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Povera Italia che non sa più vincere. La sfida con l’Ucraina è già uno spareggio per l’Europeo

Il mediocre pareggio (1-1) con la Macedonia a Skopje ci obbligherà, se vogliamo andare agli Europei, a vincere domani a San Siro contro l'Ucraina

di Dario Ceccarelli

(LAPRESSE)

4' di lettura

Ma cosa dobbiamo fare con questa (non) benedetta Nazionale? Rassegnarci una volta per tutte? Tirarci sopra un rigo e non pensarci più? Come per quegli amori senza speranza che, a riprovarci, fanno più male che bene?

Non è facile, dopo tante delusioni, giudicare con serenità il mediocre pareggio (1-1) con la Macedonia a Skopje che ora ci obbligherà, se vogliamo andare agli Europei, a vincere domani a San Siro contro l'Ucraina. Un'Ucraina peraltro tosta e combattiva che sabato ha fatto paura all'Inghilterra costringendola al pareggio (1-1). Non si sa più come prenderla questa Nazionale. Viene voglia di non pensarci più. Di dire: c'eravamo tanti amati, ma ora basta, pensiamo ad altro...

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Qualcuno parla di maledizione, di sortilegio. Altri di incubo o di sfiga che ci vede benissimo quando incrociamo la Macedonia, diventata un nostro tabù esistenziale, un nuova Corea del Nord che s'aggira per l'Europa per farci lo sgambetto quando già stiamo cadendo da soli. Ma poi uno si ricorda che il calcio macedone è travolto da una crisi devastante. Che tra l'Italia e la Macedonia nel ranking ci sono 60 posizioni di differenza.

E allora? Come è possibile che dopo aver segnato un golletto con Immobile (quasi in lacrime alla fine) e aver preso un palo con Tonali, ci facciamo schiacciare da una squadra non certo irresistibile? Va bene: il terreno di gioco era disastroso; va bene, Spalletti ha avuto solo cinque giorni per preparare la partita arrivando a questa sfida nel peggior dei modi possibili; e poi gli infortuni, eccetera eccetera. Tutte attenuanti che ci stanno, ma alla fine siamo sempre lì: a soffrire come dannati con squadre senza storia.

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Donnarumma, sotto accusa. Ex super eroe a rischio

Per scacciare un sospetto - che il nostro calcio sia in caduta libera in qualità e motivazioni - si cercano dei capri espiatori. Il primo, bersagliato dai social, è Gigi Donnarumma, non esente da colpe sulla punizione del pareggio dei macedoni. Una volta, due anni fa in Inghilterra, Donnarumma era un super eroe che, con le sue prodezze, ci aveva fatto vincere l'Europeo. Ora, non più decisivo, è sotto scacco. Soprattutto in una squadra, come l'Italia con mille paure e una crisi di sfiducia senza precedenti. E così il tiro al bersaglio su Donnarumma diventa un ottimo diversivo per scacciare altri cattivi pensieri. Uno imminente è che la sfida con l'Ucraina - quasi uno spartiacque decisivo - verrà giocata a San Siro. Con i tifosi milanisti che certo non accoglieranno il loro ex numero uno con fiori e tappeti rossi. E questo sarà un problema nel problema. Perché domani all'Italia non è permesso sbagliare.

E se non abbiamo più il talento, si metta almeno il cuore, le gambe, la volontà. Quello che ci manca infatti è soprattutto la sana determinazione dei poveri, la voglia matta di superare l'ostacolo. Per questo il pareggio con la Macedonia ci ha fatto male.
Perchè una vittoria andava portata a casa a tutti i costi. Invece niente, solo un arretramento mediocre, perfino un po' supponente

Azzurri: più crisi di testa che di gambe

Gli altri capri espiatori sono gli allenatori. Di Mancini è già stato detto tutto, ma ora basta. Mancini è andato in Arabia, dove avrà anche i suoi problemi vista la prima sconfitta in uno stadio deserto con il Costarica. Diciamo che Mancini, fiutata la mal parata, ha fatto come il Re in Italia dopo l'8 settembre. Se l'è filata per evitare altri guai. Comunque, quello di Mancini, è un capitolo chiuso. Bisogna guardare avanti ma senza fare subito le pulci a Spalletti il cui unico torto è quello di aver preso un'Italia ancora in terapia intensiva. Qualcuno già fa notare che nella ripresa il nuovo c.t.avrebbe potuto mettere subito delle forze fresche vedendo il precoce calo degli azzurri.

Mah, non abbiamo la controprova. Resta un dubbio: possibile che giocatori di questo livello, dopo 45 minuti con la Macedonia, siano già fisicamente allo sbando? Non è accettabile, diciamo la verità. Il problema semmai è di testa. E qui le cose si complicano. I muscoli si possono guarire, la testa è più complicato. E questo gruppo di azzurri sembra proprio bloccato mentalmente. Un down da autoanalisi collettivo. Ma con l'Ucraina non possiamo permettercelo. Anche perchè avendo i nostri avversari i problemi ben più importanti che sappiamo, faranno il possibile e l'impossibile per onorare la partita.

San Siro: prima la nazionale poi il derby milanese

Insomma, siamo già a uno spareggio. Un altro snodo da dentro o fuori. Un vizio assurdo dal quale non riusciamo a uscire. Se vogliamo davvero andare ai prossimi europei, per cancellare la macchia di essere rimasti fuori da due mondiali, sarà ora di svegliarci, di ritrovare quella fiammella d'orgoglio che una nazionale come la nostra dovrebbe avere incisa nel suo Dna. Purtroppo a furia di riempirci di stranieri, il nostro livello qualitativo sta scendendo sempre più rapidamente. Questi sono i giocatori che abbiamo.

Guardiamo il prossimo derby di Milano tra Inter e Milan che si giocherà il 16 settembre. Sfida intrigante, attesissima, tra due squadra in vetta alla classifica che puntano alla seconda stella. Ma vogliamo contare gli italiani che giocheranno nel derby? Anche se l'Inter ne ha qualcuno in più, meglio non farlo perché viene la malinconia. Si dirà che questo è il calcio del futuro. Bene, però poi non lamentiamoci se la Nazionale dopo aver saltato due Mondiali consecutivi, rischia di essere esclusa anche dall'Europeo (dopo averlo vinto).

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