Il bilancio 2020

Prada, la Cina e l’e-commerce (triplicato) sollevano i conti

Il gruppo ha chiuso il 2020 con ricavi per 2,4 miliardi di euro, in calo del 24%. Ma a fine anno Cina, Russia e Medio Oriente hanno superato i dati del 2019

di Giulia Crivelli

2' di lettura

Passione divorante per la montagna, fascinazione per il mare: sono le confessioni fatte due giorni fa da Miuccia Prada presentando la collezione Miu Miu, al centro di un cortometraggio girato sulle Dolomiti. «Mi sono divertita molto a bordo di Luna Rossa quando, prima delle restrizioni e della partenza per la Nuova Zelanda il team si allenava a Cagliari», ha detto la stilista rispondendo a una domanda sulla Coppa America.

Nelle acque di Auckland il team costruito da Prada (con Pirelli tra i main sponsor) sta sfidando i detentori del più antico trofeo sportivo al mondo, Emirates Team New Zealand. A ieri il punteggio era uno pari, nella notte italiana tra oggi e domani sono in programma altri due match e la coppa andrà a chi arriverà per primo a sette vittorie. La sfida in sé, resa possibile dal successo di Luna Rossa nella Prada Cup, le regate tra gli sfidanti a Emirates, è già un ottimo modo per iniziare il 2021, specie dopo l'annus horribilis dei marchi globali della moda e del lusso.

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I ricavi del Gruppo Prada sono scesi del 24% a cambi costanti a 2,423 miliardi, in linea con le perdite (medie) della maggior parte delle aziende del settore. Ma il dato va, letteralmente, spezzato: nel secondo semestre il calo del fatturato è stato “solo” dell'8% e in alcuni mercati, come Cina, Russia e Medio Oriente, a partire da ottobre le vendite hanno superato i dati del 2019.

Mentre continuano a soffrire Europa e Stati Uniti. Da qui il cauto ottimismo di Patrizio Bertelli, indipendentemente da Luna Rossa (che dà il nome alla collezione più sportiva, e di grande successo, del marchio Prada): «Siamo riusciti a raggiungere buoni livelli di redditività e a generare un importante flusso di cassa, migliorando la posizione finanziaria – ha commentato l'ad del gruppo Prada – . I risultati ci fanno affrontare con fiducia lo sviluppo che ci attende non appena terminerà la fase più critica della pandemia».

Miu Miu, uncinetti e veli fra le vette innevate

Tornando ai dati, sempre “spezzando” l'anno: l'ebit dell'intero 2020 è stato di 20 milioni,quello del secondo semestre di 216; il risultato netto, rispettivamente, negativo per 54 milioni e positivo per 126. A fronte di 122 milioni di investimenti, il capitale circolante netto è sceso del 5% a 667 milioni, mentre la posizione finanziaria netta, alla fine di dicembre 2020, era negativa per 311 milioni, in miglioramento rispetto ai -406 del dicembre 2019.

Il canale retail, come accade da tempi pre-Covid, è andato meglio di quello wholesale, mentre l'e-commerce ha più che triplicato i livelli del 2019, sostenuto da una piattaforma logistica sulla quale il gruppo – che ha in portafoglio, oltre a Prada e Miu Miu, Car Shoe, Church's e Marchesi 1824 – investe da anni. Il cda, tenuto conto «del trend positivo delle vendite confermato nei primi mesi del 2021 e della ben bilanciata posizione finanziaria netta, ha proposto all'assemblea degli azionisti di distribuire un dividendo di 3,5 centesimi di euro per azione, per un totale di 90 milioni, attingendo dalle riserve distribuibili di Prada spa, che ammontano a 1,6 miliardi. Il titolo, quotato a Hong Kong, aveva chiuso a 48,05 dollari (+0,63%).

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