Strategie

Prada guarda al futuro: pronti i nuovi gioielli, rafforzato il beauty. Previste anche 200 assunzioni

Il piano per i prossimi anni prevede anche il lancio di nuovi prodotti e 70 milioni da investire nelle fabbriche e per eventuali, nuove acquisizioni

di Silvia Pieraccini

3' di lettura

Gioielli, beauty, profumi. Prada si prepara ad allargare e arricchire la gamma di prodotti che si affiancano a pelletteria (dà il 60% del fatturato), abbigliamento (20-22%) e scarpe (18%), e che dovranno contribuire a spingere il fatturato di gruppo a 4,5 miliardi di euro (nel 2019 è stato 3,2 miliardi), indicato come obiettivo a medio termine (tra il 2024 e il 2026) dall'amministratore delegato, Patrizio Bertelli, nel Capital Markets Day che si è svolto alla Fondazione Prada di Milano.

Dal 2022 Prada firmerà anche gioielli

Il lancio in grande stile, previsto nel 2022, è quello dei gioielli. Qui Bertelli gioca “in casa” visto che la sua città d'origine (e di lavoro, nella sede industriale di Valvigna) è Arezzo, uno dei distretti leader nella gioielleria e oreficeria, specializzato anche nella galvanica e nelle altre tecniche di finitura dei metalli. «Stiamo pianificando un grande lancio della gioielleria per l'anno prossimo», ha spiegato Lorenzo Bertelli, figlio di Patrizio e della direttrice creativa Miuccia Prada e candidato a prendere le redini del gruppo quando il padre, 75 anni, si ritirerà («tra due, tre o cinque anni, non ha importanza, l'importante è preparare bene la successione»). «La gioielleria fa parte del Dna del nostro marchio – hanno spiegato Bertelli padre e figlio – solo che finora non è stata espressa in pieno. Già alla fine degli anni Settanta Miuccia aveva presentato una linea di gioielli in Galleria a Milano».

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Nuovo focus anche su beauty e profumi

Sviluppo in vista anche per il comparto beauty e profumi, dove Prada proseguirà la partnership con L'Oreal. «Nel 2023 vogliamo raddoppiare la quota globale nei profumi», hanno spiegato i top manager dell'azienda. Per il resto, la pelletteria resta strategica: «Stiamo investendo per migliorare il posizionamento dei prodotti di pelletteria – ha detto Patrizio Bertelli – e migliorare così anche il gross margin. È un percorso che abbiamo già fatto nelle calzature». Ma l'abbigliamento «non sarà perso di vista perché fa parte del costume».

Nel gruppo le criticità di Church’s e Car Shoe

Quanto ai marchi del gruppo (Prada, Miu Miu, Church's e Carshoe), a trainare nel post-Covid è Prada che nei primi nove mesi del 2021 ha visto crescere il fatturato del 52% rispetto allo stesso periodo 2020 superando i livelli del 2019 (1,9 miliardi di vendite nette contro 1,8 miliardi del gennaio-settembre pre-pandemia); anche Miu Miu sta recuperando (279 milioni di vendite nette nei primi nove mesi 2021 contro 321 milioni dello stesso periodo 2019) ed è in pareggio, ha detto il ceo, con un risultato operativo (ebit) in miglioramento e l'obiettivo di portarlo al 20% nei prossimi tre anni, dunque entro il 2024. Per Church's, prodotto nel Regno Unito, il Covid ha rappresentato uno tsunami: «La fabbrica è stata chiusa per sei mesi, i negozi sono stati chiusi per otto mesi», ha detto Patrizio Bertelli. Anche Carshoe ha sofferto di più durante la pandemia, «ma siamo interessati a portare avanti entrambi i marchi», ha assicurato Bertelli.

Settanta milioni investiti nel rinnovo delle fabbriche e per acquisizioni

Il gruppo ha annunciato anche di voler proseguire gli investimenti produttivi per rafforzare l’integrazione verticale di filiera, che è una caratteristica distintiva: dopo gli 80 milioni investiti negli ultimi tre anni, per il 2022 sono stanziati 70 milioni di euro che serviranno per rafforzare le 23 fabbriche esistenti (di cui 20 in Italia) e a fare acquisizioni «se si presenteranno opportunità» (l’ultima è stata quella del 40% dell’azienda di filati Biagioli di Montale-Pistoia, acquisita in tandem con Zegna che ha un altro 40%, si veda qui ).

Sempre il prossimo anno - ha spiegato il direttore industriale Massimo Vian - sono previste 200 assunzioni, in larga parte in Toscana negli stabilimenti della provincia di Arezzo, ma anche di Scandicci (Firenze), Siena e Monte Amiata, e in parte nelle Marche. A Levanella (Montevarchi) entro fine 2022 sarà completato anche il maxi centro logistico da 40mila metri quadrati, progettato da Guido Canali e oggi all’80%, che il gruppo ha costruito con un investimento da 100 milioni di euro: certificato Leed, dotato di impianto geotermico per il riscaldamento e raffreddamento, farà risparmiare 2.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno e produrrà energia elettrica in eccesso rispetto ai consumi.

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