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Powell cauto sui segnali di ripresa, allarme per danni protratti

Nell’audizione semestrale al Congresso il chairman della Federal Reserve insiste sul sostegno d’emergenza all’attività economica e all’occupazione

di Marco Valsania

Fed: "Tassi zero fino a che l'economia non supera il coronavirus"

Nell’audizione semestrale al Congresso il chairman della Federal Reserve insiste sul sostegno d’emergenza all’attività economica e all’occupazione


3' di lettura

Jerome Powell, davanti a segnali di miglioramento in arrivo dall'economia in crisi, mette in guardia da troppi ottimismi e lancia un nuovo monito sul rischio di protratti danni in assenza di risposte adeguate. Su tempi e forza di un recupero aleggia «una significativa incertezza», ha avvertito senza mezzi termini e senza riguardo per le possibili euforie di Wall Street il chairman della Federal Reserve.

Nella sua testimonianza semestrale al Congresso, Powell ha citato i recenti dati che suggeriscono una stabilizzazione frutto di un'economia che sta riaprendo, ultimo un incremento record che ha sfiorato il 18% nelle vendite al dettaglio a maggio che ha dato spinta alla Borsa. Ma ha affermato che attività e occupazione, con 25 milioni di americani tuttora «dislocati» dal lavoro, «rimangono nettamente sotto i livelli pre-pandemia». Che «finchè il pubblico non avrà fiducia nel contenimento della malattia, una piena ripresa è improbabile». Che il calo del Pil nel secondo trimestre potrebbe essere «il più severo di sempre».

Rischio di danni permanenti

Soprattutto, nel perorare la causa di continui soccorsi federali all'economia, Powell ha denunciato che «più la crisi si protrae, più è grande il potenziale d'un impatto di lungo termine da perdite permanenti del posto di lavoro e chiusure di business». Estesi periodi di disoccupazione «possono erodere capacità dei lavoratori e loro prospettive». Piccole imprese, «al cuore della nostra economia», sono a «forte rischio». Se il declino «non sarà contenuto e non rientrerà potrebbero aumentare ulteriormente i gap nel benessere economico», eccessive e pericolose diseguaglianze.

Sostegno diretto ancora necessario

Powell ha affermato che, in questo quadro, il sostegno fiscale diretto «può fare una differenza cruciale non solo nell'aiutare famiglie e business ma nel limitare il danno economico di lungo periodo». Il Congresso ha finora stanziato circa tremila miliardi, con ulteriori interventi però in forse e in particolare rafforzati sussidi di disoccupazione in scadenza a fine luglio. Da parte sua, la Fed intende tener fede a impegni d'emergenza senza precedenti compresi tassi d'interesse a zero «finchè non saremo convinti che l'economia ha superato gli attuali eventi ed è diretta verso obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi», un'ipotesi che nel vertice della scorsa settimana non ha previsto prima del 2022.

Vendite al dettaglio record trainate dall'auto

Powell ha offerto il nuovo, cauto giudizio sullo stato dell'economia in collegamento video con la Commissione Bancaria del Senato e lo riaffermerà alla Commissione Servizi Finanziari della Camera. Nonostante poche ore prima le vendite al dettaglio avessero mostrato un'impennata record del 17,7% nel mese scorso, il doppio del previsto 8,5%, in risposta a progressivi allentamenti nelle restrizioni sanitarie in numerose regioni degli Stati Uniti.

In aprile e marzo le vendite erano rispettivamente crollate del 14,7% e dell'8,2 per cento. Il mese scorso il recupero è stato aiutato da aumenti del 44% negli acquisti di auto, che tradizionalmente rappresentano un quinto del totale. Anche escludendo l’auto le vendite sono tuttavia lievitate del 12,4 per cento. In una indicazione dei limiti del rilancio, anche in maggio le vendite sono comunque rimaste del 6% inferiori rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Il sobrio rapporto della Banca centrale

La Fed, in un rapporto al Congresso preparatorio all'audizione, aveva sottolineato di aspettarsi «persistenti fragilità» tra le aziende come tra le famiglie. Al termine di due giorni di vertice, la scorsa settimana aveva pronosticato una contrazione dell'economia del 6,5% quest'anno e una disoccupazione ancora al 9,3% a fine 2020, con elevate percentuali di senza lavoro per anni a venire.

Nuovi programmi Fed in azione

È un simile quadro che convince la Fed della necessità di un protratto sostegno da parte della Banca centrale oltre che del Congresso e del governo. Questa settimana la Banca centrale ha fatto decollare il promesso programma di aiuti a Main Street, prestiti fino a 600 miliardi ad aziende con un massimo di 15.000 dipendenti e entrate fino a cinque miliardi l'anno.

La Fed ha anche allargato, come anticipato, il suo programma di acquisto di asset a obbligazioni di singole aziende. Ad oggi il suo portafoglio si è già gonfiato a 7.200 miliardi, raddoppiato in un anno e nettamente superiore alla risposta alla grande crisi del 2008. Sta inoltre discutendo l'opportunità di ulteriori innovazioni, quali nuova guidance, criteri espliciti da rispettare prima di considerare qualunque rialzo dei tassi e l'adozione di veri e propri “tetti” sui rendimenti nel mercato obbligazionario da far rispettare con acquisti di bond.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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