rapporto “save the children”

Povertà educativa e dispersione scolastica, Italia in ritardo sulla Ue


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3' di lettura

Con il 24,5% dei nuclei familiari sotto la soglia di povertà (dati 2014, erano il 18,7% nel 2008), la povertà in Italia è una realtà in crescita, e le misure per combatterla sono una delle priorità dell'agenda politica, che ha appena visto il varo - dopo un lungo iter parlamentare - della legge delega per la lotta alla povertà. Il problema, già grave, diventa gravissimo visto dalla parte dei bambini: oggi, i minori in povertà assoluta sono oltre 1,1 milioni, numero quasi triplicato negli ultimi 10 anni. Una situazione che pregiudica il futuro, rispecchiandosi nelle statistiche dell'abbandono scolastico, migliorate negli ultimi anni ma ancora lontane dal resto dell'Europa. È il quadro che emerge dal nuovo rapporto sulla povertà educativa in Italia di Save the Children, presentato oggi in occasione del rilancio della campagna per il contrasto alla povertà educativa.

Dispersione scolastica, Italia indietro rispetto alla media Ue
Dal dossier emerge che la percentuale di minori in povertà assoluta è passata dal 3,9% della popolazione di riferimento nel 2005 al 10,9% nel 2015, mentre è raddoppiata quella di minori in povertà relativa (parametro che esprime le difficoltà economiche nella fruizione di beni e servizi). Sul fronte scolastico, il Rapporto Save the children registra in positivo dimezzamento del numero di ragazzi che abbandona anzitempo la scuola (si è passati dal 38% del 1992 al 15% del 2015), anche se l'Italia rimane indietro rispetto agli altri Paesi Ue (la cui media è dell'11%) posizionandosi al quartultimo posto nella classifica dei paesi per early school leavers, seguita soltanto da Romania (19%), Spagna e Malta (a parimerito con il 20%).

La povertà educativa a scuola
Ad allarmare è anche il quadro di dettaglio delineato dal Rapporto, con riferimento in particolare agli anni della crisi economica, che evidenzia carenze e ritardi rispetto agli standard europei soprattutto nel Meridione. Nonostante la percentuale di studenti che non raggiungono le competenze minime in matematica sia scesa di 10 punti percentuali (dal 33% del 2006 al 23% del 2015), il trend positivo si è arrestato negli ultimi sei anni. Il numero di ragazzi che non partecipano ad attività culturali, ricreative e sportive è invece aumentata di 6 punti percentuali dal 2010 al 2013 (passando dal 59% al 65%), attestandosi attualmente al 60%. E ancora: solo la metà degli alunni italiani usufruisce della mensa scolastica, con un picco negativo in Calabria, Campania, Molise e soprattutto Sicilia. Poco più di un bambino su 10 riesce ad andare al nido. Quanto al tempo pieno, questo è assente nel 68% delle classi nella scuola primaria e nell'85% nella secondaria: Basilicata, Lazio e Lombardia sono le Regioni dove è più presente nelle scuole primarie (Molise e Sicilia i fanalini di coda), mentre per quanto riguarda le secondarie di primo grado la maglia nera spetta al Molise, seguito dall'Emilia Romagna; spicca anche in questo caso il primato della Basilicata dove il tempo pieno è presente in una classe secondaria su tre.

Petizione on line per approvare le norme antidispersione
Save the Children lancia oggi una petizione per chiedere al Governo e al Parlamento di sbloccare, prima della scadenza della legislatura, alcuni provvedimenti fondamentali che garantiscano a tutti i bambini l'accesso al nido e a un sistema di mense scolastiche uguale per tutti e l'attuazione immediata del piano di contrasto alla povertà varato di recente dal Parlamento. L'organizzazione rilancia poi la campagna “Illuminiamo il futuro”: una settimana di mobilitazione, dal 3 al 9 aprile, con oltre 650 iniziative in tutta Italia.

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