Andar per vini

Presentato il Contrada Santo Spirito Etna Rosso 2015 di Palmento Costanzo

di Mauro Giacomo Bertolli


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3' di lettura

Palmento Costanzo nel giro di pochi anni, viene fondata nel 2011, è diventata una delle realtà più interessanti e dinamiche della viticoltura siciliana: siamo sul versante nord dell'Etna, a Passopisciaro, una frazione di Castiglione di Sicilia (Castigghiuni in siciliano), comune siciliano di neppure 4.000 abitanti in provincia di Catania, facente parte del circuito dei borghi più belli d'Italia.
La storia vitivinicola dell'Etna risale alla colonizzazione greca della Sicilia Orientale (729 a.C.), anche se vi sono già testimonianze di comunità agricole riferentesi al Neolitico. Negli ultimi 20 anni questo territorio ha vissuto un vero e proprio rinascimento, con la nascita di aziende, impianto di nuovi vigneti e l'ottenimento di premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali a testimonianza del comune percorso di ricerca della qualità.

Tra queste nuove aziende vi è appunto Palmento Costanzo, di proprietà dei coniugi Mimmo Costanzo e Valeria Agosta, anima dell'azienda e vera donna del vino, che si è catapultata con enorme entusiasmo in quest'avventura, entusiasmo che con cui immancabilmente contagia quando racconta della loro cantina e dei loro vini, tanto da farmela soprannominare, per fascino e competenza, l'”Elena Walch dell'Etna” !

Palmento Costanzo coltiva 12 ettari di vigne, di cui 10 di proprietà, sulle pendici del versante settentrionale dell'Etna: oltre cento terrazzamenti, a un'altitudine che va dai 650 agli 800 metri s.l.m.
Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Catarratto sono le varietà di viti presenti: hanno un'età variabile da pochi anni fino alle più vecchie che superano i 100 anni. Sono coltivate ad alberello etneo, tutti sostenuti da pali di castagno.La cantina ha recuperato e restaurato un palmento in pietra lavica, struttura in cui tradizionalmente si svolgevano tutti i processi di vinificazione.

Caratteristica comune a tutti i vini di Palmento Costanzo, che rafforza ancora più il legame con il territorio etneo, è che le etichette sono stampate con pigmenti di polvere lavica.
La produzione aziendale è di poco meno di 100.000 bottiglie, tutte DOC Etna e biologiche, così ripartite:
Mofete Etna Bianco, Mofete Etna Rosato e Mofete Etna Rosso della linea classica, da vigne più giovani, che non superano i 30 anni d'età.
Bianco di Sei Etna Bianco e Nero di Sei Etna Rosso della linea superiore, da vigne più vecchie, con alcune piante di età superiore ai 100 anni.
A queste da oggi si aggiungono le 5.000 bottiglie del nuovo Contrada Santo Spirito Etna Rosso 2015, un cru legato alla vigna da cui provengono le uve.

“Questo nuovo vino, commenta Valeria Agosta, titolare della cantina, rappresenta il vertice della nostra produzione ed esprime l'anima più profonda del nostro terroir, in cui è fondamentale il legame con l'Etna: abbiamo perciò selezionato le vigne più antiche (spesso con oltre un secolo di vita) e abbiamo prestato la massima cura a ogni particolare, per ottenere un prodotto del quale siamo orgogliosi”.
“Il nostro obiettivo, spiega Nicola Centonze, l'enologo, è quello di valorizzare le specificità del nostro territorio, assecondando la natura in modo poco invadente”.

    Contrada Santo Spirito Etna Rosso 2015
    Le vigne sono proprio a Contrada Santo Spirito, da cui il nome dell'etichetta, nel borgo di Passopisciaro, ad un'altitudine compresa tra i 700 e gli 800 metri s.l.m., su suoli composti per il 70 % da sabbie vulcaniche nere e brune e per la parte restante da sassi e rocce effusive.
    E' ottenuto da uve di Nerello Mascalese (90%) e Nerello Cappuccio (10 %).
    Vendemmia manuale a fine ottobre.
    La fermentazione è avvenuta in tini tronco-conici di rovere francese. Fino a venti giorni di macerazione sulle bucce. La maturazione si è svolta per un periodo di 18-24 mesi in OVUM , tini dalla forma ovoidale nei quali si ha un batonnage naturale grazie ai moti convettivi che muovono lentamente il vino all'interno. Successivo affinamento di almeno 8 mesi in bottiglia.

    La degustazione
    Nel bicchiere è di colore rosso rubino brillante.
    Al naso il primo impatto è con i piccoli frutti scuri del sottobosco, mora, mirtillo e ribes nero, a cui seguono note floreali di viola e di petali di rosa con un lieve accenno di appassimento. Evidente il pepe nero, il tamarindo e la pietra focaia. In bocca è fresco, delicato, avvolgente, setoso, delicato nei tannini, sapido, quasi con un'idea di mare, con una piacevole e sfumata nota amarognola. Di grande persistenza. Credo che abbia prospettive di durata molto superiori ai 10 anni.
    Prezzo in enoteca: € 36-40

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