Fisco e contabilita

«Premialità da rafforzare, ma solo dopo i primi test»

Intervista al sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone (Lega)

di Marco Mobili e Valeria Uva


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(Ansa)

2' di lettura

«Stiamo lavorando a più decreti correttivi che tengano conto delle istanze e dei suggerimenti che arrivano da principali operatori del settore». La conferma è del sottosegretario alla Giustizia, il leghista Jacopo Morrone. «In tempi brevi vorremmo uscire con un primo correttivo che possa risolvere tutte quelle criticità che richiedono una soluzione immediata. Va resa efficace una normativa pensata soprattutto per risollevare le nostre imprese».

Ma i tecnici del settore non la pensano così, al contrario parlano di stop all’afflusso di capitali per il salvataggio delle aziende italiane.

L’intento del Governo è assolutamente rivolto ad attirare investimenti e investitori esteri per rendere il Paese ancora più competitivo. Gli interventi già in corso o ancora in istruttoria vanno tutti in questa direzione, con regole certe, abbattimento del contenzioso, riduzione dei tempi processuali. Lavoro personalmente al rafforzamento delle competitività delle aziende italiane e non per assecondare la svendita del patrimonio economico e produttivo del Paese a speculatori stranieri.

I professionisti chiedono un rafforzamento delle misure premiali per evitare la procedura di insolvenza.

È questo uno dei punti che si sta considerando di inserire nei decreti correttivi. Tuttavia, il nuovo Codice contiene già misure premiali finalizzate ad evitare l’insolvenza. Quello che sarà possibile realizzare, sempre nel rispetto della delega, non può essere oggi valutato pienamente, in quanto sarà opportuno attendere la completa entrata in vigore della norma e la sua piena operatività.

I 22 studi legali lamentano anche un’eccessiva discrezionalità del giudice nelle procedure di concordato. C’è spazio per il ritorno di automatismi?

Il Codice della crisi d’impresa ha la finalità di contemperare tutti gli interessi in gioco, sia quelli dei creditori che quelli dei debitori; pertanto ritengo che sia compito del legislatore quello di perimetrare il più possibile la modulazione del potere del giudice, per evitare decisioni della controversia sbilanciate da una parte proprio nei casi di conflitto di interessi.

Nella riforma della giustizia appena varata c’è spazio per tribunali specializzati in materia fallimentare anche per le medie imprese?

Il testo della riforma della giustizia è stato varato “salvo intese”, ci sono quindi ancora diversi punti da cambiare e limare. Occorre però intenderci su cosa intendiamo per medie imprese. La competenza dei tribunali specializzati in materia fallimentare è stata riservata dal legislatore esclusivamente alle società di capitali e non anche alle società di persone, con la finalità di assicurare l’efficienza delle sezioni specializzate dei tribunali, non sovraccaricandole. Per rispondere ai professionisti si può ritenere che estendendo l’affidamento di tutte le procedure alle sezioni specializzate in materia fallimentare, potremmo rischiare di far venir meno proprio la loro prerogativa.

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