inaugurazione anno giudiziario

Amnistia mirata contro la prescrizione. Roma rilancia il dibattito sulla riforma della giustizia

Proteste degli avvocati penalisti contro la riforma Bonafede della prescrizione. A Milano escono dall’aula quanto parla Davigo

di Enrico Bronzo

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Proteste degli avvocati penalisti contro la riforma Bonafede della prescrizione. A Milano escono dall’aula quanto parla Davigo


5' di lettura

Così l’inaugurazione dell’anno giudiziario nelle varie Corte d’appello d’Italia.

A Roma
Presidente della Corte d’appello di Roma Panzani: amnistia mirata

Per il presidente della Corte d'Appello di Roma Luciano Panzani, «la battaglia per risolvere il problema della prescrizione può essere vinta» potenziando «adeguatamente le Corti e per porre rimedio all'arretrato che si è accumulato, per i reati minori, un'amnistia mirata». Lo afferma il presidente della Corte d'Appello di Roma, Luciano Panzani, nella relazione all'inaugurazione dell'anno giudiziario. Per l'alto magistrato «sospendere la prescrizione non serve a nulla. Significa soltanto accumulare i processi senza che ci siano le risorse per farli. L'impegno del Ministero per assumere personale ( gli uffici hanno scoperti di personale amministrativo del 20-30%) non possono essere sufficienti e tempestivi. I vuoti di organico dei magistrati richiedono al ritmo attuale cinque anni di concorsi per essere colmati». Per Panzani «sospendere i processi senza farli significa ledere in modo irreparabile diritti fondamentali a un processo equo e tempestivo, evitando che la pena venga irrogata e scontata dopo che è passato troppo tempo dal fatto e quando ormai ha persogran parte del suo significato».

Prescritto un processo su due
Nel 2019 nel distretto del Lazio “i processi prescritti sono stati 19.500 su un totale di 125mila, pari al 15%. Di questi 48% in appello (7.743) e 10% al Gip-Gup (7.300), 12% al dibattimento monocratico (4.300), 118 al collegiale (5%). La prescrizione colpisce maggiormente nei processi per cui c'è condanna in primo grado e quindi quasi uno su due a Roma in Appello». Lo afferma il presidente della Corte d'Appello di Roma, Luciano Panzani, nel corso del suo intervento all'inaugurazione dell'anno giudiziario.

A Milano
Pg Alfonso: la riforma della prescrizione è incostituzionale

La riforma del regime della prescrizione, che la sospende dopo il primo grado, «presenta rischi di incostituzionalità» e «viola l’articolo 111 della Costituzione, con il quale confligge, quanto agli effetti, incidendo sulla garanzia costituzionale della ragionevole durata del processo». Lo sottolinea nella relazione per l’Anno giudiziario a Milano il Procuratore generale, Roberto Alfonso, che allo stesso tempo lamenta «spaventosi vuoti di organico e la mancanza di risorse che contribuiscono a determinare tempi lunghi del processo».

Il caso Palamara
«Non credo che servissero le indagini recenti per far conoscere ai magistrati o almeno alla gran parte di essi quanto fosse gravemente malato il sistema - prosegue Alfonso, riferendosi al noto caso Palamara. Speriamo però - aggiunge - che lo scandalo non generi soltanto affermazioni di principio». Per Alfonso, infatti, serve “un cambiamento serio ed effettivo, ad esempio una modifica radicale e profonda del regolamento consiliare per la scelta dei capi degli uffici, improntandolo a trasparenza mediante pubblicazione dei curricula di tutti i candidati”.

Corte d’appello: a Milano prescrizione 3% contro media 24%
Così il presidente della Corte d’appello di Milano, Marina Tavassi. «Nel nostro distretto il dato è pari per la Corte di appello al 2,91% di gran lunga inferiore al dato nazionale che è pari al 24%. Nel nostro distretto si è realizzato un diverso modo di interpretare il giudice, meno incline a soddisfare il proprio compiacimento e più propenso a rendere un servizio, più attento ai tempi in cui interviene la propria decisione e quindi impegnato nel recupero dell'arretrato e nel controllo della durata, al fine di non superare i due anni del giusto processo riservati al secondo grado e i tre anni al primo grado.

