Ambiente e ricerca

Premio “Lombardia è ricerca” ai tre ricercatori dell’idrogeno verde

Premiati quest’anno gli scenziati per la migliore scoperta nelle scienze della vita

(peterschreiber.media - stock.adobe.com)

2' di lettura

È una specia di piccolo premio Nobel in salsa lombarda, non solo per l’origine dei premiati, ma anche per le modalità con cui il premio deve essere speso.

Anche quest’anno sono stati premiati in Lombardia i tre migliori ricercatori, con una cifra complessiva di un milione di euro che dovrà essere investita dentro i confini regionali. È così che la Regione Lombardia celebra la sua giornata di innovazione e ricerca: si cresce nel mondo ma si torna sul territorio.

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Ecco i nomi. Marcella Bonchio, Markus Antonietti e Pierre Joliot. Sono i tre scienziati che si sono aggiudicati il premio internazionale «Lombardia è ricerca», che assegna un milione alla migliore scoperta nelle scienze della vita, secondo una giuria di 15 ricercatori presieduta da Andrea Ferrari, professore di Nanotecnologia dell’Università di Cambridge.

Gli studiosi sono stati premiati per il processo che porta energia pulita dalla fotosintesi artificiale ispirata ai meccanismi della natura. I tre hanno lavorato per comprendere e massimizzare l’efficienza della fotosintesi per riequilibrare l’eccesso di emissioni di CO2 e nel contempo realizzare sistemi in grado di riprodurre il cuore di questo processo naturale: la scissione dell’acqua in ossigeno e idrogeno, i suoi componenti, usando solo la luce del sole. In questo modo, si ottiene un idrogeno completamente verde.Il tema di quest’anno era appunto la sostenibilità ambientale.

Il francese Joliot è biologo e professore emerito al Collège de France; Bonchio è docente ordinario di Scienze chimiche all’Università di Padova e il tedesco Antonietti è direttore dell’Institute for colloids and interfaces al Max Planck Institute. «Questo è un momento di grande positività per la ricerca».

Il premio lombardo «è un esempio del riconoscimento del valore della ricerca secondo i canoni della trasparenza, della valutazione, del vinca il migliore», le parole della ministra dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa. «Finanziamo la ricerca - ha assicurato - in maniera più seria rispetto al passato e in base a dei criteri che non distinguono tanto tra di base, industriale e applicata ma guardano alla qualità. Un finanziamento sostanzioso: da qui a dicembre 2022 metteremo a bando per tutto il sistema quasi 10 miliardi di euro e che in grossa parte vanno proprio al mondo della ricerca accademica, università, istituti di ricerca e impresa».

«La ricerca ha dimostrato anche durante la pandemia la sua importanza, quando è riuscita a realizzare in pochi mesi questi vaccini, che ci stanno dando un aiuto fondamentale e, se oggi siamo qui, lo dobbiamo proprio alla ricerca», il pensiero del governatore lombardo Attilio Fontana, secondo cui questo premio «è la dimostrazione della volontà di questa Regione di sostenere sempre con la massima determinazione la ricerca e l’innovazione, come uno dei volani dello sviluppo del presente ma soprattutto del futuro». Il governatore ha partecipato in compagnia degli assessori Fabrizio Sala, Melania Rizzoli e Raffaele Cattaneo.

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