Get Ready for Brexit

«Preparatevi alla Brexit», al via la campagna di informazione del governo

Sul portale GOV.UK un vademecum per cittadini, imprenditori e turisti per prepararsi all’uscita della Gran Bretagna dalla Ue

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Sul portale GOV.UK un vademecum per cittadini, imprenditori e turisti per prepararsi all’uscita della Gran Bretagna dalla Ue


2' di lettura

Il giorno dopo le manifestazioni in tutto il Paese contro Boris Johnson, è partita il primo settembre la campagna, dal costo di più di 100 milioni di sterline, per informare cittadini e turisti su cosa succederà dopo il 31 ottobre, data fissata per l’uscita dalla Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Lo slogan è “Get Ready for Brexit” (siate pronti alla Brexit) e coinvolgerà tutti i media, tv, stampa e social e cartellonistica. A questo scopo è stato pubblicato sul sito del governo una sezione con tutte le informazioni utili per il giorno dopo: i viaggiatori vengono allertati sulla possibilità di ritardi alla frontiera britannica dopo il 31 ottobre, i possessori di animali domestici viene consigliato di consultare il proprio veterinario prima di portarli con loro in viaggio nell'Unione Europea, viene poi consigliato loro di rifare il passaporto al più presto possibile e di prestare attenzione all’estero alle tariffe telefoniche per la probabile cessazione della norma europea che prevede il roaming a tariffa nazionale riservato ai Paesi aderenti all’Unione Europea.

Il sito dà accesso ad un questionario pensato per individui o aziende con l'obiettivo di spiegare quale sia, in termini concreti, l'impatto immediato dell'uscita del Paese dall'Ue. Gli utenti possono specificare se intendono viaggiare nell'Unione Europea, esportare nell'UE o se sono cittadini britannici che vivono in altri Paesi dell’Unione.

Sulla base delle indicazioni inserite il sito genera quindi un profilo ma soprattutto una sorta di vademecum personalizzato su come prepararsi alla Brexit. Il portale è parte della campagna che Michael Gove, ministro incaricato dei preparativi per un'eventuale uscita senza accordo. Secondo alcune ricerche di mercato il 50% della popolazione inglese ritiene probabile un’uscita per quella data, il 42% delle piccole e medie aziende non si sente preparato a questa eventualità e solo il 31% ha cercato informazioni sul tema.

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Investitori in fuga
Secondo il Financial Times con la prospettiva di una Brexit no-deal gli investitori internazionali hanno ritirato 4 miliardi di dollari dai fondi azionari britannici da quando Theresa May si è dimessa, portando a 29,7 miliardi di dollari il bilancio dal referendum dal 2016.

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