La protesta degli avvocati penalisti
Una quarantina di avvocati della Camera penale di Milano hanno sfilato mostrando cartelli con gli articoli della Costituzione come forma di protesta contro la riforma della prescrizione. È' accaduto stamani, poco prima dell’inizio delle celebrazioni per l'anno giudiziario. «Abbiamo indicato tre articoli della Costituzione: il 24 che è per il diritto di difesa, il 27 che è la presunzione di non colpevolezza è il 111 che è il giusto processo. Accoglieremo Davigo con questi cartelli», ha detto l'avvocato Giovanni Briola del direttivo della Camera penale.

Milano. La protesta degli avvocati penalisti (Ansa)

Parla Davigo, avvocati escono
Alle diverse azioni di protesta di oggi in Tribunale a Milano, dopo le polemiche per le affermazioni di Piercamillo Davigo sulla riforma della prescrizione e sul ruolo degli avvocati, rilasciate in una recente intervista, hanno partecipato in totale, stando a quanto riferito, oltre un centinaio di penalisti milanesi, tanto che l'Aula Magna del Palagiustizia era gremita. Aula magna che gli avvocati della Camera penale milanese hanno abbandonato quando ha iniziato a parlare l'ex pm di Mani Pulite e consigliere del Csm

A Napoli
Avvocati in manette
Entrano in manette contro la riforma della prescrizione. L'Ordine degli Avvocati di Napoli, presieduto da Antonio Tafuri, protesta così in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario. Gli avvocati, in toga, sono entrati ammanettati nella Sala dei Baroni, nel Maschio Angioino, dove si svolge la cerimonia, in aperta polemica con la riforma Bonafede.

Napoli. Avvocati in manette all'inaugurazione dell'Anno giudiziario (Ansa)

A Reggio Calabria
Presidente Corte d’appello si accascia per un malore
Malore durante la cerimonia di apertura dell'anno giudiziario a Reggio Calabria per il presidente della Corte d'Appello, Luciano Gerardis. Il magistrato, che dopo i primi soccorsi è comunque apparso vigile, si è accasciato al suolo mentre stava leggendo la relazione. Gerardis potrebbe essere stato colpito da un attacco cardiaco. Di conseguenza la relazione viene letta dal presidente di sezione, Roberto Lucisano. Il presidente Gerardis, che dopo il malore è rimasto sempre cosciente, dopo i primi soccorsi è stato fatto accomodare su una sedia a rotelle in attesa del trasferimento agli ospedali riuniti dove è stato condotto con un'ambulanza.

A Trieste
Il ricordo degli agenti uccisi
Con un minuto di silenzio osservato in memoria di Matteo Demenego e Pierluigi Rotta, i due agenti uccisi nella sparatoria avvenuta in Questura a Trieste lo scorso 4 ottobre, è cominciata alla Corte di appello di Trieste la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.
In merito alla riforma, il presidente della Corte di appello di Trieste, Oliviero Drigani, sottoline il rischio di «un'oggettiva paralisi del funzionamento della giustizia a causa della mancanza di personale tecnicamente e professionalmente piùqualificato».

A Firenze
Nella propria relazione il presidente della Corte di appello di Firenze, Margherita Cassano, parla di «”spirito del popolo” che sollecita condanne immediate e torsioni delle regole per il raggiungimento della verità ad ogni costo; chiede ai magistrati di lottare contro il nemico del momento. Ritengo che a queste pressioni la magistratura debba rispondere con la forza della ragione, della serenità, della pacatezza e con la fedeltà ai valori costituzionali che trovano quotidianamente attuazione grazie a un'amministrazione della giustizia rispettosa delleregole e della dignità di ogni persona».

A Torino
Il presidente della Corte di appello, Edoardo Barelli Innocenti, critica i media
Si è aperto con una critica al mondo dell'informazione l'intervento di Edoardo Barelli Innocenti, presidente della Corte di appello di Torino, all'inaugurazione dell'anno giudiziario del distretto del Piemonte e della Valle d'Aosta. Il magistrato ha toccato la questione facendo riferimento all’omicidio di Stefano Leo, il giovane ucciso con una coltellata alla gola sul lungo Po da un 27enne già condannato con una sentenza che in un primo momento era stata considerata irrevocabile

A Genova
Il presidente della Corte d’appello: assurdo cambio ogni 10 anni
Il divieto di permanenza per i magistrati giudicanti dopo i dieci anni di attività nel medesimo ufficio è una «disposizione intrinsecamente assurda». Lo ha detto la presidente della Corte d'appello di Genova Maria Teresa Bonavia nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Per approfondire
Perché è necessario che il 2020 sia l’anno che scioglie i nodi della magistratura

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