dichiarazione dei redditi

Precompilata, c’è tempo fino al 30 settembre. Tutte le novità

La scadenza per la presentazione della precompilata con il 730 è slittata al 30 settembre. Guida al calcolo delle spese sanitarie per chi ha una cassa

di Enrico Bronzo

default onloading pic
(ANSA)

La scadenza per la presentazione della precompilata con il 730 è slittata al 30 settembre. Guida al calcolo delle spese sanitarie per chi ha una cassa


2' di lettura

Fisco, Agenzia Entrate: 730 precompilato disponibile da oggi

La scadenza per la presentazione della dichiarazione precompilata dei redditi con modello 730, inizialmente fissata al 23 luglio, per i decreti dettati dall'emergenza Covid è slittata al 30 settembre 2020.

Manca quindi un mese e per chi ha rinviato all’ultimo l’adempimento. Ecco le novità previste per quest’anno.

Loading...

Spese sanitarie: le aggiunte

Per i redditi 2019 sono più numerose le informazioni sulle spese sanitarie per cui oltre quella fatte in farmacia o per visite specialistiche, ticket e laboratori - che già si trovavano automaticamente nel modello - da quest’anno sono presenti anche le spese inviate al Fisco da altri professionisti sanitari. Sono 19 le categorie tra cui citiamo i dietisti, gli igienisti dentali, i fisioterapisti, i logopedisti, i podologi, gli ortottisti e i terapisti della neuro e della psicomotricità dell'età evolutiva. Fino all’anno scorso queste spese svolte in forma privata, o senza una cassa previdenziale privata a comunicarle, non entravano in automatico nella dichiarazione.

Il discorso vale anche per le spese per i figli che entrano in dichiarazione dei redditi per la quota fiscalmente a carico.

Lavoratori domestici: la novità 2020

Quest'anno sono presenti anche i contributi previdenziali versati all'Inps con lo strumento del Libretto di famiglia.

Spese invece già comprese nella precompilata da anni: promemoria

Nuovi oneri e spese appena citati si aggiungono a quelli già considerati negli scorsi anni dalle Entrate. Ricordiamo, a parte quelli storici tipo gli interessi passivi sui mutui e i premi assicurativi :
- le spese veterinarie (il prossimo anno si potranno detrarre spese fino a 500 euro rispetto ai 387,34 euro di quest’anno);
- le spese funebri;
- i contributi versati alla previdenza complementare;
- le erogazioni liberali.

La formula per le spese sanitarie di chi ha una cassa previdenziale

Vediamo che cosa accade se in datore di lavoro e il lavoratore versano i contributi (deducibili) a una cassa di previdenza privata la quale rimborsa le prestazioni sanitarie, in parte o integralmente in base alla tipologia di prestazione. Il calcolo richiede un po’ di attenzione.

Partiamo dal tetto di 3.615,20 euro. Se i contributi supponiamo siano 4mila euro si calcola la differenza tra i due importi e si ottengono 384,80 euro (punto 442 della certificazione unica 2020). Poi si divide questa cifra per 4mila e si ottiene come risultato percentuale 9,625%.

Ora l’anno scorso supponiamo di avere avuto spese sanitarie per 5mila euro di cui 4.500 rimborsate. Su queste calcolo il 9,625% ottenendo 433,125 euro a cui vanno sommati i 500 euro non rimborsati. Quindi nel rigo D2, dove si trova già una somma calcolata dal fisco, potremo indicare 933 euro. Qualora fosse più alta la somma già indicata nel rigo D2 si potrebbe lasciare.

Il rimborso per chi risulta a credito: quando?

Il credito Irpef verrà erogato entro due mesi dopo il mese di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Quando indicare nel modello il nome del datore di lavoro

Nella precompilata non sono indicati gli estremi del datore di lavoro, sarebbe a dire il suo codice fiscale. In caso di credito, il consiglio è quello di inserire il dato per fruire del rimborso in busta paga entro due mesi. L’alternativa è ricevere il rimborso direttamente dall'agenzia delle Entrate ma entro sei mesi dal termine di scadenza della presentazione (entro marzo 2021, quindi).


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti