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Powell: niente tassi negativi, servono più interventi pubblici

Il chairman della Banca centrale Usa descrive rischi di danni economici di lungo periodo e invoca nuova spesa federale per scongiurarli

di Marco Valsania

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(REUTERS)

Il chairman della Banca centrale Usa descrive rischi di danni economici di lungo periodo e invoca nuova spesa federale per scongiurarli


3' di lettura

Jerome Powell resiste alle pressioni a ricorrere a tassi negativi nella lotta contro le devastazioni economiche causate della pandemia, nonostante gli inviti di Trump e dei mercati. Risponde piuttosto con un contro-invito, quello a Washington, alla politica non monetaria, a fare la sua parte, più di quanto non abbia fatto finora quando si tratta di agenda di interventi pubblici: chiede di incrementare la spesa federale contro la crisi. Che ha dipinto con un'espressione drammatica per un chairman della Federal Reserve: “I rovesci delle fortune economiche hanno inflitto livelli di sofferenza che è difficile esprimere a parole”.

Quando il 40% di famiglie meno abbienti perde un lavoro
Ancora: “Le dimensioni e la rapidità del crollo sono senza precedenti in epoca moderna, significativamente peggio di qualunque recessione dalla Seconda Guerra Mondiale”. Powell ha anche ammonito che la crisi colpisce sproporzionatamente i meno protetti e meno abbienti: un sondaggio della Banca centrale ha rilevato che quasi il 40% delle famiglie con redditi inferiori ai 40mila dollari l'anno ha visto svanire in marzo un impiego. Powell ha denunciato lo spettro di protratti danni, d'una disoccupazione di massa per lunghi periodi che travolga qualifiche e legami con il mercato del lavoro e di ondate di fallimenti di piccole aziende capaci di ostacolare ogni recupero.

Polemiche su maggiori aiuti
Ad oggi il Congresso americano ha stanziato quasi tremila miliardi di dollari in spesa - per sostegno ai redditi, sussidi di disoccupazione rafforzati e aiuti a ospedali e aziende - con l'obiettivo di attenuare l'impatto della debacle; l'opposizione democratica ha appena proposto di raddoppiare quella cifra, stanziando in particolare importanti soccorsi per stati e località in grave difficoltà che però Casa Bianca e maggioranza repubblicana al Senato resistono, affermando di voler aspettare di vedere il risultato di quanto stanziato.

Serve addizionale supporto
Powell non si è sbilanciato su cifre di nuovi piani fiscali. Ne ha tuttavia difeso la necessità a spada tratta: “Potremmo non essere al capitolo conclusivo”, ha indicato parlando degli aiuti federali. Questo visto che “il cammino davanti a noi è sia molto incerto che soggetto a significativi rischi di peggioramento”. In un simile clima “addizionale supporto fiscale potrebbe essere costoso ma è un costo che vale la pena di pagare se aiuta a evitare danni economici di lungo termine e ci lascia con una ripresa più solida”.

Tassi negativi, utilità più che dubbia
Sulla bocciatura dei tassi negativi Powell è stato esplicito. “Il giudizio del Comitato (i vertici della Fed, ndr) sui tassi negativi non è mutato”, ha detto Powell parlando via teleconferenza a un evento del Peterson Institute for International Economics. “Non è qualcosa che stiamo considerando”. Gli strumenti che la Banca centrale ritiene più efficaci, ha continuato, sono altri, a cominciare dalla guidance su futuro e dagli acquisti di asset.
Per rimarcare il consenso dentro la Fed sul “no” a tassi negativi, Powell ha messo in chiaro che tutti e 17 i partecipanti senior alla discussione sui tassi ai vertici si sono espressi all'unanimita' nell'indicare che una simile scelta non è nelle carte. “Questa non è una frase che capita di dire spesso”, ha chiosato sull'assenza di dissensi. Tassi negativi, in atto in Europa e in Giappone, vengono considerati in situazioni di crisi quale arma estrema per incoraggiare credito e prestiti. Ma Powell ha affermato che le prove “dell'efficacia degli esperimenti è molto mista” e che potrebbero in realtà turbare eccessivamente il sistema normale attraverso il quale le banche ricevono depositi e li usano per effettuare prestiti.

Le pressioni di Trump e mercati
Le pressioni per “negative rates” sono arrivate da più parti di recente: dai mercati, che la scorsa settimana hanno cominciato a “prezzarli” sulla piazza future entro l'anno. E dal Presidente Donald Trump, che alla vigilia dell'intervento di Powell ha twittato il suo pensiero affermando che beneficerebbero oggi il Paese. La Fed ha già tagliato i tassi a zero, ha comprato duemila miliardi di titoli del Tesoro e bond garantiti da mutui e ha in cantiere ulteriori e ingenti programmi di prestiti a tutto campo.

Per approfondire:

Fed: “Tassi zero fino a che l'economia non supera il coronavirus”

Il taglio dei tassi Fed, necessario ma insufficiente

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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