Lotta al Covid

Regioni a rischio, i governatori: restrizioni solo a carico dei non vaccinati

L’obiettivo è scongiurare l’applicazione di regole generali in caso di passaggi in zona gialla o arancione per l’eventuale aumento dei contagi

Rezza: situazione peggiora. Vaccini e comportamenti prudenti

4' di lettura

Più, con il passare dei giorni, si fa concreto il rischio di abbandonare il bianco per approdare in zona gialla, più monta il pressing delle Regioni alle prese con una crescita dei contagi (ma non solo) per mettere in campo restrizioni per chi ha deciso di non vaccinarsi. Una strategia che punta a scongiurare l’applicazione di regole generali in caso di passaggi in zona gialla o arancione per l’eventuale aumento dei contagi. La richiesta arriva, in particolare, da amministrazioni di centrodestra. Il Governo per ora frena.

Le prime a muoversi in questa direzione sono state infatti il Friuli Venezia Giulia e la Liguria. La prima, se si guarda agli ultimi dati disponibili, è a un passo dalla zona gialla con oltre 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti e i ricoveri in terapia intensiva oltre la soglia del 10% (siamo al 13%). La Liguria fa parte del gruppo delle quattro regioni con più contagi (le altre sono, oltre il Fvg, l’Alto Adige e il Veneto). A stretto giro la linea sono andate dietro Lombardia, Piemonte e Calabria. .

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Fedriga, vaccinati non possono avere restrizioni

«Se ci sono restrizioni siano per tutti tranne che per i vaccinati», ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a margine di un convegno della Fondazione Italia in Salute a Roma. «Il vaccino funziona e limita i rischi - ha aggiunto -, noi dobbiamo avere fiducia nella scienza e combattere contro le menzogne, i vaccinati che vanno in ospedale sono anziani o immunodepressi. Per questo è fondamentale la dose booster».

Toti: restrizioni valgano solo per non vaccinati

Sulla stessa linea il governatore della Liguria. «Chiederemo al Governo come Regioni che le misure restrittive legate alle fasce di colore valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino, non per le persone che lo hanno correttamente fatto», ha annunciato Giovanni Toti, dopo aver telefonato a Fedriga, che oltre a essere governatore del Friuli Venezia Giulia è anche presidente della Conferenza delle Regioni. «Se qualcuno deve essere convinto sono coloro che non si sono vaccinati - ha aggiunto Toti -, le misure che devono essere prese, lo devono essere solo per i non vaccinati, non certo per chi ha fatto fino in fondo il suo dovere».

Fontana, niente a restrizioni per chi si è vaccinato

«Non possiamo pensare a restrizioni per questi cittadini che hanno dimostrato fiducia, consapevolezza e senso del bene comune». Così ha scritto su Fb il presidente della Lombardia Attilio Fontana, riferendosi agli «oltre 8 milioni di lombardi che hanno con convinzione e senso di responsabilità aderito alla vaccinazione» contro il Covid.

Cirio: nuove restrizioni?Non le paghino i vaccinati

Stessi accenti usati dal governatore del Piemonte Alberto Cirio: «Se ci saranno nuove restrizioni, queste non potranno essere pagate da coloro i quali si sono vaccinati, perché sarebbe una ingiustizia profonda. Chi si è vaccinato ha dato prova di fiducia nelle istituzioni e io credo che questa fiducia debba essere ripagata».

Occhiuto, nuove restrizioni riguardino non vaccinati

A ruota anche il governatore della Calabria Roberto Occhiuto: «Se si dovessero rendere necessarie nuove restrizioni - e il vero gradone è rappresentato a mio avviso dalla cosiddetta zona arancione - queste dovrebbero coinvolgere esclusivamente coloro che non si sono vaccinati. La stragrande maggioranza degli italiani ha dato fiducia alla scienza e con senso di responsabilità nei confronti della comunità si è sottoposta al vaccino. Non sarebbe giusto far pagare a questa maggioranza la scelta incomprensibile di una minoranza, In questo senso concordo con il presidente Fedriga e con il presidente Toti».

Il modello austriaco: lockdown per i non vaccinati

La linea delineata dai due governatori, ovvero misure restrittive per chi ha deciso di non vaccinarsi, ricorda quella adottata dall’Austria. I non vaccinati possono uscire di casa solo per andare al lavoro, effettuare acquisti di prima necessità e per fare due passi. La stretta si somma ai controlli già effettuati per l'accesso a tutti i luoghi pubblici al chiuso, con l'obbligo di esibire un certificato di vaccinazione o guarigione nei luoghi pubblici (la cosiddetta regola 2G: geimpft o genesen). Sul lavoro può bastare un tampone negativo (regola 3G: geimpft, genesen, getestet).

Governo: lockdown per no vaccinati? Numeri Austria lontani

Ma il governo per ora frena. Non ci sono le premesse numeriche per «fare come l’Austria» che ha imposto il lockdown ai non vaccinati. È questo il ragionamento che viene fatto da fonti di Governo che seguono costantemente i dati e la curva epidemiologica nel nostro Paese, dopo le richieste arrivate da diversi presidenti di Regione sulla possibilità di limitare le libertà di chi non si è immunizzato.

L’Austria, viene spiegato, ha poco meno di 10 milioni di abitanti e viaggia sui 12mila casi al giorno di Covid 19. «È come se noi viaggiassimo su 72 mila nuovi contagi nelle 24 ore». La pressione su area medica e terapie intensive, viene ribadito, «è un po’ più alta in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Bolzano non sta schizzando verso l’alto». Resta fermo, poi, il sistema delle aree di colorazione. Le zone gialle, arancioni o rosse, viene sottolineato, scattano in base agli indicatori ospedalieri e alle terapie intensive e «sono quelli che hanno chiesto le Regioni».

Fonti Lega, Salvini condivide linea governo

Una linea condivisa dal leader della Lega Matteo Salvini: l’Italia non ha i numeri (ben più preoccupanti) dell’Austria, il sistema sanitario regge, la durata del Green Pass non cambia. L’obiettivo è evitare nuove restrizioni, fermo restando la massima attenzione per la tutela della salute. Lo fanno sapere fonti della Lega.

Valle D’Aosta, sospese visite in Rsa anziani fino al 3 dicembre

Intanto c’è chi si muove in anticipo, adottando provvedimenti restrittivi. È infattti in vigore da pochi giorni la nuova ordinanza anti Covid firmata da Erik Lavevaz, presidente della Valle d’Aosta, che prevede la temporanea sospensione fino al 3 dicembre delle visite dei familiari e le uscite degli ospiti per motivi non sanitari, relativamente alle strutture residenziali socio-assistenziali per anziani e socio-sanitarie per il trattamento delle demenze. Adottato su richiesta dell'Assessorato della Sanità, il divieto ha lo scopo di ottenere, compatibilmente con l'evolversi della situazione epidemiologica, una risposta anticorpale efficace degli ospiti e degli operatori a seguito della somministrazione della terza dose vaccinale attualmente in corso.

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