ddl anticorruzione

Prescrizione nodo non ancora sciolto. I penalisti: ritiro dell’emendamento o sarà lotta dura

di Andrea Gagliardi


Prescrizione, Di Maio: riforma si fa. Con Lega troviamo soluzione

3' di lettura

Lavori in stand by alla Camera sul ddl anticorruzione. Il nodo sull’emendamento M5S sulla prescrizione, oggetto dello scontro tra il Movimento e la Lega, non è stato infatti ancora sciolto e, spiegano fonti parlamentari, la previsione è che nelle prossime ore le commissioni Giustizia e Affari Costituzionali che esaminano il ddl non faranno passi avanti decisivi. Al momento, infatti, manca ancora la decisione sull’ammissibilità dell’emendamento (che sospende la prescrizione dopo il primo grado di giudizio) dopo la riformulazione avvenuta ieri da parte dei relatori Francesca Businarolo e Francesco Forciniti.

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Manca anche il parere sull’ammissibilità di quattro emendamenti del governo al ddl anticorruzione, compreso quello sulla prescrizione. Le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, chiamate a esaminare il ddl anticorruzione e l’emendamento sulla prescrizione hanno fatto slittare la seduta delle 11 alle 12,30, dopo che era già stata fatta slittare rispetto all’orario iniziale delle 9. La seduta è stata poi rinviata alle 20. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Affari Costituzionali Giuseppe Brescia.

La sensazione è che fino a quando non si vedranno i due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, l’impasse non sarà sbloccato. Il leader della Lega è tornato dal Ghana, quello del M5S dalla Cina. Dovrebbe svolgersi in serata il vertice di governo per trovare un'intesa sui temi che dividono la maggioranza. Alla riunione a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte ci dovrebbero essere i vicepremier Di Maio e Salvini, ma potrebbero esserci anche i ministri competenti. Il confronto tra Movimento 5 Stelle e la Lega sulla prescrizione legata al ddl corruzione, in discussione alla Camera, è aperto, ma trapela ottimismo sul fatto che si troverà una soluzione sull'emendamento.

Stasera ci sarà anche un vertice M5s. Il nodo principale da sciogliere è quello della prescrizione, l'emendamento al Ddl anticorruzione fonte di scontro con la Lega. Intorno al tavolo il vicepremier Luigi Di Maio i ministri del M5S e i capigruppo al Senato e alla Camera del Movimento.

Prescrizione, Salvini: si farà, evitare processi infiniti
«Il Governo ha il diritto di andare avanti per 5 anni. Quando si tocca la giustizia bisogna essere sempre molto attenti. La Lega è nata per combattere corrotti e
corruttori. Quello che vorrei evitare sono i processi infiniti. La riforma della prescrizione c'è nel contratto e si farà. Vogliamo tempi certi per chi entra nei tribunali», ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, al programma 'Non stop news' di Rtl 102.5 intervistato da Pierluigi Diaco.

Anticorruzione: in tarda serata incontro Conte-Bonafede
È stato intanto interlocutorio il faccia a faccia ieri a tarda sera tra il premier Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Oggetto dell’incontro il nodo della prescrizione, sul quale si sta consumando l’ultimo scontro tra M5S e Lega. Conte e Bonafede si sono aggiornati al rientro in Italia dei due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Giorgetti: serve incontrarsi e discutere
«Ma no, ma no: come spesso accade bisogna incontrarsi e discutere». Così il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti (Lega), ha risposto a una domanda sulle tensioni per la riforma della prescrizione e sulle ipotesi di rischi per la tenuta del governo. «Quando torna Salvini dal Ghana e Di Maio dalla Cina può darsi che si incontreranno e che troveranno una
soluzione», ha aggiunto Giorgetti a margine dell’inaugurazione di Eicma a Milano.

Penalisti: ritiro emendamento o lotta dura
Da segnalare la protesta dei penalisti, che chiedono il ritiro dell’emendamento sulla prescrizione o minacciano «lotta dura». I penalisti chiedono al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, «il ritiro dell’emendamento sulla prescrizione, riservandosi in caso contrario le iniziative e le risposte più dure in difesa del diritto costituzionale dei cittadini alla ragionevole durata del processo». Lo ha affermato il presidente dell’Unione camere penali, Gian Domenico Caiazza, dopo l’incontro di oggi tra la delegazione delle Camere Penali e lo stesso ministro Bonafede.

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