Ricettività

Prenotazioni in crescita per la Valle d’Aosta

di Filomena Greco

3' di lettura

Essere stati gli ultimi in Italia a cambiare “colore”, da arancione a giallo, ha rallentato la ripresa del turismo in Valle d’Aosta. Regione alpina per eccellenza, ha alle spalle una stagione dello sci saltata – inverno 2020/2021 – e un’estate tutta da inventare, ma con segnali comunque interessanti.

Il consuntivo del 2020, anno eccezionale da mettere tra parentesi quando si fanno confronti o si costruiscono strategie, ha segnato un calo delle presenze di circa il 35%. Due i fattori che hanno comunque aiutato a contenere i danni: una stagione invernale 2019/2020 partita con il botto, seppur interrotta a marzo scorso, e la ripresa della stagione estiva l’anno scorso. «Dal nostro osservatorio – racconta Jean Paul Tournoud, direttore dell’Osservatorio turistico della Valle d’Aosta – osserviamo che le prenotazioni nelle strutture sono in crescita rispetto all’anno scorso nei mesi di luglio e di agosto e in queste settimane sono partite le prenotazioni anche per il mese di giugno. Siamo molto fiduciosi dunque sul buon andamento della stagione estiva».

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Per un regione che conta 1.200 strutture ricettive e oltre due milioni di presenze in media all’anno, le difficoltà del settore turistico si traducono in un danno economico importante per la rete ricettiva e i ristoratori . «I mesi scorsi sono stati a zero per gli operatori e chi ha deciso di aprire ha avuto danni ingenti – spiega Filippo Gerard responsabile di Federalberghi Vda – e anche i ristori ci hanno penalizzato perché nel raffronto con i dati dei mesi precedenti molti operatori non hanno registrato cali del 30% pur avendo vissuto grandi difficoltà». La chiusura poi del Club Med di Cervinia rappresenta un segnale assai negativo, «equivalente alla serrata di almeno 10 alberghi» aggiunge Gerard. Gli operatori ora aspettano l’estensione del Bonus 110% per gli alberghi, strutture energivore e con un alta percentuale di uso del gasolio per i riscaldamenti.

Tra le poche attività rimaste accessibili in queste settimane ci sono quelle sportive all’aria aperta. Salvi dunque i principali eventi per la Mountain bike, zoccolo duro della proposta valdostana en plein air : domani e il 23 maggio l’appuntamento è con Courmayeur MTB Event, con il Campionato Italiano Team Relay Giovanile per società e la Coppa Italia Giovanile e nazionale Junior. A luglio invece, resta confermato il Tour des Salasses Mont Blanc, in calendario il 24 e il 25, da La Salle a Morgex e Pré-Saint-Didier.

Qualcosa di buono però la crisi innescata dalla pandemia ha portato: il rilancio di alcune località secondarie, ad esempio, o nuove proposte per destinazioni più consolidate. «È il caso della Valtournenche, dove di solito Cervinia ha una stagione sciistica lunga, che dura fino a maggio, con la stragrande maggioranza delle strutture ricettive chiuse in estate – racconta Tournoud – Le difficoltà dell’anno scorso invece hanno spinto gli operatori ad aprire nei mesi più caldi avendo una risposta di gradimento da parte del pubblico». Anche vallate normalmente non inserite nei principali percorsi turistici valdostani come la Valsavarenche, a ridosso del Gran Paradiso, sono riuscite ad attrarre visitatori facendo leva sulla natura, l’isolamento e le strutture extralberghiere. Anche il calendario degli eventi si sta a fatica componendo, a cominciare da Musicastelle outdoor, dal 19 giugno, con sei concerti all’aperto. A Cervinia intanto si scia anche d’estate, con le piste aperte dal 12 giugno al 12 settembre, mentre la riapertura di Sky Way è fissata per il 24 maggio.

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