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Premi ai dipendenti fino a 3mila euro esentasse: ecco come potrebbero funzionare

Il ministro Giorgetti guarda alla Germania: la coalizione semaforo ha previsto che i datori di lavoro possano pagare l’una tantum entro il 2024

di Manuela Perrone

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3' di lettura

Garantire ai datori di lavoro la possibilità di riconoscere ai dipendenti un premio fino a 3mila euro esente da tasse e imposte per mitigare i danni dell’inflazione. L’unico presupposto per l’esenzione è che il beneficio sia concesso entro dicembre 2024 in aggiunta alla retribuzione già dovuta. Così è stata disegnata in Germania la misura, proposta dal ministro delle Finanze, Christian Lindner, che dovrebbe confluire nel nuovo Inflation Reduction Act attualmente in discussione al Bundestag e che il 9 novembre è stata citata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, come modello da imitare. «Ne ho parlato con il ministro tedesco, la stiamo valutando per riproporla qui in Italia», ha riferito Giorgetti in audizione alle commissioni speciali riunite di Camera e Senato.

Il premio tedesco “di compensazione dell’inflazione”

È stata la coalizione semaforo (socialdemocratici, liberali e verdi) che sostiene il governo tedesco ad approvare l’intervento a fine settembre, previo confronto con le parti sociali, nell’ambito del terzo pacchetto di aiuti anti-inflazione da 65 miliardi di euro. Non è possibile stimare la platea di potenziali beneficiari, perché il cosiddetto “premio di compensazione dell’inflazione” sarebbe una facoltà delle aziende, non certo un obbligo.

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Non è un caso che il presidente dell’associazione delle industrie tedesche Bda, Rainer Dulger, abbia messo in guardia: «I 3mila euro non sono un successo sicuro. Non tutte le imprese che vorrebbero potranno erogare il pagamento, perché il massiccio aumento dei costi energetici sta togliendo il respiro».La promessa di Scholz ai cittadini.

La promessa di Scholz ai cittadini

D’altra parte, però, l’esecutivo del cancelliere Scholz scommette molto sull’efficacia dell’una tantum, perché consente di sostenere velocemente i lavoratori, a differenza di altri aiuti che pesano sulla dichiarazione dei redditi. In tutto, la Germania ha varato quest’anno tre pacchetti in favore dei cittadini: i primi due da 30 miliardi, l’ultimo da 65 miliardi. All’insegna della promessa di Scholz: «Non camminerete da soli».

In Italia aiuti da 62,8 miliardi di euro

L’Italia, come ha da poco certificato l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), tra giugno 2021 e settembre 2022 ha stanziato 62,8 miliardi di euro per misure contro l’aumento dei prezzi. Somme una tantum comprese, in forma di bonus prima da 200 euro ai lavoratori dipendenti e ai pensionati sotto i 35mila euro di reddito nel 2021 e poi da 150 euro per chi ne ha percepiti dai 20mila euro in giù.

Il regime fiscale dei premi di produttività

Ma un’indennità fino a 3mila euro pagata dai datori di lavoro e completamente esentasse sarebbe una assoluta novità. I premi di risultato o di produttività, infatti, godono nel nostro sistema soltanto di una tassazione ridotta al 10% fino a 3mila euro se sono corrisposti in busta paga e previsti da contratti collettivi nazionali o di settore e purché il dipendente non abbia avuto un reddito superiore agli 80mila euro nell’anno precedente.

La tassazione si può evitare unicamente se il lavoratore sceglie di convertire il premio in prestazioni di welfare o se l’azienda, al raggiungimento di determinati obiettivi, opta per il welfare premiale puro, decidendo di erogare beni, opere e servizi ai dipendenti.

Il precedente: la deroga per i fringe benefit

Per i fringe benefit, solo per il 2022, con il decreto aiuti bis si è già provveduto ad aumentare a 600 euro il valore dei beni e dei servizi che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente e a includere nel paniere anche le somme erogate o rimborsate ai lavoratori per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale.

Il premio “alla tedesca” richiederebbe un ulteriore strappo rispetto alla normativa attuale: l’articolo 51, comma 1, del Testo Unico delle imposte sui redditi stabilisce infatti che costituiscono reddito di lavoro dipendente le somme e i valori «a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro» ed elenca nei commi successivi le deroghe specifiche. La straordinarietà del momento potrebbe giustificare un’altra eccezione alla regola della totale tassabilità.

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