immobiliare

Prelios, arriva l’offerta cinese: da Cefc 0,103 euro per azione

di Paola Dezza

(Giovanni Mereghetti)

2' di lettura

Dopo mesi di susseguirsi di indiscrezioni su offerte in arrivo e voci su trattative fallite si potrebbe concretizzare a breve la vendita di Prelios. Tre le offerte arrivate sul tavolo dei principali azionisti della società immobiliare, e secondo le indiscrezioni di mercato, in pole position ci sarebbe quella della conglomerata cinese Cefc, gruppo attivo in diversi settori - dalla finanza alle infrastrutture - e già presente saldamente in Europa in quanto proprietario dal 2015 della squadra di calcio Slavia Praga e della maggiore banca della Repubblica ceca J&t, che a sua volta ha acquistato la banca Usa Cowen. Il gruppo Cefc China, che possiede anche il 51% della Kazakhstan national petroleum international corporation, è tra le maggiori società al mondo e al 229esimo posto nell’indice Fortune per fatturato.

Le altre offerte sono arrivate dagli americani di Davidson Kempner capital management, proposta allineata alle altre sul prezzo ma corredata da troppe richieste di garanzie ai soci, e dall’italiana Tecnoinvestimenti, quotata sul segmento Aim di Borsaitaliana. In tarda serata, su richiesta della Consob, UniCredit, Intesa Sanpaolo e Pirelli, in relazione alla vendita delle loro quote (rispettivamente l'11,7%, 10,2% e 12,9%) e ad una conseguente Opa su Prelios «precisano che si tratta di ricostruzioni inesatte su operazioni oggetto di negoziazione ma allo stato né concretizzate né certe».

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L’offerta dei cinesi propone agli attuali azionisti la possibilità di reinvestire nella società. E secondo indiscrezioni i cinesi non avrebbero intenzione di procedere con il delisting del titolo. Non è detto che nei prossimi giorni non si facciano avanti altri pretendenti.

L’offerta cinese è relativa a tutto il gruppo, quindi comprensiva della Sgr, per la quale proprio oggi erano attese le offerte vincolanti da parte di Castello Sgr, Savills e la francese Primonial. La gara per trovare un partner di maggioranza per la società di gestione dei fondi immobiliari, coordinata da Mediobanca, dovrebbe quindi fermarsi qui. Così come la cessione degli asset tedeschi.

La Sgr, peraltro, al momento ha ancora una redditività interessante che può interessare gli offerenti, anche se inevitabilmente tale appeal andrà riducendosi per via dei fondi in scadenza e dell’assottigliarsi delle fee. A fare gola agli acquirenti è soprattutto la divisione dedicata agli Npl, sulla quale Prelios si sta concentrando. «Il nostro obiettivo è rafforzare e incrementare il business dei Non performing loan, decisione che il mercato si aspetta - è quanto ha dichiarato poco più di un mese fa il presidente Giorgio Bruno -. In futuro quella degli Npl sarà l’attività core della società».

Il titolo ieri in Borsa è stato sospeso per rialzo a 0,11 euro. Nell’ultimo anno si sono verificati in diverse occasioni acquisti corposi, dell’ordine di oltre dieci milioni di titoli quando la media a un anno è di 3,6 milioni di azioni, con un picco di 38 milioni di azioni scambiate il 27 aprile scorso.

Prelios ha rivisto l’utile nel primo trimestre del 2017 grazie a una componente straordinaria. Dalla perdita di 9,6 milioni di euro del primo trimestre 2016 si è passati quindi a un utile di due milioni di euro a marzo 2017. Dei ricavi consolidati di 16,2 milioni (15,6 milioni a marzo 2016), 6,1 milioni arrivano dalla Sgr e dalla divisione credit servicing.

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