il dibattito sugli stimoli monetari

Praet: la missione della Bce non è ancora compiuta

dal nostro corrispondente Alessandro Merli

Il quartier generale della Bce a Francoforte

2' di lettura

FRANCOFORTE - Missione non ancora compiuta per la Banca centrale europea. Dopo gli scossoni sui mercati finanziari della settimana scorsa, in seguito al discorso del presidente della Bce, Mario Draghi, a Sintra, interpretato come un segnale che la banca centrale è pronta a iniziare la riduzione dello stimolo monetario, il capo economista Peter Praet ha ribadito che «la missione non è ancora completata. Abbiamo bisogno di pazienza e persistenza», in un nuovo tentativo di ridimensionare una lettura che aveva portato a un forte rialzo dell’euro e dei rendimenti obbligazionari nell’Eurozona.

Si tratta quasi delle stesse espressioni usate da Draghi, ma che i mercati avevano deciso di ignorare, mettendo invece l’accento sulla fiducia nel buon andamento dell’economia e sul fatto che la politica monetaria sta funzionando e deducendo che quindi la Bce starebbe per ridurre lo stimolo. Una lettura che il vicepresidente Vitor Constancio e altre fonti della Bce avevano cercato di correggere il giorno successivo, ma che era rimasta prevalente fra gli investitori.
In un intervento al ministero dell’Economia a Roma, Praet ha quindi ripetuto che la Bce «deve essere paziente, perché la convergenza dell’inflazione (verso l’obiettivo di stare sotto, ma vicino al 2% ndr) ha bisogno di più tempo per mostrarsi in modo convincente nei dati». A giugno, l’inflazione dell’Eurozona è scesa all’1,3% dall’1,4% di maggio. «L’economia dell’area euro – ha detto Praet – sta migliorando e l’ampia coda negativa nelle aspettative d’inflazione, che era così visibile all’inizio del nostro programma di acquisto di titoli, è praticamente scomparsa». Secondo il capo economista della Bce, questo rafforza la fiducia della banca che l’inflazione si muoverà gradualmente verso l’obiettivo, ma «i dati restano fortemente volatili e le misure delle pressioni di fondo sui prezzi continuano a essere modeste».

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La Bce deve anche essere «persistente», ha affermato Praet (considerato una delle “colombe” del consiglio e uno dei membri del comitato esecutivo più vicini a Draghi), ripetendo l’espressione usata dal presidente, «perché lo scenario di base per l’inflazione futura resta dipendente in modo cruciale da condizioni finanziarie molto favorevoli, che, in larga misura, dipendono dall’atteggiamento accomodante della politica monetaria attuale».

L’attenzione dei mercati si concentrerà ora sul resoconto del consiglio di inizio giugno, che verrà pubblicato giovedì, ma soprattutto sulla prossima riunione, il 20 luglio. Le turbolenze di mercato di questi giorni potrebbero indurre la Bce a evitare di mandare in quella occasione nuovi segnali che si sta avviando all’uscita dallo stimolo monetario, attesa progressivamente a partire dal gennaio 2018.

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