le sfilate di milano / 3

Prada sentimentale (a sorpresa), Tod’s usa i classici con spirito ribelle

Passerelle senza pubblico, video e persino videogame: le sfumature di stile tra le collezioni per l’autunno-inverno 2021/22 di Msgm, Etro, K-way e Sunnei

di Angelo Flaccavento

default onloading pic

Passerelle senza pubblico, video e persino videogame: le sfumature di stile tra le collezioni per l’autunno-inverno 2021/22 di Msgm, Etro, K-way e Sunnei


5' di lettura

E alla fine fu sfilata. Senza pubblico, in solo video, compressa nei tempi e sincopata nel montaggio, ma canonica: una camminata di modelli sulla passerella al ritmo di musica.

Certo, tra una sfilata filmata e l'evento live passa la medesima differenza - di energia, e di coinvolgimento - che corre tra una piece teatrale e la sua replica televisiva. Questo, però, è quanto al momento è concesso, e va bene. Chi si lamenta è perduto. Prada, nella persona ormai doppia dei co-direttori creativi Miuccia Prada e Raf Simons, il medium digitale lo ha accolto in modo pragmatico come un semplice dato di fatto, senza troppo agitarsi, producendo video impeccabili per regia, montaggio, indispensabili zoomate sui dettagli.

Loading...

Prada: Il pezzo di stagione è l’union suit

Adesso, nel secondo debutto di Simons, che con la collezione uomo chiude il cerchio della fusione a Prada, il movimento dei modelli avviene attraverso stanze colorate, definite da quinte di marmo, pelliccia, resina, gesso: una camminata in interni, che potrebbero anche essere esterni e che per via di contrasto cromatico amplificano la tattilità degli abiti, il brulicare di pattern e disegni. I fautori del linguaggio vetusto della moda, gli eterni cacciatori di tendenze e it item imprescindibili siano subito soddisfatti: il pezzo di stagione, onnipresente anche dove non lo si vede, è lo union suit, i mutandoni-tuta di maglia che i nonni usavano nei più rigidi inverni e i cowboy disinibiti di certo immaginario pornosoft non vedevano l'ora di togliersi. Al limite, il capo in questione ricorda anche un po’ la tutina del neonato. Abbraccia il corpo, lo avvolge, lo scalda, ma lo sessualizza anche, come surrogato di nudità.

I segni non sono chiari, e Simons lo ribadisce con decisione nella conferenza stampa digitale post-show. L'ambiguità semantica è uno dei principali punti di contatto tra lui e la signora Prada, così come lo è l'inclinazione verso sfumature di mascolinità fredde, o forse solo introspettive, severe nel caso della signora, adolescenziali nel caso di Simons. In questa prima prova insieme è proprio l'adolescente a venir fuori, con la personalità di Simons che incide un segno ben visibile, preponderante a dirla tutta, su capi ormai familiari del mondo Prada, dal cappotto al cardigan al peacoat. La prova è impeccabile, rispetto al messaggio: in un momento in cui il desiderio massimo è la connessione, questa moda fatta soprattutto di maglia e di jacquard invita a toccare mentre ipnotizza lo sguardo. È anche una moda inaspettatamente sentimentale: Simons carica i suoi pezzi feticcio, in primis il bomber, di una emotività tangibile e nostalgica, da vero ossessivo delle subculture.

Tanta sentimentalità da Prada non si era mai vista, e può essere una benvenuta addizione. Il limite di tutto sta però proprio nell'ossessione di Raf Simons per la giovinezza perduta: un orizzonte che, negli anni, lo ha propulso in alto e poi limitato, e che potrebbe ridurre drasticamente la gamma espressiva di Prada, invece profondamente cangiante. Certo, il dialogo creativo è ancora nelle sue fasi iniziali, quindi le svolte inaspettate sono magari dietro l'angolo. Un sano mollar gli ormeggi, da un lato e dall'altro, produrrebbe sicuramente eccitanti risultati, i cui prodromi si intuiscono già nel gran turbinare di disegni e jacquard.

