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Premier armeno: 49 morti negli scontri con l’Azerbaigian. Mosca: evitare escalation

Il ministero della Difesa denuncia l’aggressione dei vicini. Pashinian ha invocato l’aiuto di Russia, Francia e Usa

Armenia-Azerbaigian, Erevan accusa: "Soldati azeri nel nostro territorio"

2' di lettura

Il premier dell’Armenia, Nikol Pashinyan, ha annunciato in Parlamento che 49 soldati armeni sono morti negli scontri scoppiati al confine con l’Azerbaigian. Lo riferiscono le agenzie di stampa russe. Pashinyan ha precisato che non si tratta di un bilancio definitivo.

Armenia e Azerbaigian - che hanno combattuto due guerre, negli anni ’90 e nel 2020, per la regione contesa del Nagorno-Karabakh - si accusano reciprocamente di provocazioni. Yerevan accusa l’esercito dell’Azerbaigian di avere usato artiglieria e droni contro territori armeni e in particolare di avere colpito zone di frontiera non collegate alla regione contesa del Nagorno-Karabakh, come le aree di Gegharkunik, Vayots Dzor e Syunik. Dal canto suo Baku sostiene che sia stata l’Armenia a causare l’inizio degli scontri sparando contro le postazioni dell’Azerbaigian al confine.

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Secondo quanto riferito dal premier armeno Pashinyan, l’intensità dei combattimenti è ora diminuita: «Solo in una o due direzioni l’Azerbaigian continua ad attaccare», ha detto, sottolineando che invece da mezzanotte le forze armate azere avevano lanciato un’offensiva in sei o sette direzioni. «L’Azerbaigian sta provando a presentare tutto questo come risposta a presunte provocazioni da parte dell’Armenia, ma questa è un’informazione assolutamente falsa», ha dichiarato.

Il premier a colloquio con Putin, Macron e Blinken

Lo stesso Pashinian, ha tenuto colloqui con il presidente russo Vladimir Putin, il suo omologo francese Emmanuel Macron e il segretario di Stato statunitense Antony Blinken per chiedere loro di reagire alla «aggressione» dell’Azerbaigian, ha reso noto il governo armeno. Nei colloqui separati, Pashinian ha detto di sperare in «una risposta appropriata da parte della comunità internazionale», alla luce degli scontri in corso al confine tra Armenia e Azerbaigian. Il ministero degli Esteri russo, da parte sua, ha esortato i governi di Yerevan e Baku a evitare un’ulteriore escalation del conflitto: «Esortiamo le parti ad astenersi dall’inasprire ulteriormente la situazione, a dare prova di moderazione e a rispettare un cessate il fuoco in conformità con le dichiarazioni trilaterali dei leader di Russia, Azerbaigian e Armenia del 9 novembre 2020, dell’11 gennaio 2021 e del 26 novembre 2021», ha reso noto lo stesso ministero in un comunicato, riporta la Tass.

Le prime tensioni nella notte

Gli scontri fra Armenia e Azerbaigian hanno iniziato a divampare nella notte fra il 12 e il 13 settembre, scatenando le tensioni fra i due paesi. In comunicati speculari, resi noti dalle agenzie russe Tass e Interfax, i ministeri della Difesa dei due paesi si accusano l’un l’atro per l’escalation. L’esercito azero ha subìto perdite di uomini a causa dei bombardamenti delle unità delle Forze armate armene, ha riferito il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian.

«Alcune posizioni, rifugi e roccaforti delle Forze Armate azere nelle regioni di Dashkesan, Lachin e Kalbajar sono state sottoposte a un intenso fuoco da parte delle unità dell’esercito armeno con armi di vario calibro, compresi i mortai. Di conseguenza, si sono registrate perdite tra il personale e danni alle infrastrutture militari», ha dichiarato il servizio stampa del Ministero della Difesa dell’Azerbaigian.

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