quando il business nasce dall’amicizia

Poupine, la gonna in tartan segno distintivo di femminilità

Il monoprodotto di successo, declinato scozzese o a righe in colori accesi, getta le basi per una «community» tutta la femminile

di Paola Dezza

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Il monoprodotto di successo, declinato scozzese o a righe in colori accesi, getta le basi per una «community» tutta la femminile


2' di lettura

La gonna al centro di una collaborazione nata da un’amicizia. La ricerca della femminilità attraverso gli abiti, da portare in ogni occasione, anche se si sta a casa costrette allo smart working. È questa la filosofia che ha guidato Francesca Romana Paciaroni e Francesca Petaccia a creare Poupine, brand di abbigliamento dedicato a una donna elegante e dinamica.
Le fondatrici si conoscono a causa della leucemia che ha colpito Francesca Romana, da qui il legame diventa più solido quando si scoprono vicine di casa a Francavilla al mare.

«Ho vissuto la mia malattia anche sui sociale - dice Francesca Romana -, grazie all’aiuto di mio fratello. Anche quando abbiamo cercato un donatore di sangue. Francesca - all’epoca non ci conoscevamo - si è precipitata in ospedale, ma era appena arrivata da gli Usa e dopo un lungo volo non si può donare. Non si è data per vinta, ci siamo sentite ed è nata così la nostra amicizia».

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«Un giorno ci siamo chieste cosa mancava nel nostro armadio - dicono le due socie - e la risposta è stata proprio la gonna, capo femminile per eccellenza. Abbiamo voluto farne il centro del nostro guardaroba».

L’avventura nata per gioco diventa un business di successo partendo da un tessuto distintivo, quel tartan natalizio che è diventato la loro cifra. «A fine 2018 abbiamo prodotto gonne lunghe in tartan - dicono -, il capo è piaciuto ed è diventato virale grazie ai social. Abbiamo scelto di essere identificate dal monoprodotto e poi proprio dal tartan e in un secondo momento dal tessuto a righe. Ogni collezione è composta dai nostri pezzi iconici, ma viene incrementata da nuovi modelli e stampe diverse». Sono due le collezioni durante l’anno, ma sono state realizzate anche capsule collection in collaborazione con un marchio di costumi. L’idea è di replicare questa esperienza».

Molte clienti hanno ritrovato la propria femminilità con la gonna, un capo meno sfruttato di altri, e confidano di vestirsi così anche per stare a casa durante il lockdown davanti al Pc. «La nostra storia ha raccolto tanto pubblico femminile che si è identificato in noi, donne che stavano superando anche delle malattie» racconta Francesca Romana, che sottolinea che la scelta di puntare su colori molto accesi sia stata dettata dal desiderio di infondere e trovare energia.

La produzione è affidata a una sarta che realizza i capi in maniera sartoriale, rigorosamente con stoffe «made in Italy». I modelli spaziano dalla longuette alla gonna lunghissima, spaziando tra balze, asimmetrie e sovrapposizioni.

La gonna nel tempo è stata affiancata da altri prodotti. «Cerchiamo sempre di aggiungere qualche pezzo ogni anno - raccontano le intervistate -. Abbiamo introdotto pantaloni molto ampi, quasi simili alla gonna, sempre in tartan. Quest’anno ne abbiamo ridotto l’ampiezza. Non solo. Abbiamo disegnato anche delle bluse per l’estate».

L’attenzione è alla donna, ma anche ad alleviarne la solitudine. «La pandemia ha creato situazioni difficili, sacche di solitudine - dicono - per questo abbiamo lanciato l’hastag #chezpoupine che coinvolga le nostre clienti. Cerchiamo di creare una sorta di community, come catena solidale». Poupine ha destinato anche il fatturato di marzo e aprile 2020 allo Spallanzani.

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