Commissioni Finanze

Premi per chi paga le tasse: come funziona il Patto fiscale proposto dalle Camere

Il documento di indirizzo delinea un nuovo “Patto fiscale” tra Stato e cittadini

Fisco, Ruffini: "L'evasione e' un'indecenza da estirpare"

2' di lettura

Premi per chi paga le tasse. La bozza della proposta di riforma del fisco delle commissioni Finanze di Camera e Senato di 21 pagine, in vista della chiusura dei lavori mercoledì 30 giugno, sottolinea che «la riforma fiscale deve cogliere l'occasione per innestare in modo deciso e irreversibile un cambio di paradigma nei rapporti tra amministrazione fiscale e contribuente». Il documento di indirizzo, che il presidente del Consiglio Mario Draghi punta a prendere in considerazione in vista del via libera del Governo alla legge delega entro la fine del mese prossimo, delinea dunque un nuovo “Patto fiscale” tra Stato e cittadini.

Gli impegni reciproci alla base del Patto fiscale Stato-cittadini

La logica è quella di un impegno reciproco. Da parte sua lo Stato «deve allontanare ogni tendenza a considerare il contribuente un “evasore che ancora non è stato scoperto”, e al contempo efficientare i propri comportamenti, non solo quelli relativi all'amministrazione finanziaria ma anche quelli inerenti l'efficiente utilizzo delle risorse pubbliche raccolte con la tassazione». Quanto invece al contribuente, «deve pienamente internalizzare il beneficio collettivo che deriva dal pagamento dei tributi (in termini di erogazione di beni e servizi pubblici)».

Loading...

Meccanismo strutturale di premialità per i contribuenti leali

«Elemento fondamentale del nuovo patto fiscale tra Stato e cittadini - si sottolinea nella bozza del documento conclusivo - è un meccanismo strutturale di premialità per i contribuenti leali».

Escludere dalle sanzioni i mancati versamenti per errore o grave mancanza di liquidità

Come? Ad esempio attraverso finestre più brevi per i controlli, o tagliando automaticamente i tempi dei rimborsi fiscali o i termini degli accertamenti. Le commissioni raccomandano «meccanismi più cogenti, che includono la concessione di forme di certificazione del rispetto delle obbligazioni tributarie in base alle quali riconoscere in maniera automatica benefici quali, a titolo esemplificativo, riduzioni dei termini di controllo e accertamento e dei tempi di rimborso fiscale». L'apparato sanzionatorio «dovrebbe esplicitamente escludere i casi di omesso versamento per errore o per grave carenza di liquidità».

Rivoluzione manageriale per la riscossione

L'attività di riscossione, più in generale, «deve andare incontro ad una vera e propria “rivoluzione manageriale”, in grado di superare l'approccio meramente formale e virare verso una gestione del processo produttivo interamente concentrata su efficienza ed efficacia».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti