fra mostra e club

Prada punta ancora su Londra e porta in città la formula MoDe

Ecco cosa abbiamo visto nella tappa londinese del club-installazione, fra dj set, proiezioni e menù sosfisticati

di Simone Filippetti


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2' di lettura

Reduce dal successo della mini collezione “Glamping”, con il pop-up store (appena chiuso) allestito da Selfridges, Prada ha fatto il bis a Londra con un altro evento temporaneo: Prada MoDe, uno spazio a metà tra il club privato e la mostra d’arte.

Nella capitale britannica è appena passato il fine settimana di Frieze, la più grande e importante fiera d’arte contemporanea (ma non solo) al mondo, ospitata dentro Regent’s Park con il sostegno di Deutsche Bank. E la maison della signora Miuccia, da sempre grande mecenate e collezionista di arte (come dimostrano in primis le sedi della Fondazione Prada a Milano e Venezia) ha voluto omaggiare la kermesse, che ogni anno attrae migliaia di galleristi compratori da tutto il mondo, a suo modo.

Nelle “cantine” di un edificio brutalista dello Strand, zona di palazzi storici della zona di Westminster e oggi polo universitario con la sede della London School of Economics, è stato allestito uno spazio grezzo, di cemento, richiamo allo stile, inconfondibile, della casa: i pavimenti e le pareti grigie ricordano il minimalismo industriale della sede di Milano dove Prada tiene le sue sfilate.

L’idea di PradaMode (che è già stata proposta a Miami e H0ng Kong) è quella di un social club, di ispirazione molto londinese sulla scia dei tradizionali gentlemen’s club, dove entrano solo i soci e si può trascorrere tutta la giornata. Divani, sedie e poltrone come arredamento, con tanto di bancone bar. Ma in più c’è il coté artistico: ecco allora installazioni curate dall’artista di Chicago Theaster Gates, ispirate al suo ciclo sulla cultura e identità nera, Black Image Corporation.

Una serie di corridoi, dove sono state installate altre opere della collezione Prada, accedono a una mini sala cinematografica, con le vecchie sedie in legno di una volta, in stile Nuovo Cinema Paradiso, che ha proiettato spezzoni dell’opera di Gates. Anche questo è un altro topos della griffe milanese: il Bar Luce della Fondazione a Milano è stato disegnato dal regista Wes Anderson, e in mezzo alla piazzetta c’è una sala proiezioni con un costante cartellone di retrospettive cinefile.

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