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Nel contratto degli assicurativi spunta allegato sulle agenzie

Impegno di Ania ad attivarsi presso le compagnie perché queste ultime raccomandino agli agenti l'applicazione di un contratto per i propri dipendenti firmato dai confederali

di Federica Pezzatti

(Imagoeconomica)

4' di lettura

Il contratto di lavoro del settore assicurativo firmato nella notte tra il 15 e il 16 novembre, e atteso da oltre un anno, contiene novità anche per i dipendenti di agenzia e non solo per i più fortunati lavoratori assunti direttamente delle compagnie che sono i beneficiari diretti delle nuove condizioni che sono considerate innovative e illuminate rispetto al resto del mondo del lavoro.

Ricordiamo che in base all’ultimo accordo infatti per i 48mila impiegati e quadri (esclusi i dirigenti) di compagnia, sono arrivati aumenti che coprono il tasso di inflazione (è previsto un incremento di 205 euro mensili al livello medio, una tantum di 1.400 euro come indennità di vacanza contrattuale e 600 euro di credito welfare). Nell’accordo, come è noto, è stato modificato e rinominato il Fondo di solidarietà bilaterale con nuovi strumenti per la riorganizzazione delle compagnie. Viene rafforzata l’attenzione per i soggetti deboli, per le politiche di genere, di diversity, sulla disabilità e sui congedi parentali.

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Il testo rivede anche le aree professionali e i livelli e viene istituita inoltre la banca del tempo per la condivisione delle ferie. Insomma un contratto all’avanguardia che tra un allegato e l’altro ripropone, per quanto può, il tema dalla contrattazione collettiva riguardante i lavoratori delle agenzie che invece si devono accontentare, da sempre, di condizioni decisamente meno incentivanti dettate anche dal fatto che gli agenti generalmente sono dei piccoli imprenditori autonomi che assumono, in totale indipendenza dalla mandante, mediamente 1,8 impiegati ciascuno.

Non hanno dunque le spalle larghe delle grandi compagnie per offrire grosse tutele, come si giusticano gli agenti a chi chiede loro conto della differenza. A parità di mansione esistono infatti condizioni molto diverse tra lavoratori assicurativi a seconda che timbrino il cartellino in un grattacielo dove capeggia una grande insegna luminosa riconoscibile dallo skyline e coloro che invece lavorano in un’agenzia dove, comunque, è ben riconoscibile il medesimo marchio assicurativo. Un aspetto, questo, che andrebbe considerato anche nell’ambito della responsabilità sociale che le compagnie stanno rafforzando con politiche Esg che non possono ignorare l’ultimo miglio della filiera, ossia il rispetto dei diritti anche dei lavoratori assunti ai propri agenti.

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Le diverse tutele sindacali

Anche per questo i sindacati confederali, firmatari del nuovo accordo ( First Cisl, Fisac/Cgil, Fna, Snfia e Uilca) che regola appunto i rapporti tra compagnie e propri dipendenti, hanno fatto nuovamente pressione ottenendo che in un allegato venissero anche fissati dei principi per sollecitare le compagnie stesse a stimolare i propri agenti ad applicare con le maestranze un contratto che sia stato frutto di una contrattazione con i sindacati di categoria “specializzati” nel settore assicurativo (quali quelli che hanno appunto firmato il contratto nazionale).

Esistono infatti oltre cinque tipologie di contratti diversi e la situazione si è frammentata quando lo Sna (storico sindacato di categoria degli agenti) ha concluso accordi con Fesica Confsal e Confsal - Fisals ( federazione italiana dei sindacati autonomi dei lavoratori stranieri) e non più con i sindacati confederali del settore assicurativo che invece hanno rinnovato, successivamente, con un’altra associazione degli agenti ossia Anapa. Vi sono poi altri contratti particolari come quello di Anagina (che riguarda gli ex agenti Ina oggi in Generali Italia).

L’articolo che riguarda i collaboratori

Tornando al nuovo contratto stipulato e alle sue implicazioni per il settore delle agenzie, l’allegao 6 A Ter ha come oggetto proprio la contrattazione nazionale riguardante i lavoratori delle agenzie. In esso «si conferma che per ragioni di ordine tecnico giuridico ampiamente esposte - e che si intendono qui interamente ribadite - la materia dei contratti collettivi di lavoro tra agenti e i propri collaboratori non investe la diretta potestà e responsabilità delle imprese del settore e della stessa Ania», si legge nella premessa che non lascia dunque speranze ai circa 35mila dipendenti degli agenti assicurativi, che si devono dunque accontentare del “contratto per il personale dipendente delle agenzie di assicurazione in gestione libera” scelto dal proprio datore di lavoro, ossia da uno dei circa 26mila intermediari assicurativi.

Tuttavia dopo la premessa dell’allegato, ed è qui la novità, si continua rafforzando, per la prima volta, il principio portato avanti dai sindacati confederali con l’associazione delle compagnie (presente anche Unipol con un proprio delegato). «L’Associazione (Ania, ndr) nel confermare che le Ooss firmatarie del presente contratto (First Cisl, Fisac/Cgil, Fna, Snfia e Uilca, ndr) rivestono il ruolo degli agenti contrattuali per il personale dipendente del settore assicurativo e nel ritenere che le medesime abbiano un ruolo di primario riferimento anche nel comparto della contrattazione collettiva riguardante i lavoratori delle agenzie, si impegna ad attivarsi presso le compagnie affinchè le stesse raccomandino fortemente alle agenzie il riconoscimento dello stesso ruolo, favorendo, per questa via, l’applicazione del Ccnl sottoscritto dalle Ooss firmatarie del presente contratto» così recita la parte finale dell’allegato 6/A ter .

Insomma un nuovo chiaro messaggio agli agenti e ai loro gruppi affinchè applichino il contratto sottoscritto dai confederali firmatari dell’accordo con le compagnie (First Cisl, Fisac/Cgil, Fna, Snfia e Uilca) e quindi il contratto Anapa , ora in fase di rinnovo, che attualmente conta in base ai dati Inps Cnel 12.943 dipendenti assunti. Tuttavia, guardando ai numeri, gli agenti paiono invece preferire, qualcuno dice anche per la sua maggiore economicità, il contratto sottoscritto da Sna con Fesica Confsal e Confsal - Fisals che conta infatti 17mila iscritti (circa la metà del settore). Ora resta da vedere in cosa si tradurranno queste forti raccomandazioni che l’associazione delle compagnie si è impegnata a realizzare per sollecitare l’utilizzo del contratto dei confederali.

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