ENO-GAstronomia

Praga oltre la Città Vecchia:  itinerari per curiosi e gourmand

Alla scoperta dell’offerta gastronomica dei quartieri più trendy: da Vinohrady a Holešovice, tra locali hipster e spazi d’arte

di Giambattista Marchetto


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Piazza della Pace. La chiesa neo-gotica circondata dagli eleganti palazzi Art déco che si allineano intorno alla piazza Náměstí Míru, uno degli scorci più belli di Vinohrady, tappa obbligata per caffetterie e ristoranti (PragueCityTourism)

4' di lettura

Trent’anni fa cadeva il Muro a Berlino e il 17 novembre 1989 la Velvet Revolution metteva fine al regime comunista anche in Cecoslovacchia. Quel paese disorientato uscito dalla guerra fredda (poi diviso a tavolino tra Repubblica Ceca e Slovacchia) ha spinto sull’acceleratore della modernizzazione.

Sulle sponde della Vltava, Praga ha cambiato volto ripetutamente e oggi è una delle capitali europee più dinamiche dal punto di vista economico e sociale, ma riserva piacevoli sorprese anche sul fronte eno-gastronomico.

Praga in overtourism
La città che fu capitale dell’impero, ancora oggi capace di sedurre viaggiatori e flâneurs con lo splendore delle architetture e con il mistero di un’anima sfuggevole, soffre però di overtourism. E per evitare un flusso massificato (spesso piuttosto cheap) di ospiti concentrati nei quartieri del centro, la promozione del Prague City Tourism è rivolta al decentramento dell’offerta. Così rispetto alla Città Vecchia (Staré Město) si cerca di far conoscere la proposta culturale e gastronomica di quartieri come Vinohrady, Holešovice e Karlín, fino a spingersi alla rocca di Vyšehrad o sulle pendici collinose di Žižkov o di Trója.

Per sfuggire alla massa, che cosa c’è di meglio che una mini crociera? Presidential Cruises offre un servizio “limousine” sul fiume (magnifico al tramonto), mentre Insight Cities propone visite accompagnati da letterati, critici d’arte, studiosi e universitari capaci di svelare storie e lati nascosti della capitale boema (per il Guardian è tra i 10 top tour in Europa). Uno degli elementi più interessanti è inoltre il ritorno di chef cechi con esperienze internazionali che reinterpretano la cucina autoctona e fanno della capitale una meta gastronomica da scoprire.

Vinohrady, eleganza e sapori
Il nome deriva dai vigneti impiantati per volontà imperiale e oggi Vinohrady è un quartiere residenziale dalle molte anime. Eleganti palazzi Art déco si allineano tra Náměstí Míru (piazza della Pace) con la sua chiesa neo-gotica e la piazza Jiřího z Poděbrad, mentre nel parco all’italiana in Havlíčkovy sady è possibile passeggiare nel verde o fermarsi per un caffè. A due passi dal grande parco in Riegrovy sady, la caffetteria Miners (aperta dall’omonima micro-roastery) sintetizza per stile e approccio alla materia prima lo sviluppo accelerato che la cultura del caffè sta avendo a Praga.

Vinohrady accoglie due luoghi che propongono un’esperienza “intensa” della nuova cucina tradizionale. Dietro il teatro Vinohradech, il microbirrificio urbano Pivovar Ossegg punta sul food&beer pairing; i mastri birrai lavorano su prodotti non convenzionali e lo chef Lukáš Holý cucina a base di birra materie prime rigorosamente ceche (come la selvaggina della tenuta Windsor in Moravia) che marina e affumica in casa.

La materia prima - spesso allevata, pescata o raccolta dalla brigata di cucina – è alla base del concept di Výčep, lungo l’elegante via Korunní costellata di palazzi di inizio Novecento. Lo chef Jiří Hrachový valorizza le proprie radici in Valacchia, con una caratterizzazione incisiva nei piatti che sono allo stesso tempo ricercati e tradizionali, abbinandoli a vini cechi o alle birre di Dalešice, ma anche ai distillati.

La galleria DOX a Holešovice (PragueCityTourism)

Il fascino dell’ex porto fluviale
Da porto fluviale e area produttiva a quartiere trendy. Karlín è oggi uno dei quartieri più vivaci tra uffici, spazi culturali e proposte enogastronomiche, senza però il peso di una presenza turistica invadente. Dirimpetto alla sala concerti Forum Karlín, il ristorante Eska (Bib gourmand Michelin) propone sapori intensi che nascono da ingredienti del territorio (birre artigianali incluse), mentre all’angolo della deliziosa Lyčkovo náměstí c’è il piccolo Avocado Gang, dove Ivo Koudelka e Karolina Konečná giocano su una cucina che ha come ingrediente principe proprio l’avocado. Per bere un’ottima Pilsner Urquell con i piatti semplici si può fare una sosta alla Karlínská Pivnice o all’affollato Lokál Hamburk, nella piazza centrale del quartiere dominata dall’affascinante struttura della chiesa dei Santi Cirillo e Metodio.

Salabka - vigneto e ristorante

La collina dei vigneti urbani
Holešovice è oggi una delle aree più effervescenti di Praga e il visitatore può spaziare tra il parco Stromovka e la Galleria nazionale al Veletržní palác, tra locali hipster e alla moda come Vnitroblock Café o Cobra Bar e spazi d’arte inusuali come Dox, tra il grande Metronomo dello scultore Vratislav Novák con vista sul fiume e il Museo della Tecnica che affaccia sul parco di Letná.  Spingendosi poi oltre lo zoo sulla collina di Trója, si può scoprire il più esteso dei vigneti urbani. Tra le vigne di Salabka - una terrazza affacciata sul centro città - il ristorante propone esperienze sofisticate in pairing con i vini: lo chef Petr Kunc valorizza ingredienti locali (pesce e carne da allevamenti selezionati, formaggi da un caseificio che mantiene segreto) con un gioco tra gusto contemporaneo e memoria.

TRITON - rapa rossa gourmet - (PHOTOONE)

Nuova vita per Nové Město
Dopo il restauro del Museo nazionale, la grande Piazza Venceslao si prepara a essere pedonalizzata e riqualificata. E la nuova vivacità della Città Nuova si esprime anche nell’offerta gastronomica: su Venceslao affacciano il Triton (in una finta caverna intatta dal 1912, oggi protetta dalla soprintendenza), dove lo chef Tomáš Horák applica le esperienze in Francia e Germania a una cucina internazionale con rimandi alla tradizione, e il Como, con i piatti firmati da Dušan Mackovič che mescola cucina internazionale e ceca per soddisfare una clientela variegata.

A due passi dalla piazza, merita una visita il Gin & Tonic Club, dove tra le 400 etichette di gin (con 60 toniche appaiate) va assaggiato il gin della Little Urban Distillery. Spingendosi invece a Malá Strana, il ristorante Kalina dello chef Miroslav Kalina lavora sull’innovazione dello stile ceco, proponendo accostamenti talvolta inconsueti, in pairing con vini cechi e internazionali.

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