivò tre anni dopo nel Mondiale corso praticamente in casa sul circuito di Imola e in cui trionfò con quasi 10 minuti sul secondo attaccando, a sorpresa, a 90 km dalla fine.
Avrebbe potuto vincere di più, ovviamente, se non si fosse imbattuto in Gimondi e Merckx, che avrebbero conquistato otto (tre il primo, cinque il secondo) degli 11 Giri d’Italia successivi. Adorni in ogni caso è arrivato altre due volte sul podio della corsa rosa ma – come detto – nella propria carriera può dire di aver vissuto due gioie sportive enormi: il Giro del 1965 e il Mondiale dominato nel 1968.

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