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Powell: non si può più parlare di inflazione transitoria

Powell, al Senato, individua i rischi della nuova variante Omicron su crescita e occupazione oltre che sui prezzi. In gioco un tapering più rapido

di Marco Valsania

4' di lettura

È ora che la Federal Reserve, la banca centrale americana, smetta di parlare di inflazione «transitoria». Ancora: «Il rischio di inflazione è aumentato», con aumenti dei prezzi «che si sono diffusi in modo molto più ampio di recente».

A dichiararlo è il presidente dell’istituto centrale, Jerome Powell, durante la testimonianza di fronte alla commissione bancaria del Senato Usa su economia e pandemia. «Per molti, transitorio è associato a ’breve termine’, ma per noi è associato a un’inflazione che non lasci un segno permanente sui prezzi - ha spiegato - Credo sia probabilmente il momento giusto per ritirate il termine ’transitorio’» e di «spiegare più chiaramente ciò che intendiamo».

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Powell, davanti ad accresciute pressioni inflazionistiche ormai arrivate ai massimi da trent’anni, ha aperto ad un tapering più aggressivo, cioè ad una riduzione più accelerata di quanto previsto nel programma di acquisto di titoli di Stato, finora uno degli strumenti cardine di aiuto a economia e mercati durante l’era della pandemia: «Non abbiamo ancora preso una decisione sulla riduzione degli acquisti ma i dati di novembre su inflazione, salari, consumi mostrano che a questo punto l’economia americana è molto forte e le pressioni inflazionistiche molto alte - ha detto - Perciò, secondo me, sarebbe appropriato valutare una riduzione dei nostri acquisti di titoli, cosa che abbiamo già annunciato, con qualche mese di anticipo». Ha precisato: «Avete visto la nostra politica addattarsi e la vedrete continuare ad adattarsi».

Al momento la Fed ha adottato un piano di riduzione da 15 miliardi di dollari al mese ma possibili modifiche saranno discusse al vertice dell’istituto centrale previsto per il 14 e 15 dicembre. Una conclusione anticipata della manovra di ritiro degli acquisti di bond, se condotta ad esempio al ritmo di 30 miliardi al mese, potrebbe avvicinare anche successive e più significative mosse di strette sui tassi di interesse, a partire già da marzo invece che dall’estate. La prospettiva di maggior aggressività nel ritiro di stimoli di politica monetaria e le incertezze economiche hanno innervosito i mercati, con la Borsa in brusco calo e i rendimenti obbligazionari in rialzo.

L’impatto di Omicron sulla ripresa

Il chairman della Fed, fresco di nuova nomina alla guida della Banca centrale da parte di Joe Biden, si è espresso in precedenza anche sui rischi a più ampio raggio posti dalla nuova variante Omicron per la ripresa dell’economia. L’impatto dell’ultima mutazione, afferma esplicitamente, pone “rischi per l’occupazione e l’attività economica e che aumenta l’incertezza per l’inflazione”. Il Segretario al Tesoro Janet Yellen, che testimonia a fianco di Powell al Senato, a sua volta cita il perseverare dell’incognita virus.

Da  Biden a Powell

Il Presidente Biden, nello sforzo di inviare un messaggio assieme serio e rassicurante, nelle ultime ore ha affermato che la nuova variate è “ragione di preoccupazione ma non di panico”. Powell, alla pari di Yellen, ha poco dopo rilasciato in anticipo le sue dichiarazioni introduttive preparate per i parlamentari prendendo a sua volta di petto quello che definisce il “recente aumento nei casi di Covid-19 e l’emergere della variante Omicron”.

A rischio i progressi sul mercato del lavoro

Powell, nel suo intervento, afferma che “maggiori preoccupazioni per il virus potrebbero ridurre la propensione al lavoro in presenza, che a sua volta frenerebbe i progressi nel mercato del lavoro e intensificherebbe i traumi nella catena di forniture”.

Inflazione più duratura

Per quanto riguarda l’inflazione, Powell aggiunge in particolare di prevedere che a questo punto “i fattori che la spingono al rialzo rimarranno in azione ben addentro il prossimo anno”. Anche se ha aggiunto che “è difficile pronosticare la persistenza e gli effetti delle strozzature nella supply chain”, che potrebbero essere aggravate da Omicron. Tra i fattori che possono sospingere i prezzi Powell ha citato inoltre gli aumenti dei salari “a passo robusto”.

Rispetteremo il mandato sulla stabilità dei prezzi

Powell, nel cercare un equilibrio tra aiuti alla crescita e lotta all’inflazione, promette che la Fed “userà i suoi strumenti sia a sostegno dell’economia e di un forte mercato del lavoro che per prevenire che incrementi dell’inflazione mettano radici”. Anche perchè la Fed è cosciente che “una più alta inflazione pesa significativamente soprattutto su chi è meno in grado di permettersi beni essenziali quali il cibo”. La Banca centrale “è impegnata a rispettare il mandato sulla stabilità dei prezzi”.

I programmi della Fed

Rimarrà da verificare se e come Omicron potrà davvero rimescolare le carte delle prossime scelte di politica monetaria, tese al momento a ridurre gradualmente gli stimoli straordinari all’espansione e a preparare il terreno a future strette anti-inflazione. La Fed ha avviato un progressivo ritiro dei suoi acquisti di bond, indicando di poterlo accelerare. E gli analisti prospettano due o tre rialzi dei tassi di interesse l’anno prossimo, a partire forse da giugno.

Yellen: le ripresa resta legata ai progressi contro il virus

Yellen si è associata a Powell nel riconoscere la complessità del nodo economia-pandemia. “I progressi della nostra ripresa non possono essere separati dai progressi contro la pandemia, e tutti stiamo seguendo le notizie sulla variante Omicron. Aspettiamo maggiori dati, ma quel che rimane certo è che la miglior protezione contro il virus è il vaccino”.

Tornano anche le incognite su debito e budget

Il Segretario al Tesoro fa i conti con un’altra incognita per l’economia, questa volta di natura politica: invita il Congresso ad alzare ancora il tetto del debito federale per evitare spettri di default. Azioni temporanee avevano esteso la capacità del Tesoro di indebitarsi, ma queste potrebbero esaurirsi già verso metà dicembre in assenza di nuovi interventi parlamentari.“L’America deve pagare i suoi conti in tempo e pienamente. Se no, distruggeremo l’attuale ripresa”, sostiene Yellen. Il Congresso Usa deve anche nuovamente finanziare con urgenza le normali attività governative in assenza di legislazioni annuali di budget che tuttora mancano, con una scadenza in arrivo venerdì che altrimenti potrebbe portare a parziali shutdown.


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