Msgm: voglia di aria aperta e contatti umani

«Il linguaggio della moda è lo stesso da decenni, forse perché funziona così come è - dice Massimo Giorgetti di MSGM, che dopo il toccante clip narrativo della scorsa stagione opta anche lui per la video sfilata -. Volevo qualcosa di semplice e diretto» spiega. Semplicità e spontaneità sono esigenze condivise, in questo frangente: non si parla d'altro. Alla peggio, diventano una nuova forma di subdolo artificio.

Un look Msgm

Alla meglio, rinfrancano. Giorgetti è un entusiasta, la sua lingua è semplice ed energetica, senza troppi lambiccamenti. Questa stagione si ispira all'alta montagna, ma ne contestualizza i segni nel mondo metropolitano, tra stampe segnaletiche, denim e corde, e ambienta lo show in una tempesta di neve, notturna e deliberatamente artificiale. Il trekking, allora, strizza l'occhio al rave e quel che arriva allo spettatore è un desiderio travolgente di aria aperta e contatti umani.

Il total look di K-way in passerella

Quella di K-way è una vera sfilata, trasmessa in diretta ma senza pubblico. È curioso che lo storico marchio dell'anorak ripiegabile, di proprietà adesso di BasicNet Group, alla seconda prova in passerella dopo il debutto a Pitti Uomo a gennaio 2020, si sia abbarbicato a una forma cosí tradizionale di presentazione. Certo, non c'è mezzo migliore per dar vita a una proposta che pur puntando sull'outerwear si presenta come total look. La collezione è urbana come da copione, con pezzi di buon design e sperimentazioni interessanti. Tra fare vestiti e fare moda, però, c'è differenza, e la passerella vuole la moda, che qui manca.

Etro, luci di ottimismo sul futuro

“Bislacco, dinoccolato, sciolto”: cosí è l'uomo Etro nelle parole di Kean Etro. Psichedelico, aggiungiamo noi: si muove in una lunga stanza disegnata da luci colorate che danno un aspetto lisergico ad ambienti in origine industriali. Anche qui, non intenzionale ma tangibile, si sente un profumo di rave party: dopo tutto, le assurdità del quotidiano distanziato in emergenza sanitaria chiamano, per contrappasso, l'escapismo dei festeggiamenti selvaggi. Se non a ballare per un intero weekend, Kean Etro invita a frullare senza remore tutto quel che c'è in guardaroba, trovando un nuovo senso nelle congiunzioni inaspettate: la vestaglia decadente sulla felpa, ad esempio, o il paisley della casa sul piumino caccia & pesca. Invero, è tutto un po' bislacco, pigro e scazzato come una gita al supermercato il sabato mattina, e per questo fresco: un Etro gigione e canzonatorio.

Anche Walter Chiapponi, da Tod's, suggerisce di fare le cose in modo diverso, ovvero di usare i classici con uno spirito ribelle. Lui, però, predilige un fraseggio composto invece che strampalato, misurato anche nella apparente sregolatezza delle sovrapposizioni. In un breve film interpretato dal giovane attore Lorenzo Zurzolo - un meta-film, perchè Zurzolo fa la parte di un attore in ritiro per apprendere un copione - si dipana senza forzature tutta una serie di sfumature maschili, dal cowboy metropolitano al gentiluomo di campagna al gentleman di città, che appaiono familiari, ma solo fino ad un certo punto. Chiapponi lavora sugli oggetti, siano essi abiti o accessori, con la capacità di renderli desiderabili senza stravolgimenti di sorta. Il lavoro è sottile quanto sicuro.

Tod's presenta la sua collezione ai 21-22 con il corto “#sevenT”

Sunnei, marchio in costante ascesa che è tanto un punto di vista estetico quanto una comunità di creativi guidata da Loris Messina e Simone Rizzo, opta in fine per una presentazione virtuale che occhieggia ai videogiochi a bassa definizione. La collezione, con le sue forme geometriche, primarie, adattabili, è infatti svelata attraverso un videogame infinito, in un format che consente ai top retailer di personalizzare il proprio ordine. Perché, certo, qui si gioca, senza però perder di vista il fine ultimo che, giustamente, è vendere.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti